“ho abbandonato da tempo ogni velleità di discutere di politica con gli europei. Non capiscono l’america latina, non hanno la più pallida idea di cosa accade qui”.
Per ritornare a parlare delle recenti vicende di Cuba, sottoposta a un vero e proprio linciaggio mediatico (e non parlo delle prime pagine di Libero e del suo direttore difensore di Pinochet, ma della Rai, di Mediaset, di Famiglia Cristiana, di Panorama e di tanti altri…), bisogna partire da questa amara riflessione di Gabriel Garcia Marquez.
Fa comunque tristezza vedere gli ex-comunisti, ora diesse, seppur da tempo in ginocchio rispetto alle sorti magnifiche e progressive del neoliberismo (lo stesso che in america latina ha rovinato anche l’Argentina, una nazione che da sola avrebbe risorse per sfamare l’intero continente ma i cui figli più deboli ora muoiono per fame) tagliare gli aiuti, annullare viaggi e incontri, votare coi fascisti in parlamento contro Cuba. E se menti illustri come Saramago e Galeano finiscono per farsi strumento di denigrazione per Cuba, e se Liberazione arriva a “licenziare” Fulvio Grimaldi per un pezzo a favore di Cuba, la confusione è grande e bisogna, a mente fredda, mettere i puntini sulle i. Intendiamoci, la pena di morte, è sempre una pena inaccettabile e disumana. La detenzione per reati di opinione o coscienza un oltraggio controrivoluzionario. Ma vanno valutate nel contesto e nel merito. Bisogna cioè andare oltre la cortina fumogena della propaganda del regime imperiale della globalizzazione per vedere se le cose sono davvero così e cosa sta succedendo.
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Cuba è in guerra. Da oltre 40 anni. E con un nemico potentissimo e criminale. Un nemico capace di istituire e/o sostenere feroci dittature fasciste in tutti continenti (Cile, Grecia, Indonesia, Iran, Sudafrica, ecc…) e di fare guerre e invasioni in tutto il pianeta (Vietnam, Panama, Iraq, Somalia, Grenada, Jugoslavia, ecc.). Un nemico che ha tentato di invaderla. Un nemico che la sottopone a una guerra economica da sempre. E per quelli che pensano che un embargo sia una passeggiata, ricordiamo che Clark, ex-ministro Usa della giustizia, lo definisce “la più grave e sistematica violazione dei diritti umani perché applicata a un intero popolo”; che lo stesso Marquez ha definito la legge Torricelli che inasprì l’embargo a Cuba negli anni ‘90, “un tentativo di genocidio”; che l’Iraq, terra ricca di petrolio, in un decennio di embargo è diventato da paese più prospero della regione a paese distrutto, con un reddito pro capite precipitato da 4000 a 100 dollari annui).
Un nemico che, infine, è responsabile non solo di centinaia di progetti di assassinio del leader cubano, ma di atti terroristici d’ogni natura costati la vita a quasi 3500 cubani (più o meno il numero delle torri gemelle…) e l’integrità fisica ad altri 2100. Terrorismo ora indirizzato al turismo, perchè ultima fonte di sostentamento di un piccolo paese asfissiato dall’embargo.
Nel 1997, anche un turista italiano perse la vita in uno di questi. 5 agenti cubani infiltratisi a Miami nella comunità dei fascisti anticastristi, raccolsero prove su 170 operazioni terroristiche. Il governo cubano passò il fascicolo a quello statunitense per avere giustizia. E l’ebbe: furono arrestati i 5 patrioti cubani, processati in loco in un clima di aperta intimidazione della giuria e condannati all’ergastolo “per attività contro gli Stati Uniti”. Da allora sono quasi sempre in isolamento sottoposti a quella che viene definita “tortura bianca”, senza contatti con familiari e avvocati. In aprile, il nobel per letteratura Gordimer, sudafricana, ha scritto loro ricordano il fondamentale aiuto militare dato alle popolazioni africane dal governo cubano contro il colonialismo, e l’aiuto dato dalle migliaia di medici cubani gratuitamente ai paesi del terzo mondo. Ha scritto anche una lettera di protesta al New York Times.
Nel frattempo l’amministrazione Bush fa paura per due motivi che si completano a vicenda: il debito di riconoscenza verso i mafiosi di Miami, decisivi nell’elezione truffa del 2000, e la politica militar-imperialistica assente sulla scena mondiale dai tempi di Hitler.
Recentemente un falco dell’amministrazione, James Cason, è stato mandato a Cuba (a proposito Guantanamo è a Cuba, perché nessuna votazione parlamentare bipartisan, nessun speciale televisivo, contro gli Usa che vi detengono centinaia di persone in condizioni disumane?...), per mettere al servizio della controrivoluzione la sua nera esperienza come diplomatico americano presso alcune delle dittature fasciste sostenute in america latina nei bei tempi andati (Salvador, Bolivia, Panama, Uruguay, Guatemala).
Casualmente, negli ultimi tempi la vergognosa politica di istigazione dell’immigrazione clandestina dei cubani verso gli Usa, promossa da questi, ha subito una drammatica svolta coi dirottamenti di mezzi pubblici. Mentre tutti coloro che cercano di arrivare in Usa dal Messico, o da altri paesi, sono ora menati e rispediti al mittente, ora persino imprigionati a tempo indeterminato, i cubani vengono accolti a braccia aperte e regolarizzati. Persino il recente dirottatore di un aereo non è stato arrestato. L’aereo non è stato restituito a Cuba, che per una giornata aveva dovuto sospendere i voli (come gi Usa l’11 settembre). L’aereo non aveva carburante per arrivare in Florida ed era fermo a L’avana. Il governo cubano anzichè mettere a rischio i civili facendo un blitz come da tradizione “civile e occidentale”, ha fatto il pieno e lo ha lasciato andare. L’ennesimo dirottamento è andato meno bene per gli 11 che hanno sequestrato un traghetto pensando di ottenere lo stesso trattamento. Ma nel porto della capitale i turisti francesi (poi seguiti dagli altri) si sono messi in salvo tuffandosi in acqua. I 3 del commando che avevano precedenti penali sono stati poi condannati a morte per terrorismo (secondo le leggi cubane):. Poco prima erano stati arrestati e condannati una settantina di traditori intenti a tramare con mr. Cason, ovvero col nemico. Non semplice dissidenza dunque, ma rapporti concreti con la fonte del terrorismo e atti di terrorismo.
Scandalo indicibile per l’opinione pubblica occidentale, che invece ha dato carta bianca a Bush per dichiarare al mondo “una guerra infinita” per uccidere i terroristi, i complici e i loro vicini di casa o sospetti simpatizzanti. Nessuno protesta per il fatto che negli Usa ora si può essere imprigionati se sospettati di “terrorismo” senza neppure capi d’imputazione e (come nel caso dei patrioti cubani) possibilità di rapporti con l’esterno.
Eppure val la pena di ricordare che proprio il pretesto di porre fine all’immigrazione clandestina, fu utilizzato nel ’94 dal buon Clinton per invadere Haiti e far fuori il presidente Aristide che, benché democraticamente eletto con una maggioranza schiacciante, aveva la colpa imperdonabile di voler fare una politica di sinistra e di aver battuto il candidato lautamente finanziato dagli Usa.
Nello speciale che Panorama ha dedicato alla repressione cubana (inutile attendersene uno sulla repressione boliviana ovviamente…) sono state scritte falsità incredibili (scontata l’omissione sull’embargo) che meritano di essere citate d’esempio del linciaggio mediatico di Cuba: “Cuba è una terra che ha ogni ben di Dio dove la spietata dittatura comunista obbliga i cubani alla fame e a indici di mortalità infantile da paura”. Ora, Cuba, al contrario dell’Argentina ex-modello del neoliberismo o della redenta Haiti non ha bambini che muoiono di fame, ed anzi vanta un’età media di 72 anni (contro i 50 della vicina Haiti). La mortalità infantile, come certifica l’insospettabile Banca Mondiale, è la più bassa dell’America Latina (Nel 1999: 6 per mille contro il 30 per mille del continente e il 18 per mille della ricchissima Argentina!). “E’ incredibile” secondo Ritzen, vicepresidente della Banca Mondiale, e Presidente delle politche di sviluppo. Il tasso di 5,3 medici per mille persone, è il più alto al mondo.L’educazione primaria per ragazzi e ragazze ha raggiunto il 100%., superiore a al tasso statunitense e ben superiore a quelli raggiunti dalle nazioni latiamericane più avanzate… Nel 1997 c’erano 12 alunni per ogni insegnante, uno standard che gareggia con la Svezia…
E questo nonostante l’embargo. E nonostante Cuba non solo NON abbia ogni ben di Dio, ma non abbia proprio materie prime, tantomeno petrolio.
La domanda è allora: perché tanto accanimento criminale (embargo e terrorismo)? Perché tanto vile servilismo dei media nell’appoggiare il crimine con informazione grottesca e menzognera?
1. Perché Cuba sin dall’800, nel risiko imperialista dell’Occidente è considerata dagli Usa “una regione di straordinaria importanza per gli interessi commerciali e politici dell’Unione” (John Quincy Adams, dopo un tentativo fallito di prendere l’isola agli spagnoli, causa l’opposizione inglese).
2. Perché l’esempio cubano nel miglioramento dello standard di vita, nella giustizia sociale e nell’affrancamento dal colonialismo, diffonde l’idea ad altri paesi a “prendere il proprio destino nella proprie mani” e incoraggia altre popolazioni povere e diseredate del continente “a chiedere opportunità di vita più dignitose” (Arthur Schlesinger, relazione a Kennedy che perciò decise “lo strangolamento economico” dell’isola suggeritogli come pratica per cancellarne l’esempio, istituendo l’embargo poi sistematicamente prorogato dai suoi successori con un accanimento sospetto).
3. Perché, come scrisse a fine ’89 il rettore dell’università cattolica del Salvador, padre Ellacuria, poco prima di essere fatto fuori da terroristi (pardon, “soldati per la libertà”) addestrati negli Usa, nonostante i suoi abusi “il modello cubano è riuscito a soddisfare i bisogni primari meglio degli altri paesi latinoamericani, ed in un periodo relativamente breve, mentre la situazione attuale mette in luce profeticamente l’intrinseca criminosità del sistema capitalistico e la falsità ideologica dell’apparente democrazia che lo accompagna, lo legittima, lo avvolge”.
C’è bisogno di aggiungere altro?
NB: i giornali italiani, democratici e popolari, non si sono degnati di dare questa notizia (la World Bank che elogia Cuba nel cuore stesso dell’Impero, Washington) ecco allora un estratto dal servizio dell’inglese The Guardian:
The Guardian August 15, 2001
Cuba: "A great job on education and health"
Cuba: “un lavoro straordinario nell’educazione e nella sanità”
Il complimento arriva nientemeno che dal presidente della banca mondiale
JW, che ha detto di non essere imbarazzato nel riconoscerlo….durante
la conferenza stampa della WB a Washington.
Riferendosi alle stesse statistiche della Banca Mondiale un giornalista
gli ha chiesto maliziosamente:” emerge fra tutte le altre una nazione particolare che eccelle In tutti gli indicatori: educazione, sanità, spesa sociale, e questa è CUBA,l’unica che non prende consigli dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario…”
Mr. W. rispose: “… Penso che Cuba abbia fatto – e ognuno dovrebbe ammetterlo- un lavoro
Fantastico in sanità ed educazione. E se noi giudichiamo una nazione per questi parametri
Essi hanno fatto un lavoro strepitoso”
Il Guardian, poi commenta che proprio anche evitando le politiche di aggiustamento strutturale
imposte da FMI e WB al terzo mondo, Cuba primeggia rispetto ad esso: e questo nonostante l’illegale embargo statunitense che ne ha devastato l’economia, soprattutto dopo la perdita delle forniture di petrolio dall’Urss, un decennio fa.




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