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  1. #1
    Aristocratico Telematico
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    Post Nord e tropicalizzazione del clima

    Credo che tutti noi, da alcuni anni a questa parte abbiamo notato un allargamento della forbice del calore atmosferico.
    In questi anni, poi, c'è stata la scomparsa dell'autunno e della primavera, con i colori e i profumi propri di queste stagioni, e comparsa di due grandi stagioni macroclimatiche caratterizzate dal caldo e freddo brutale.
    Quest'anno poi, già a giugno, il termometro ha raggiunto temperature di 40gradi.
    Veniamo al dunque: sappiamo che al di là della concezione materialistica dell'Universo esiste una visione delle cose sovraessenziale, secondo cui i fenomeni percepiti nel modo della materia sono solo la risultante di avvenimenti che agiscono su piani superiori.
    Sappiamo anche che TUTTI gli insegnamenti tradizionali classificano la nostra era come ultima ed oscura, chiamata anche KALY YUGA.

    Se 2000 anni prima di Cristo le popolazioni indoeuropee CALARANO dal NORD verso l'Italia.Oggi possiamo assistere, per fine ciclo, l'effetto contrario, almeno come anelito dell'UOMO BIANCO.
    Credo che sarà capitato anche a Voi di avvertire un anelito a migrare verso il NORD, sia celeste che terrestre.
    Io mi stò attivando da un pò per riuscire a capire se è fattibile un mio trasferimento fisico, quindi una nuova vita, in Islanda, per i seguenti motivi.
    Il clima Italiano non è più favorevole alle mie funzioni fisiche, essendo un Indoeuropeo non posso vivere racchiuso in temperature africane.
    Ma non posso vivere neanche in una nazione che nel giro di pochi decenni non sarà più italiana, ma completamente smostrata causa le migrazioni di popolazioni del SUD (inteso come polo fisico e spirituale).
    Vengo alla domanda finale:Quello di rifondare, partendo verso il nord, un mio habitat naturale, è un m mio capriccio, o è una sensazione diffusa in un certo tipo umano?
    Mi farebbe piabere ascoltare il Vostro parere.
    DucadeiFalchi



    Un panorama dell'Islanda.Terra incontaminata e superba nella sua pura bellezza.(da ricordare che in Islanda il paganesimo è riconosciuta come Religione di Stato)

  2. #2
    Mjollnir
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    Predefinito

    Caro Duca,
    proprio in questi giorni stavo meditando su questo fenomeno; ma sostanzialmente penso - sebbene il sentimento sia quello che tu descrivi - che la soluzione da te ventilata sia impraticabile, per vari motivi.
    Bisogna invece tenere le posizioni, e aspettare il rovesciamento della tendenza.

    Saluti

  3. #3
    Aristocratico Telematico
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    Predefinito

    Caro Amico
    Il Tuo pensiero è in parte condivisibile.Ma io ho già 35 anni e non credo di poter attendere all'infinito gli eventi storici.
    L'anelito preme per una nuova vita verso il NORD.Il richiamo delle Origini mi spinge a partire.
    E poi, in fondo, cosa lasciamo qui in Italia?
    Ognuno ha un suo destino ed ognuno vive i tempi secondo il suo FATUM.
    Rifletterò sul da farsi.Ma mi piagerebbe vivere in Islanda.
    Con Amicizia
    DucadeiFalchi


  4. #4
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    Predefinito Re: Nord e tropicalizzazione del clima

    In origine postato da DucadeiFalchi
    Credo che tutti noi, da alcuni anni a questa parte abbiamo notato un allargamento della forbice del calore atmosferico.
    In questi anni, poi, c'è stata la scomparsa dell'autunno e della primavera, con i colori e i profumi propri di queste stagioni, e comparsa di due grandi stagioni macroclimatiche caratterizzate dal caldo e freddo brutale.
    Quest'anno poi, già a giugno, il termometro ha raggiunto temperature di 40gradi.
    Veniamo al dunque: sappiamo che al di là della concezione materialistica dell'Universo esiste una visione delle cose sovraessenziale, secondo cui i fenomeni percepiti nel modo della materia sono solo la risultante di avvenimenti che agiscono su piani superiori.
    Sappiamo anche che TUTTI gli insegnamenti tradizionali classificano la nostra era come ultima ed oscura, chiamata anche KALY YUGA.

    Se 2000 anni prima di Cristo le popolazioni indoeuropee CALARANO dal NORD verso l'Italia.Oggi possiamo assistere, per fine ciclo, l'effetto contrario, almeno come anelito dell'UOMO BIANCO.
    Credo che sarà capitato anche a Voi di avvertire un anelito a migrare verso il NORD, sia celeste che terrestre.
    Io mi stò attivando da un pò per riuscire a capire se è fattibile un mio trasferimento fisico, quindi una nuova vita, in Islanda, per i seguenti motivi.
    Il clima Italiano non è più favorevole alle mie funzioni fisiche, essendo un Indoeuropeo non posso vivere racchiuso in temperature africane.
    Ma non posso vivere neanche in una nazione che nel giro di pochi decenni non sarà più italiana, ma completamente smostrata causa le migrazioni di popolazioni del SUD (inteso come polo fisico e spirituale).
    Vengo alla domanda finale:Quello di rifondare, partendo verso il nord, un mio habitat naturale, è un m mio capriccio, o è una sensazione diffusa in un certo tipo umano?
    Mi farebbe piabere ascoltare il Vostro parere.
    DucadeiFalchi



    Un panorama dell'Islanda.Terra incontaminata e superba nella sua pura bellezza.(da ricordare che in Islanda il paganesimo è riconosciuta come Religione di Stato)
    Pur essendo d'accordo con Mjollnir nella scelta di "resistere" qui con l'auspicio di tempi migliori (anche perché credo nel legame metafisico fra Sangue e Suolo e soltanto con difficoltà riuscirei a "trapiantarmi" in una Terra che non mi appartiene...), apprezzo moltissimo (e umanamente comprendo...) le suggestioni evocate dal tuo messaggio...

    Saluti.

  5. #5
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    Predefinito Re: Nord e tropicalizzazione del clima

    In origine postato da DucadeiFalchi
    Credo che tutti noi, da alcuni anni a questa parte abbiamo notato un allargamento della forbice del calore atmosferico.
    In questi anni, poi, c'è stata la scomparsa dell'autunno e della primavera, con i colori e i profumi propri di queste stagioni, e comparsa di due grandi stagioni macroclimatiche caratterizzate dal caldo e freddo brutale.
    Quest'anno poi, già a giugno, il termometro ha raggiunto temperature di 40gradi.
    Veniamo al dunque: sappiamo che al di là della concezione materialistica dell'Universo esiste una visione delle cose sovraessenziale, secondo cui i fenomeni percepiti nel modo della materia sono solo la risultante di avvenimenti che agiscono su piani superiori.
    Sappiamo anche che TUTTI gli insegnamenti tradizionali classificano la nostra era come ultima ed oscura, chiamata anche KALY YUGA.

    Se 2000 anni prima di Cristo le popolazioni indoeuropee CALARANO dal NORD verso l'Italia.Oggi possiamo assistere, per fine ciclo, l'effetto contrario, almeno come anelito dell'UOMO BIANCO.
    Credo che sarà capitato anche a Voi di avvertire un anelito a migrare verso il NORD, sia celeste che terrestre.
    Io mi stò attivando da un pò per riuscire a capire se è fattibile un mio trasferimento fisico, quindi una nuova vita, in Islanda, per i seguenti motivi.
    Il clima Italiano non è più favorevole alle mie funzioni fisiche, essendo un Indoeuropeo non posso vivere racchiuso in temperature africane.
    Ma non posso vivere neanche in una nazione che nel giro di pochi decenni non sarà più italiana, ma completamente smostrata causa le migrazioni di popolazioni del SUD (inteso come polo fisico e spirituale).
    Vengo alla domanda finale:Quello di rifondare, partendo verso il nord, un mio habitat naturale, è un m mio capriccio, o è una sensazione diffusa in un certo tipo umano?
    Mi farebbe piabere ascoltare il Vostro parere.
    DucadeiFalchi



    Un panorama dell'Islanda.Terra incontaminata e superba nella sua pura bellezza.(da ricordare che in Islanda il paganesimo è riconosciuta come Religione di Stato)
    Bel posto l'Islanda...però ocio che ci sono extra pure li'.
    Per sicurezza io consiglerei le isole Far Oer

  6. #6
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    Ti capisco appieno, DucadeiFalchi. Io ho trascorso anni fa un periodo di studi in Norvegia, e stavo seriamente meditando di fare armi e bagagli, portarmi tutto là e non andarmene più. Non l'ho fatto perchè volevo terminare gli studi, ma rimarrà sempre un grandissimo rimpianto.

    Ha qualcosa di magico la Scandinavia (di cui l'Islanda, come saprai, fa etnicamente e culturalmente parte e rappresenta al giorno d'oggi l'espressione più "selvaggia" e vibcina alle origini), qualcosa che non tutti percepiscono, ma chi lo percepisce non riesce più a liberarsene. Non è solo una questione di clima (anche se il clima scandinavo è perfetto per le mie esigenze fisiche: rigido ma secco in inverno, temperato in estate), c'è qualcosa di diverso nell'aria, nella terra, nel cielo della Scandinavia, qualcosa che non si dimentica.

    Non sono più tornato lì, se non pre una fugace vacanza nel capodanno 2001/2002 (viaggio fatto in macchina con due amici, non ti descrivo le atmosfere...), ma ogni tanto mi prende la tentazione di riprendere il mio vecchio progetto e di stabilirmi lì. Se non lo faccio, è perchè amo troppo l'Italia e non voglio abbandonarla, non voglio toglierle la mia voce nella lotta all'immigrazione selvaggia ed a tutti gli altri infiniti problemi che la dilaniano. Almeno per ora. Ho 32 anni, forse di tempo ne ho ancora un po' per decidere.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #7
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    DucadeiFalchi, il tuo intervento è molto interessante e suggestivo.
    Io però, al di là di certe seduzioni nordicistiche di certa destra sedicente tradizionalista, non riesco a scindere il concetto di tradizione da quello di radicamento alla terra, oltre che alla storia.
    Non potrei mai pensare di allontanarmi di migliaia di chilometri dalla terra che fu dei miei avi da millenni, carica di cattedrali romaniche, palazzi rinascimentali, monasteri e borghi, per andare in una landa desolata ai margini del mondo, ad annoiarmi mortalmente in mezzo a pochi superstiti di Vichinghi, oltretutto protestantizzati (vale a dire giudaizzati), quando gli stessi Normanni nella mia terra hanno realizzato cose grandiose e splendide.
    Inoltre non condivido la logica della fuga e della resa. Vogliono venire gli stranieri? Stiamo qui ad affrontarli e se è il caso a farci ammazzare, piuttosto che scegliere un esilio in un angolo sperduto del mondo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Nord e tropicalizzazione del clima

    In origine postato da Dragonball
    Bel posto l'Islanda...però ocio che ci sono extra pure li'.
    Per sicurezza io consiglerei le isole Far Oer
    mi spiace contraddirti però sono totalmente contrario all'immissione nell'ambiente etnicamente incontaminato (almeno così lo immagino, non ho informazioni al riguardo) delle Far Oer di qualsiasi elemento allogeno, sia esso europoide o no. Piuttosto riuniamoci e creiamo delle enclavi qui, in Padania (per soli Padani si intende...).

  9. #9
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    Predefinito

    >(per soli Padani si intende...)<

    Ahahahah

    Perché non evitate di usare anche le strade, gli acquedotti, l'alfabeto, il diritto privato e non fate le ordalie e vivete in sordide capanne? Così eviterete ogni contaminazione.

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da Peucezio
    DucadeiFalchi, il tuo intervento è molto interessante e suggestivo.
    Io però, al di là di certe seduzioni nordicistiche di certa destra sedicente tradizionalista, non riesco a scindere il concetto di tradizione da quello di radicamento alla terra, oltre che alla storia.
    Non potrei mai pensare di allontanarmi di migliaia di chilometri dalla terra che fu dei miei avi da millenni, carica di cattedrali romaniche, palazzi rinascimentali, monasteri e borghi, per andare in una landa desolata ai margini del mondo, ad annoiarmi mortalmente in mezzo a pochi superstiti di Vichinghi, oltretutto protestantizzati (vale a dire giudaizzati), quando gli stessi Normanni nella mia terra hanno realizzato cose grandiose e splendide.
    Inoltre non condivido la logica della fuga e della resa. Vogliono venire gli stranieri? Stiamo qui ad affrontarli e se è il caso a farci ammazzare, piuttosto che scegliere un esilio in un angolo sperduto del mondo.
    condivido. Le terre nordiche appartengono ad altri popoli, non al nostro. Difendiamo piuttosto la nostra terra dall'invasore, costi quel che costi.

 

 
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