Un saggio di Michele Ranchetti analizza la progressiva riduzione del sacro a etica di comportamento. Il cammino della fede che diventa sempre più laica e meno spirituale.
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MILANO - Si può anche non essere d'accordo con Michele Ranchetti, ma una cosa è certa: è diventato difficile distinguere il Papa-Incarnazione di Cristo dal Papa-Viaggiatore-Poeta-Autore teatrale-Comunicatore. Le immagini di Giovanni Paolo II che viaggia da un paese all'altro, quelle in cui mostra le sue fatiche letterarie o quelle in cui abbraccia giovani di tutto il mondo, coprono quella di elemento spirituale e di massima carica della Chiesa. Anzi, l'appannano del tutto. Ecco il punto centrale del libro di Michele Ranchetti Non c'è più religione , una disamina sul ruolo dell'apparato ecclesiastico oggi, sempre più confuso con la laicità e sempre meno propenso a spiegare il senso di dottrina, di sacramento.
Che senso hanno per noi oggi le parole come Eucarestia o Sangue di Dio fatto uomo? Nell'opera di avvicinamento alla società laica, simili concetti sono sbiaditi, hanno assunto significato minore, se non scomparsi del tutto in alcune culture. E, d'altra parte, quello della Chiesa che si avvicina alla gente non è un cammino iniziato da poco. Anzi. E' un percorso iniziato poco oltre la metà del secolo scorso, quando l'apparato ecclesiastico ha chiamato a raccolta i suoi accoliti e ha cominciato a fornire direttive precise. La fede doveva diventare sempre meno religione e sempre più norma di comportamento. E il sacro è diventato etica. Seguendo norme di comportamento borghese, aggiunge l'autore.
Ed è spietato l'autore (storico della Chiesa, nonché raffinato poeta e traduttore), spietato nei confronti di una religione che si riduce sempre più a "esibizione pura e semplice", che va a braccetto con i media e si integra nel villaggio globale. Sempre più attraverso le sue ramificazioni nel laicato, come le associazioni cattoliche e quanto ne consegue. Nel mirino anche "le proclamazioni indiscriminate di santi", quasi una emanazione commerciale di un culto sempre più sottile e nel dubbio. Ce ne sono per tutti i gusti, ironizza l'autore. Come se, nella conferma della natura divina degli uomini, ci fosse un intento di accontentare tutti, tutte le nature differenti.
Una situazione dimostrata dal fatto che in realtà si è perso l'uso dell'insegnamento della religione, delle dottrine catechistiche, in favore di insegnamenti di comportamento nella vita di tutti i giorni, alla scuola dell'Azione Cattolica e delle varie comunità. Che fare, allora, perché anche la fede torni a dare quelle risposte indispensabili all'uomo moderno? La risposta che suggerisce Ranchetti non può non essere che quella di un ritorno alle origini. A uno studio approfondito dei riti, dei culti e del significato spirituale della fede. Una risposta che travalichi gli stretti legami con il mondo di tutti i giorni e torni ad essere uno strumento forte di contatto con l'Assoluto.
Michele Ranchetti
Non c'è più religione
Garzanti, 117 pagg 14€
(29 giugno 2003, ore 11,40)
Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...182688,00.html




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