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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito "Forza Italia: genesi di un partito nato dall'emergenza"

    di Fabrizio Cicchitto* - IlNuovo.it

    Sorge sulle ceneri della prima Repubblica
    Ma sfugge agli schemi tradizionali
    Forza Italia fa storia a se nel panorama politico
    Effimero? No, perché c'è Berlusconi
    Il sistema politico italiano ha vissuto uno sconvolgimento molto profondo, con aspetti negativi e positivi. L'aspetto negativo è sintetizzato dalla distruzione manu militari del Psi e della Dc e dal netto peggioramento della qualità della classe politica. La novità positiva è costituita dall'inaspettata nascita e dall'ancor più imprevedibile radicamento e consolidamento, in una posizione di centro, di Forza Italia.

    La nascita di FI è stata un'operazione condotta in condizioni di assoluta emergenza, su iniziativa di un grande imprenditore improvvisatosi leader politico. Essa ha dato rappresentanza politica e parlamentare alla vastissima area di moderati e di riformisti che era stata privata, nello spazio brevissimo dì due-tre anni, dei rispettivi partiti di riferimento. Ma Forza Italia non è stata, e non è solo questo. E anche un pezzo di "nuovismo", prodotto dalla reazione di rigetto derivante contemporaneamente e contraddittoriamente dall'indubbio logoramento dei partiti tradizionali e dalla demonizzazione demagogica che fu fatta di tutto ciò che si chiamava "partiti", "classe politica", "politica".

    Poteva essere una formazione effimera e destinata a spegnersi come una fiammata, nata com'era, se non addirittura inventata, in una situazione di stato di necessità. AI contrario, Forza Italia e Berlusconi hanno retto, dal 1994 in poi, in una situazione in cui non solo avevano contro l'intero establishment istituzionale ed economico-finanziario, ma che aveva visto anche scatenarsi le stesse forze (post-comunisti e procure) che già erano riuscite a distruggere la Dc, il Psi e i partiti laici. La ripetizione dell'attacco di alcune procure contro Berlusconi e Forza Italia, così come era avvenuto contro la Dc e il Psi, ha tolto ogni residuo dubbio sull'esistenza o meno di una magistratura politicizzata, che altera le regole del gioco e che rappresenta un pericolo per la democrazia.

    La capacità di tenuta e di sviluppo di Forza Italia vuoi dire due cose. La prima è che Berlusconi è un leader carismatico di nuovo tipo, che riesce a raccogliere il consenso di milioni di persone con un coinvolgimento che nessun leader politico tradizionale è riuscito a suscitare dopo gli anni Quaranta-Cinquanta. Grazie a questo, Berlusconi ha potuto resistere a un bombardamento giudiziario, giornalistico e politico, quantitativamente superiore anche a quello sviluppato contro Craxi. Larghe masse di cittadini lo hanno vissuto, con un effetto di identificazione, come un personaggio che ha costruito da zero una grande impresa, del tutto estraneo agli schemi politici tradizionali, all'establishment e ai poteri forti. Nel giudizio dei suoi elettori, Berlusconi è perseguitato per le sue idee dai comunisti e dai giudici politicizzati, e quindi difende la libertà di tutti, quella politica e quella economico-sociale, comunicando messaggi semplici, netti e comprensibili da tutti.

    Può darsi che tutto ciò piaccia poco a personaggi sofisticati e semanticamente oscuri come De Mita e Martinazzoli, ma sta di fatto che se nel 2001 la Casa delle Libertà ha vinto le elezioni, malgrado dal 1992-1994 intorno al Pci-Pds-Ds e al centro-sinistra si sia raccolto tutto l'establishment istituzionale, politico, giudiziario, poliziesco e finanziario, ciò è dovuto al fatto che il centrodestra ha messo in campo un leader credibile per la maggior parte degli italiani, carismatico ma con caratteristiche assai lontane dalla personalità autoritaria analizzata dai sociologi che tenevano conto di ciò che è successo in Europa negli anni Trenta. E, soprattutto, capace di aggregare un forte e articolato blocco sociale, che ha fatto di Forza Italia il punto d'incontro dei cattolici moderati, dei laici, dei socialisti riformisti.

    Intorno a Berlusconi è nato, si è sviluppato e si è consolidato un partito che sfugge a molti degli schemi tradizionali, ma con un insediamento territoriale e sociale e uno spontaneo pluralismo culturale degni di qualche riflessione.

    Mentre venivano demonizzati Craxi, Forlani, Andreotti, con la conseguente distruzione del Psi, della Dc e dei partiti laici, ci fu chi credette definitiva la damnatio memoriae e la manipolazione della storia di democristiani, socialisti, liberali e repubblicani. Tanto definitiva da ritenere che un'importante area di centro e centro-sinistra, moderata e riformista, non avrebbe più avuto una rappresentanza politica autonoma, ma sarebbe totalmente scomparsa dalla scena politica italiana, provocando l'assenza di un centro contrapposto alla sinistra post-comunista.

    * Deputato di Forza Italia e autore del libro "Il paradosso socialista. Da Turati a Craxi a Berlusconi" - Liberal edizioni

    (3 LUGLIO 2003, ORE 110)

  2. #2
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    Predefinito

    La seconda repubblica a 11 anni dalla sua fondazione è ancora in assestamento,forse nella speranza che lunga infanzia voglia dire lunga vita,
    anche perchè probabilmente i protagonisti stessi non sanno quello che fanno.

    Forza italia,come la lega, esiste a causa dell'impossibilità di AN di aggregare un consenso maggioritario,
    rimanendo in questo molto arretrata rispetto agli ex comunisti.

    Il fatto è che quando "il grande vecchio" cominciò a progettare la seconda repubblica,nel 1969, si presupponeva l'esistenza eterna dell'urss come fattore scatenante di un nuovo anticomunismo fascista in tutta europa,

    purtroppo l'impero sovietico è crollato addirittura prima dell'avvento di questa nuova repubblica, causandone anzi la nascita prematura,
    e lasciandola con un anticomunismo senza comunisti.

 

 

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