Pinocchio magari che è l'esperto di indipendentismo internazionale.


Pinocchio magari che è l'esperto di indipendentismo internazionale.


Corsica al bivio: più autonomia o scontro con ParigiIn origine postato da asburgico
Pinocchio magari che è l'esperto di indipendentismo internazionale.
Si vota nell'isola il referendum che potrebbe dare maggiore autonomia amministrativa. Il governo francese spinge per il sì, ma l'elettorato è ancora indeciso
BASTIA – Un voto difficile quello di oggi in Corsica, che con un referendum può decidere di ottenere più autonomia dal governo centrale di Parigi. Difficile perché l’isola del Mediterraneo è tra le regioni europee dove le spinte indipendentiste sono fortissime, tanto che non si contano più gli attentati e le bombe che esplodono quasi ogni notte davanti a una banca o un edificio pubblico. Difficile perché con il voto di oggi i corsi potrebbe ottenere un’organizzazione amministrativa tale da scoraggiare il terrorismo secessionista.
E difficile, infine, perché l’arresto dell’altro giorno, dopo quattro anni di latitanza, di Yvan Colonna (nella foto) - il presunto assassino del prefetto della Corsica Claude Erignac -, da molti viene visto come un segnale di Parigi di influenzare il referendum, ovvero per portare i voti dei nazionalisti per il sì al progetto governativo. Anche perché c’è un precedente: nel 1988 l’allora ministro degli Interni, il gollista Charles Pasqua, tirò fuori dal cappello gli ostaggi francesi in Libano proprio tra i due turni delle presidenziali in cui Jacques Chirac tentava di strappare la poltrona dell'Eliseo a Francois Mitterrand. Forse sono coincidenze, forse no. Fatto sta che i 190mila corsi chiamati alle urne, a due giorni dall’arresto di Colonna, hanno difficoltà a decifrare l’operazione del ministro, che temono abbia voluto influenzare il voto.
Ma il progetto referendario non appare molto seducente per 191mila corsi chiamati alle urne. Viene infatti chiesta la soppressione dei due dipartimenti in cui è divisa (dal 1975) l'isola e la creazione di un'unica entità regionale, dotata di ampi poteri di autogestione. E anche se la maggior parte dei partiti ha fatto campagna per il sì, il governo non è però per nulla sicuro che domenica la spunterà. Nel giro di tre mesi il referendum è diventato da passeggiata calvario.
Gli ultimi sondaggi hanno segnalato l'esistenza di una modesta maggioranza (dal 51 al 55%) favorevole al nuovo intervento di ingegneria istituzionale (il quarto in 22 anni), ma gli indecisi e gli indifferenti sono così tanti da rendere piuttosto azzardato un pronostico. Il partito trasversale del no si è rivelato più forte del previsto. Ci sono, a destra come a sinistra, i difensori dell'intangibilità della 'Republique' centralista, che vedono nel progetto una grossa e ingiustificata concessione alle frange indipendentiste. Ci sono i campanilisti di Bastia ostili ad un'unica entità regionale insediata ad Ajaccio. Come se non bastasse, si teme un massiccio voto negativo da parte dei 28.000 statali dell'isola, in ripicca per la riforma che ha aumentato per loro da 37,5 a 40 anni i contributi necessari al godimento della pensione piena.
(6 LUGLIO 2003, ORE 11.30)


Sembra che passi il NO.
Ma visto chi appoggiava il SI,mi piacerebbe analizzare a fondo la natura del trappolone..
Se vedòm!
Se vedòm!
grazie del titolo asb
Comumque a quanto ho capito io Corsica Nazione si era schierata ufficialmente per il sì, ance se molto freddamente, ma in realtà i militanti erani divisi tra astensionisti, favorevoli e contrari.
Anche le altre formazioni politiche corse erano divise, e los tesso vale per i partiti francesi.
Sembra che la differenza l'abbia fatta l'arresto venerdì di Yvan Colonna, ricercato per l'assassinio del prefetto Erignac.
comunque adesso si attende un ritorno alla violenza ( si fa per dire visto che negli ultimi sei mesi ci sono stati 130 attentati nell'isola...).
saluti padani