Albertini riscopre Bossi: "Tra noi c'è feeling"


Un faccia a faccia scioglie antichi dissapori. "Abbiamo parlato di cose alte. Umberto ha un grande calore umano".



MILANO - Melassa, miele, baci e abbracci. Dopo anni di incomprensioni, maldicenze e colpi bassi, Umberto Bossi e Gabriele Albertini sono diventati grandi amici. Sabato sera il sindaco è stato visto in una festa che la Lega ha organizzato a Milano. Una rarità visto che in due mandati a Palazzo Marino con Bossi i rapporti sono stati ridotti all'osso. Storia di vecchie ripicche mai davvero cicatrizzate. Fino ad ora.

Basterebbe citare il comunicato che oggi il sindaco di Milano diffonde alle agenzie di stampa per rendersi conto che non è più il tempo dei veleni, delle Albertine e delle finte scuse alla maniera del "pesce di nome Wanda".

Scrive infatti l'inquilino di Palazzo Marino a proposito dell'ultimo faccia a faccia avuto col Senatùr: un incontro "molto cordiale e affettuoso", avvenuto all'insegna di "un grande calore umano che forse in altre circostanze non era mai stato così intensamente espresso".

Il sindaco, oltre a ricordare la conversazione telefonica avuta con il ministro Giulio Tremonti a proposito dei 192 milioni di euro da investire nelle infrastrutture di Milano ("abbiamo siglato il patto della bistecca"), spiega di aver parlato con il leader della Lega di "cose alte, di scenari e prospettive".

"Si può dire tutto di Bossi - spiega Albertini - tranne che sia un affarista o un uomo che vive, anche politicamente, di scambi di favori con poteri forti o cervelli deboli o cose del genere. Magari è violento verbalmente o eccessivo in certe manifestazioni, ma è molto coerente e lineare. E' una qualità che imparo a conoscere approfondendo questo rapporto".

(29 GIUGNO 2003, ORE 150)