Alla crisi delle ideologie politiche, della partecipazione e della rappresentanza, paradigma sociologico dell’epoca in cui viviamo, fanno da contraltare – come forza reattiva ed energia positiva - i molti segni e le tante tracce di un senso diffuso di appartenenza e di solidarietà sociali. L’emersione sociale, l’impennata quasi, del volontariato laico - accanto a quello religioso - la cultura del “non-profit” e delle realtà associative, sono soltanto la cosiddetta “punta dell’iceberg” di un fenomeno più vasto e radicato. Esiste, nella parte più sana del nostro Paese, un bisogno intimamente sentito e diffuso di aggregazione e di ritessere la trama smagliata della comunità sociale, celebrando un patto di solidarietà con le fasce più deboli, svantaggiate e vulnerabili del corpo sociale.
La Fondazione “Nuova Italia” ha tra i suoi scopi statutari quello di diffondere e, quindi, difendere, la cultura popolare e l’identità comunitaria, affermando gli ideali di solidarietà, di partecipazione, di sussidiarietà e reciprocità (art.2).
La Fondazione “Nuova Italia” accanto al compito dell’elaborazione culturale e politica vuole avere una funzione, una vocazione per meglio dire, sociale; la Fondazione, che non ha scopo di lucro, si offre come strumento operativo di intervento sociale, e come cardine intorno al quale far ruotare una rete di associazioni, fondate sui valori comunitari, ed organizzazioni di impegno sociale, presenti ed operative sul territorio, coordinandone le attività.
La Fondazione, quindi, come luogo di accoglienza di nuove organizzazioni e come partner e finanziatore di specifici progetti, espressione dell’associazionismo, del volontariato e dell’impresa sociale.
Nella convinzione, che un legame radicato e profondo con il mondo dell’associazionismo sociale, rappresenti la migliore garanzia di fronte al rischio, inevitabile per ogni istituzione, di essere autoreferenziale, isolata e chiusa come una monade rispetto al mondo ed al divenire che la circondano.
La Fondazione intende, nel rapporto con le realtà associative, intercettare e rispondere ai nuovi bisogni, materiali e simbolici, della società civile; in un contesto socio-economico caratterizzato dall’emersione di tante forme di esclusione sociale e di nuove povertà che non solo soltanto quantitative ma anche qualitative.
La Fondazione si offre come spazio istituzionalizzato, ma aperto e dialettico, in cui accogliere le forze sociali che sfuggono i rigidi incasellamenti; una zona nella quale i soggetti già attivi e quelli nuovi, possano esprimersi e tutti insieme fornire di capacità operativa concreta la nostra Associazione di Partecipazione.
La Fondazione, infine, come luogo di impiego di tutte quelle energie e risorse umane che non trovano nella forma-partito la risposta adeguata a tutte le loro aspettative Questi i motivi del “perché” dare vita ad una Fondazione – qui ed ora – sebbene noi si viva immersi in un mondo caratterizzato dal pluralismo istituzionale; noi vogliamo edificare una Fondazione che abbia un’identità ed una specificità di tipo comunitarista e che riduca lo spazio che si è creato e che continua a crearsi, tra il sociale, il paese-popolo e “chi decide” effettivamente..
Tutto il testo dell'intervento in
http://www.fondazionenuovaitalia.org/




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