dal sito dell' "Unione Sarda"
www.unionesarda.it

Oggi manifestazioni a Cagliari, Sassari, Roma, Torino, Milano e Bologna

Tutti i sardi a terra per dieci minuti per respingere i rifiuti radioattivi


Il giorno della ribellione è arrivato: «No alle scorie» è il grido di battaglia. Oggi - da Cagliari a Sassari, da Milano a Torino, passando per Roma, Bologna e Pordenone, ma anche in Svizzera, Germania, Belgio, Australia e Argentina - tutti i sardi si stenderanno per terra dieci minuti, vestiti di bianco e nero, a simboleggiare l’olocausto nucleare. A Cagliari, nel Bastione di Saint Remy, alle 20,30, la Rete dei Movimenti e il Coordinamento antinucleare danno appuntamento per dire no allo stoccaggio nell’Isola dei fusti radioattivi. Il suono sordo di una sirena scandirà i dieci minuti di “morte” che le scorie rappresentano per la Sardegna.
Alla manifestazione parteciperanno anche i Comunisti Italiani. A Sassari, invece, alle 18,30, sarà l’Arci a proporre una conferenza contro il nucleare in piazza d’Italia. Le iniziative di protesta, comunque, non si concluderanno stasera. La Rete Lilliput, domani dalle 10 alle 12, sarà all’aeroporto di Elmas, sezione arrivi, per sensibilizzare i turisti con striscioni e volantini su scorie, uranio impoverito, leucemie, malformazioni e servitù militari. La Rete Lilliput preannuncia azioni di disobbedienza civile nei confronti delle istituzioni sarde e nazionali per «costringerle ad attivare una commissione d’inchiesta con poteri d’indagine, sia sull’eventuale presenza di rifiuti tossici e radioattivi nell’Isola, che sull’ormai intollerabile incidenza di tumori e malformazioni nelle popolazioni».
Massiccia l’adesione anche nella Penisola. L’episodio più curioso si è verificato a Torino. In Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno contro l’arrivo delle scorie nucleari nell’Isola, proposto dal consigliere Enzo Cugusi (Ds).
L’unico voto contrario è arrivato da An, e in particolare dal consigliere Walter Altea, originario di Pabillonis. «Non perché sia a favore dell’arrivo delle scorie in Sardegna, ma perché non condivido i volantini di propaganda. Non sono stato coinvolto in nessun modo, quindi il mio voto contrario è dovuto a ragioni squisitamente politiche. Quanto al resto, non devo dimostrare a nessuno il mio amore per la terra dove sono nato». L’ordine del giorno è stato presentato anche alla Regione Piemonte e lo stesso sarà fatto dai consiglieri provinciali torinesi su iniziativa dei rappresentanti del centrosinistra Mario Contu e Sergio Vallero, entrambi del PrC. Proprio loro, con l’appoggio operativo dei circoli dei sardi, hanno invitato gli emigrati e i torinesi in piazza Castello, per oggi alle 19,30. Le comunità sardo-piemontesi, si concentreranno davanti alla Prefettura di Torino, indossando abiti bianchi e neri, simbolo del lutto occidentale e orientale. Si sdraieranno per terra e rimarranno in silenzio dieci minuti. Useranno il “silenzio” per urlare ciò che proviene dal cuore “No alla Sardegna come pattumiera del Mediterraneo”. E proprio così è stato intitolato l’ordine del giorno proposto dai tre consiglieri. Regione e Comune l’hanno già approvato, per quel che concerne la Provincia, il consigliere Vallero assicura altrettanto. Grande soddisfazione è stata espressa da Contu e Cugusi con un ringraziamento alle forze politiche tutte che hanno dimostrato la propria solidarietà, eccezione fatta per un voto contrario, nell’approvare l’ordine del giorno con cui si invitavano i rispettivi presidenti di Giunta e gli assessori a voler richiedere alle autorità nazionali competenti, l’assunzione di precisi impegni che escludano l’individuazione della regione Sardegna, e soprattutto il suo sottosuolo precedentemente adibito ad attività estrattiva mineraria, come luogo idoneo allo stoccaggio di scorie radioattive. Una delegazione dei manifestanti sarà ricevuta dal prefetto di Torino, Achille Catalani.
Un corteo contro l’arrivo dei rifiuti radioattivi è previsto anche a Roma: l’appuntamento è fissato per le 20,15 sulle murate di ponte Sisto, al confine fra via Giulia e piazza Trilussa, a cavallo dei lungotevere. Parteciperanno artisti, giornalisti e politici tutti rigorosamente sardi. Gli studenti sardi nella Capitale, come informano i Comunisti Italiani, si ritroveranno invece a Campo de’ Fiori alle 20. Organizzati dai circoli dei sardi sono previsti sit in pacifici anche a Milano, in piazza Duomo, e a Bologna, tra piazza Nettuno e piazza Maggiore. Sotto la torre di Re Enzo si è costituito un comitato che negli ultimi giorni ha sparso in città i volantini contro le scorie per sensibilizzare anche i non sardi. A Pordenone la protesta contro le scorie si terrà in piazzetta Cavour alle 20,30, organizzata dall’associazione dei sardi in Friuli. Alla Regione, intanto, si registra la presa di posizione di Gian Mario Selis contro la Giunta. Secondo il presidente della Margherita sarda l’Isola è a un bivio: «Può puntare su uno sviluppo integrato - basato sulla qualità del turismo, delle produzioni, dell’ambiente, della vita, della cultura, un modello che coinvolga tutta la comunità e ne rafforzi l’identità e il protagonismo. Oppure imboccare la deriva di uno sviluppo deciso da pochi e da estranei che tendono a considerare la regione una terra in vendita, da consumare e usare magari per progetti di speculazioni edilizia, vendita dell’ambiente, o piattaforme di stoccaggio di rifiuti nucleari , colossali affari per pochi. La scelta è urgente: rigettare con forza la sciagurata ipotesi di stoccaggio in Sardegna di scorie nucleari è indispensabile ma non basta. Profonda preoccupazione desta infatti la carenza normativa in materia urbanistica anche in vista del possibile annullamento da parte del Tar del Ptp della Gallura. Temiamo», conclude Selis, «che una maggioranza che si è dimostrata insensibile alle politiche di tutela urbanistica e ambientale non abbia sensibilità e competenze adeguate a ricostruire un livello opportuno di tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente».


Lorenzo Piras

(ha collaborato
Nadia Redoglia)