I no-global vendono la Fontana di Trevi
Di Mattia Toaldo
Vendere la Fontana di Trevi. Ci hanno provato, ai loro tempi, Totò e Peppino. Ora è la volta dei no-global che venerdì
alle 18,30 faranno un asta per alienare una delle fontane più famose del mondo.
Ci sarà un vero banditore, dei finti acquirenti (tra cui dei finti rappresentanti delle maggiori multinazionali) e una
banda sudamericana composta da quaranta elementi per allietare l'evento. Il progetto neanche molto nascosto è di avere
come complici i turisti stranieri che affollano sempre numerosi la piazza.
L'iniziativa è organizzata dall'associazione Attac, che si batte contro la globalizzazione finanziaria e avrà come scopo
protestare contro il vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio che si terrà a Palermo tra sabato e lunedì in
preparazione di quello, più importante, che si terrà a Cancun in Messico il 13 settembre. All'ordine del giorno la
privatizzazione di 250 settori del servizio pubblico, tra cui l'istruzione, la sanità e l'acqua di cui è piena la
Fontana.
"Una misura -afferma Riccardo Liburdi di Attac- che diminuirà i diritti dei lavoratori e farà aumentare le tariffe dei
servizi essenziali. E tutto ciò avverrà senza che la maggioranza della gente ne sappia nulla." I no-global chiedono
quindi di fermare questo progetto e avviare una discussione tra le popolazioni interessate.
Per invogliare i cittadini a "comprare" la Fontana i militanti di Attac hanno distribuito in questi giorni a Roma un
volantino-catalogo in cui il celebre monumento è accompagnato da regolare targhetta con codice a barre. In più è
garantito un buono sconto sul prezzo finale.




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