Voi pensavate che questo governo non stesse facendo niente vero? Poveri illusi, invece fa, eccome se fa..solo che lo fa negli interessi del polacco e non certo negli interessi della padania.D'altronde le cambiali si pagano e quella del 2001 era stata particolarmente gravosa per arcore...Da notare poi la fusione ormai indistinguibile fra stato e chiesa, ma che siamo in Iran?
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...chiesa chiesa..dove saresti senza o ' sdado?
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Dal Corriere...
DOPO LE CRITICHE DEL CARROCCIO
L’Osservatore romano: sconcerto per le accuse. Buttiglione: i cattolici non si toccano
ROMA - «Una giornata nera per il Parlamento italiano. E’ difficile, a memoria d’uomo, ricordare un attacco simile alla Chiesa. Dire che si rimane sconcertati è poco». Il commento dell’ Osservatore Romano è stato indubbiamente il più duro.
L’organo della Sante Sede ha definito l’intervento di Cè alla Camera, pronunciato mercoledì, «sgangherato e inconsistente sino all’assurdo». «Dal rombo dei cannoni auspicato nei confronti dei disperati - ha aggiunto il quotidiano - al rozzo attacco di ieri il passo è breve, ma la Chiesa, gigante millenario della Carità, non vacilla".
L’intervento del capogruppo della Lega alla Camera è stato criticato anche dal quotidiano dei vescovi, Avvenire , che ha definito quelle del leghista «squallide figuracce e parole in libertà».
Mentre monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, ha voluto puntualizzare:
«Esiste il diritto dello Stato a regolare i flussi degli immigrati, ma patto però che siano sempre garantiti i diritti dei profughi. I cattolici aiutano coloro che si presentano sofferenti sulle nostre coste: è un principio del Vangelo».
L’attacco al Vaticano ha messo in subbuglio anche il mondo politico. Il ministro Rocco Buttiglione, Udc, ha pronunciato una sorta di altolà:
«Come non si tocca la mamma, non si tocca la Chiesa cattolica, se lo si fa allora vuol dire che si è deciso che ci si vuole morti. Noi non abbiamo nessuna paura dello scontro». Reazione molto dura anche da parte di Publio Fiori, An: «E’ stata una forma di anticlericalismo che si coniuga con il neopaganesimo che la Lega esprime da tempo. La cosa grave è l’assenza di reazioni di alto livello, sia nel mio partito che da parte del premier. Il problema è che i richiami all’ispirazione cattolica di An e Forza Italia sembrano sempre di più degli slogan».
ROMA -
«Dal governo dovrebbe venire una parola ...La Caritas: non si offende chi lavora per i diritti umani. Vescovi soddisfatti per la legge sugli oratori, sì del Vaticano all’impegno sulla Costituzione
ROMA - «Dal governo dovrebbe venire una parola più chiara sull’immigrazione e su quanto - per gli immigrati - sta facendo la Chiesa. Non si può sottostare agli umori dei singoli esponenti della maggioranza, specie quando ne va di mezzo qualche diritto umano fondamentale e quando si offendono le persone che si impegnano per la difesa di quei diritti»:
così il vescovo Francesco Montenegro, presidente della Caritas, commenta l’attacco portato alla Chiesa e alla Caritas dal capogruppo leghista della Camera Alessandro Cè. Con allusione a quanto detto ieri dal presidente del Consiglio a correzione della «scimitarra» brandita da Cè, il presidente della Caritas dice al Corriere della Sera che «sarà la storia a fare giudizio sull’operato della Chiesa in materia di immigrazione, ma forse ci si può attendere che il governo prenda atto dell’opera civile e di supplenza che essa sta prestando su questa frontiera difficile».
L’immigrazione è una delle tre materie per le quali la Chiesa non è contenta dell’operato del governo. Le altre due sono la pace e l’indultino. Su altre tre c’è invece soddisfazione: e sono la famiglia, gli oratori e l’Europa.
Giudizio né buono né cattivo - invece - per scuola, Rai e procreazione assistita. Sull’insieme dell’opera del governo, potrebbe valere il giudizio che una donna di fiducia dei vescovi, Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari, dà in materia di famiglia: «Le cose vanno meglio rispetto a come andavano con il centrosinistra, ma non vanno affatto come noi vorremmo».
Sulla pace, l’insoddisfazione del mondo ecclesiastico per l’atteggiamento del nostro governo è apparsa lampante nei mesi di marzo e aprile. «Decisamente buono invece - dicono in Segreteria di Stato - è l’ascolto che il governo italiano sta prestando in materia di Costituente europea».
In Vaticano più d’uno - al vertice - afferma di avere «buoni motivi» per ritenere che un riferimento al cristianesimo «alla fine entrerà nella Costituzione europea». E chi fa questa affermazione conta sull’aiuto che verrà dal nostro governo e dal semestre di presidenza italiana.
Sull’immigrazione - oltre alla corale indignazione ( Osservatore romano , Avvenire , arcivescovo Marchetto) per le parole dette l’altro giorno da Cè e dieci giorni fa da Bossi - c’è una viva pressione degli ambienti ecclesiali perché la legge Bossi-Fini venga rivista nel senso di una «migliore accoglienza», come si sono espressi i vescovi Montenegro e Garsia.
L’«indultino» per i detenuti «così come si è ridotto in quest’ultimo passaggio parlamentare è una presa in giro», dice monsignor Giorgio Caniato, ispettore dei cappellani delle carceri. Eloquente il titolo dell’ Osservatore romano di ieri: «Ennesimo rinvio, misure ormai svuotate. Il Senato approva una modifica restrittiva».
Sulla famiglia c’è soddisfazione per le misure che sono entrate «per la prima volta» con le ultime due Finanziarie e quindi per iniziativa di questo governo: innalzamento delle detrazioni per ogni figlio, promozione degli asili nido aziendali, agevolazioni per la prima casa. «Non basta» dice Luisa Santolini: «Dove non ci sono gli asili nido aziendali che aiuto si dà? E le detrazioni condizionate dal livello del reddito che cosa stanno a dire? Si aiutano le famiglie povere e non tutte le famiglie, come chiediamo noi».
La soddisfazione è maggiore sugli oratori: la legge quadro che è vicina all’approvazione definitiva «è un bel passo avanti, nel senso del riconoscimento del ruolo pubblico che svolgono queste strutture ecclesiali», dicono alla Cei. Quella legge darà a ogni regione la possibilità di aiutare gli oratori come hanno fatto la Lombardia e il Lazio.
Per la scuola c’è una partita doppia: bene per l’inquadramento professionale degli insegnanti di religione, male per il «ripetuto rinvio» del finanziamento delle scuole «non statali». Il governo ha promesso molto, fin dall’inizio, ma «non si è andati oltre le materne e si attendono ancora i finanziamenti per le elementari e le medie». E intanto molte scuole cattoliche chiudono per mancanza di risorse.
Un sì e un no anche per la Rai: è stata appena varata la struttura «Rai-Vaticano», che istituzionalizza l’«attenzione» alla Chiesa che la televisione pubblica aveva prestato in occasione del Giubileo; ma - dicono sempre alla Cei - è «deludente» l’impegno dell’ente pubblico per il «rispetto dei minori» e la finalità pedagogica dei suoi programmi.
Giudizio bilanciato, infine, anche per la legge sulla procreazione assistita: più volte il cardinale Ruini ha «inutilmente» sollecitato l’approvazione di quella legge, che la Chiesa giudica «imperfetta» ma che ritiene ugualmente necessaria per rimediare alla situazione da «provetta selvaggia» che caratterizza il nostro Paese.
E noi paghiamo....![]()
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..solo che lo fa negli interessi del polacco e non certo negli interessi della padania.D'altronde le cambiali si pagano e quella del 2001 era stata particolarmente gravosa per arcore...Da notare poi la fusione ormai indistinguibile fra stato e chiesa, ma che siamo in Iran?
...chiesa chiesa..dove saresti senza o ' sdado?
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