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    Predefinito Bottarelli sulla Padania esalta LA NUOVA ITALIA!!!

    Volete vomitare? Leggetevi cosa scrive quel cialtrone nazionalcomunista sulle pagine di un giornale che, grazie alla cura moncalviane, non supera le 6000 copie di vendita. E' tutta un'esaltazione alla NUOVA ITALIA che deve rispondere a tono, che volta pagina e si incammina verso destini gloriosi... Che schifo. E qualcuno, in buona fede, ha avuto il coraggio di elogiare quello scribacchino che peraltro non sa nemmeno copiare bene: il tedesco sinistroide si chiama SCHULZ e non SCHULTZ come scrive quel tipo.

  2. #2
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    Predefinito

    Riporto il testo integrale dell'articolo (cortesia di Shaytan dal forum Padania!). Non sono del tutto sicuro di una cosa: questo Mauro Bottarelli è lo stesso che i moderatori di questo forum portano sempre in palma di mano (voglio dire: lo stesso che millanta titoli che non possiede, l'inviato di guerra che non s'è mai alzato dalla scrivania), o si tratta di una mera e incresciosa omonimia?




    Mai sudditi di certa marmaglia...

    Mauro Bottarelli
    Signore e signori, la festa è finita. L’Italia servile, provinciale, suddita volontaria e, scusate il termine, con le pezze al culo non c’è più, non saremo mai sudditi di certa marmaglia... Nessuno, sia tedesco, sia francese, sia qualche esaltato belga può più permettersi di trattarci come i cugini poveri, stupidi e un po’ mafiosi: l’Italia ha voltato pagina e alza la voce forte di un ruolo che, con enorme dispiacere dei cosiddetti partner, il presidente Berlusconi ha saputo ritagliarsi in due anni di lavoro e attraverso scelte coraggiose. Risponde a tono la nuova Italia e, novità che ribalta secoli di costume e malcostume nazionale, non ritratta ciò che ha detto per quieto vivere o timore reverenziale: anzi, lo rivendica con orgoglio guardando negli occhi avversari e detrattori. Volete la guerra? Accomodatevi, non aspettavamo altro. Quanto avvenuto ieri al Parlamento di Strasburgo, infatti, è la perfetta fotografia di questa nuova condizione e del malessere che la stessa procura ai padroni del vapore, ai campioni della democrazia che si permettono di accogliere un capo di governo e presidente di turno dell’Ue con cartelli di protesta in cui lo si definisce “padrino”. Una breve cronaca dell’accaduto può facilitare la comprensione. Appena ha iniziato a parlare, il premier italiano ha dovuto interrompersi perché dai banchi degli eurodeputati verdi sono stati sollevati cartelli con scritto, in diverse lingue, “La legge è uguale per tutti”. Il presidente dell’assemblea Pat Cox ha rapidamente riportato l’ordine invitando i parlamentari ad astenersi da “manifestazioni eccessive” e ad ascoltare “con attenzione” il presidente del Consiglio italiano. Ma, tanto per non smentire il clima di provocazione premeditata, la protesta è andata in scena anche più tardi con gli stessi cartelli. E stavolta il Cavaliere, che nel primo caso era rimasto in silenzio limitandosi a sorridere, ha replicato: «Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere le parole del presidente del Consiglio europeo... ebbene qui sembrate dei turisti della democrazia». Apriti cielo, le verginelle del diritto e della resistenza piagnucolano, gridano all’oltraggio alle istituzioni, battono i pugni sul tavolo chiedendo alla mamma di intervenire a placare quell’impertinente di italiano.
    Ma, come nei musical, il meglio deve ancora arrivare. A far esplodere la polemica a livello continentale sarà infatti l’aspro diverbio tra Silvio Berlusconi e il capogruppo della Spd tedesca, Martin Schulz. Su dritta di mister “mi avvalgo della facoltà di non rispondere” alias Antonio Di Pietro, l’europarlamentare tedesco aveva infatti prima rimproverato Berlusconi di aver dimenticato di citare un ministro del suo governo, Umberto Bossi, le cui dichiarazioni sull’Europa “sono inaccettabili” e poi fatto proprie le tesi del leader dell’Italia dei Valori riguardo il fatto che «il virus del conflitto di interessi non deve estendersi a livello europeo». Il tedesco sul ministro Bossi aveva detto testualmente in aula a Berlusconi: «La benché minima affermazione di quest'uomo è peggiore di tutto ciò che questo Parlamento ha deciso contro l'Austria e l'appartenenza dei liberal-nazionali (di Joerg Haider) al governo di Vienna. Lei, signor presidente del Consiglio non è responsabile per il quoziente d'intelligenza dei suoi ministri, ma per quel che essi dicono sì. Le dichiarazioni di Bossi, suo ministro, che lei non ha nominato in alcun modo, non sono conciliabili con la carta dei diritti dell'Unione Europea».
    Infine Schultz ha provocatoriamente rivolto tre domande al capo del governo italiano: «Cosa pensa di fare per accelerare l’istituzione di una procura di Stato europea? Cosa pensa di fare per accelerare il mandato d’arresto europeo? E cosa pensa di fare nel riconoscimento reciproco di documenti nei processi penali?». Ovvero, Schultz voleva sapere se Berlusconi avrebbe facilitato la creazione di Forcolandia in nome del tacito patto tra partner o se intendeva affrontare l’ira funesta dell’eurosinistra forcaiola. Durante la risposta, ovviamente, scoppia la “bagarre”: il Cavaliere si rivolge a Schulz con ironia e replica: «So che in Italia c’è un produttore che sta facendo un film sui campi di concentramento nazisti: La suggerirò per il ruolo di kapò, lei sarebbe perfetto». Un commento che provoca reazioni di protesta sui banchi delle sinistre. Berlusconi osserva: «Io avevo risposto con ironia, lei invece ha parlato solo con cattiveria. Invito gli amici e i colleghi socialdemocratici ad ampliare le loro frequentazioni al di là dei loro colleghi italiani che si trovano nel Parlamento e la loro cultura al di là dei giornali di estrema sinistra che hanno fornito loro queste convinzioni». Il capogruppo del Pse, Enrique Baron, interviene chiedendo al presidente del Parlamento europeo, Pat Cox, di chiedere al premier italiano di «ritirare le parole» che ha rivolto a Schultz. Ma Berlusconi non demorde e rilancia: «Il signor Schultz mi ha offeso gravemente sul piano personale, gesticolando e su un tono davvero non ammissibile: io l’ho detto con ironia, se non capite l’ironia mi dispiace». Ai deputati socialisti che battevano le mani per protesta, Berlusconi dice: «Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere le parole del presidente del Consiglio europeo vi posso dire che dovreste venire come turisti in Italia, ma che qui sembrate turisti della democrazia». E ancora: «Non ritiro quanto ho detto se lui non ritira». Nella conferenza stampa con Prodi e Cox, Berlusconi dichiara: «La mia era una battuta, non era e non voleva essere un’offesa. Era soltanto una battuta ironica, forse c’è stata una traduzione non ironica. Ho detto che era perfetto per la parte, l’ho detto sorridendo e alludendo al suo tono di voce imperativo e al suo gesticolante. Volete criminalizzare una battuta? Un attore che incarna una parte in un film può anche pensarla in modo opposto al personaggio che interpreta». Ovviamente da oggi la sinistra italiana avrà un nuovo pasionario da mostrare alla piazza, dopo Nanni Moretti e Pietro Ricca, il figlio del magistrato, l’“insultatore militante del Tribunale di Milano”, ora è il turno di Schultz, misconosciuto ex libraio tedesco che, come Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia”, ha deciso per poche ore di uscire dall’anonimato parlamentare compiendo quello che in animo suo doveva essere un atto di coraggio civile e invece si è rivelato solo lo sfogo di un socialdemocratico frustrato a corto di argomenti. Gli è andata male, ha trovato qualcuno che gli ha risposto per le rime, guardandolo in faccia e sfoderando un sorriso che diceva più delle parole: la festa è finita, signori. E non solo per sei mesi. Peccato soltanto che sia il vice-premier Fini che il ministro Buttiglione non abbiano perso tempo nel definire la reazione di Berlusconi “non condivisibile” e “un episodio sfortunato”: forse non hanno ancora capito da che parte tira oggi il vento. Lo capiranno. Altrimenti peggio per loro. Del resto per scoprire se si hanno gli attributi non servono le verifiche o la maggiore collegialità.
    Mauro Bottarelli
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  3. #3
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    Mi auguro che anche chi, in buona fede o per dabbenaggine, si è lasciato a suo tempo irretire dalle palle di Bottarelli, adesso si sia ricreduto e rimetta quel tizio al suo posto: quello di itagliano di merda.

  4. #4
    ANTIMASSONE
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    Predefinito azionare il cervello prima di parlare...

    Io sono uno di quelli che esaltava ed esalta ancora i libri e gli articoli del Bottarelli che fu.
    Quello che scrive negli ultimi tempi non lo condivido quasi in toto.
    Comunque ciò non toglie, che i suoi vecchi scritti sono delle vere e proprie bombe! Se poi non è in buona fede quando scrivo, quelli sono cazzi suoi !
    Io con il sig. Mauro Bottarelli non sono mai andato a cena e nemmeno lo conosco personalmente, ma se i suoi trascorsi libri e articoli ( non parlo deii suoi scritti recenti) dovessero essere letti da molte più persone, forse il cervello di molti di noi riuscirebbe a ragionare di più.
    Tutto qui !

    Padus 996 - Brescia

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