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Kabila (il padre dell'attuale Presidente)
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IERI:
17/01/2001 | EMMA BONINO SULL'ATTENTATO CONTRO KABILA E LA SITUAZIONE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Dichiarazione di Emma Bonino:
Bruxelles, 17 gennaio 2001. "L'attentato subito dal presidente congolese Laurent Désirée Kabila (che abbia provocato o meno la morte del dittatore) riporta all'attenzione della comunità internazionale il dramma del Congo, grande paese africano passato tre anni fa dalla tirannia trentennale del generale Mobutu al regime senza legge di Kabila, un signore della guerra, reo di crimini contro l'umanità.
Da quando Kabila é giunto al potere, grazie alle truppe di Rwanda, Uganda e Angola – e grazie alla cecità di alcune grandi cancellerie occidentali - il Congo ha conosciuto solo guerra, fame e saccheggio manu militari della sue grandi risorse minerarie. Almeno cinque eserciti africani stazionano oggi in Congo e vi impongono una sparttizione di fatto del territorio nazionale in protettorati etero-diretti.
Essendo stata tre anni fa tra coloro (pochissimi) che previdero il disastro cui Kabila avrebbe condotto il suo paese, esprimo oggi l'auspicio che dalle convulsioni in atto a Kinshasa possano emergere uomini migliori di Mobutu e di Kabila nonché un futuro migliore per un popolo come quello congolese che é passato senza soluzione di continuità dalle sofferenze dell'epoca coloniale a quelle di una falsa indipendenza.
La pacificazione e la ricostruzione del Congo – necessarie per la sicurezza di tutta l'Africa - non possono avvenire se non attraverso l'instaurazione delle fondamenta di uno Stato di diritto, ad opera di dirigenti congolesi legittimati dal consenso popolare e attivamente assistiti dalla comunità internazionale".
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OGGI:
CONGO - NUOVO GOVERNO: EMMA BONINO DI RITORNO DALLA RDC ESPRIME SODDISFAZIONE
Roma, 1 luglio 2003
Sulla formazione del governo di transizione nella Repubblica Democratica del Congo, Emma Bonino, di ritorno da una missione nel paese condotta insieme a Nessuno tocchi Caino, ha dichiarato:
“Ho incontrato il Presidente Joseph Kabila a Kinshasa il 28 giugno scorso nell’ambito della missione di Nessuno tocchi Caino volta a chiedergli un atto di clemenza nei confronti degli assassini di suo padre condannati a morte e anche una moratoria delle esecuzioni proprio per dare un segno tangibile della volontà di voltare pagina. In quelle ore stava per essere raggiunto l’accordo sulla formazione del governo di transizione e il presidente era ottimista. Sono felice dell’annuncio fatto ieri da Kabila perchè il suo paese ha bisogno di lasciarsi alle spalle divisioni, conflitti e orrori immensi per troppo tempo dimenticati. Devo però constatare che in queste ore si continua a parlare di Bunia e di un ‘conflitto etnico’ nell’Ituri, invece che porre l’attenzione su quanto stava avvenendo e si è fatto di costruttivo a Kinshasa, ad opera soprattutto dell’inviato speciale dell’Unione Europea Aldo Ajello, del rappresentante della Commissione Carlo De Filippi e dell’inviato di Kofi Annan Moustapha Nyasse. Va detto anche che in queste settimane le pressioni internazionali ci sono state e molto forti solo nei confronti del giovane Kabila, il quale ha fatto importanti concessioni perchè lui vuole davvero la pace. Non ne ho praticamente viste nei confronti del presidente del Ruanda Kagame e dell’Uganda Museveni, i quali portano pesanti responsabilità rispetto al passato e possono ancora decidere sul futuro del Congo e sulla tenuta dell’accordo concluso ieri.”
Sulla missione di Nessuno tocchi Caino nella RDC, compiuta da Emma Bonino, Sergio D’Elia e Elisabetta Zamparutti, il settimanale Panorama in edicola venerdì pubblicherà un ampio reportage.
Wolare
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