Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 29
  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Come dobbiamo porci nei confronti dell'immigazione extraeuropea in Europa?

    Che cosa ne pensano i frequentatori di questo forum riguardo l'annosa questione dell'immigrazione extraeuropea all'interno dei nostri sacri confini?

    Personalmente, riconoscendo l'essenzialità del legame di sangue e suolo ('Blut und Boden'), non posso che giudicare negativamente questo fenomeno che, sebbene originantesi da gravi questioni geopolitiche di cui i nostri governi occidentali capitalistici sono i maggiori responsabili, avendo adottando nei confronti degli altri continenti una politica di rapina costante nei secoli, va comunque a minare gravemente le basi della nostra identità etnica e culturale, prospettando un futuro in cui sarà quindi impossibile appellarsi ad alcuna religione autoctona, atomizzati come saremo in mille rivoli differenti sia etnici che culturali. Come sarà possibile allora appellarsi alla religione italico-romana dei nostri padri quando una parte consistente degli abitanti della nostra penisola discenderà da tutt'altri luoghi che poco o nulla avevano a che vedere con la nostra Tradizione spirituale. Sarà allora la vittoria del tipo indifferenziato, del melange multietnico-culturale, dell'uomo massa.

    L'immigrazionismo, come fenomeno patologico della modernità, e risultanza della laicizzazione di ogni aspetto del vivere, é da rifiutare con tutte le forze, in special modo da chi come noi si appella a fattori identitari essenziali e potenzialmente scatenanti di un ritorno all'essenza autentica delle origini.

    Questi sinteticamente i miei pensieri al riguardo del pericolo dell'immigrazione da un punto di vista pagano ed identitario. Cosa ne pensano invece gli altri frequentatori del forum e gli altri 'pagani'?

  2. #2
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Personalmente aderisco al principio differenzialista, quindi non posso che giudicare del tutto negativamente questo fenomeno; devo dire pero`che trovo tuttora una certa difficolta' a far quadrare questa posizione proprio col concetto filosofico di universale, con l'idea politico-giuridica di Impero e con la sua principale concretizzazione storica in Europa, cioe' Roma.
    Anzi, sarei curioso di sapere come declini tu questo problema; tu e gli altri amici che si rifanno esplicitamente alla tradizione romana, come nhmem, Albino ecc...

    Sento ancora di + il problema tenendo conto del fatto che siamo in Italia e che qui la tradizione + chiara e consolidata e' indubbiamente quella ellenico-romana (non ho nessun problema ad ammetterlo); se fossi in Germania o in Inghilterra non avrei nessun problema a fare i conti con un retaggio tribale-nazionale (in senso etnico).

    A mio parere, in ogni caso, e' un problema innegabile per qualsiasi "identitario", nonostante tutte le sottigliezze e i distinguo che si possano adottare a proposito del famoso fecisti patriam diversis gentibus unam. A volte mi chiedo anche se e quanto l'ideale imperiale non fosse soltanto una evoluzione dovuta a vicende meramente storico-politiche, senza un radicamento spirituale e religioso nella romanita' arcaica dei primi secoli.

    A voi "romani" la parola ...

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    occhio ai cedimenti buonisti e cosmopolitizzanti, per nulla confacenti ad una visione tradizionale del mondo...

    Ricordarsi soprattutto del legame tra popolo e terra. Non si può nè si deve cedere la propria terra, eredità dei nostri antenati che ci tocca trasmettere integra alle future generazioni. Non la si deve cedere al primo arrivato. In essa affonda come radice nell'humus più ricco il nostro patrimonio di cultura e di civiltà...

    saluti

  4. #4
    Quirite Romano Italico
    Data Registrazione
    05 Feb 2003
    Località
    Villa Triturrita - Regio VII Etruria
    Messaggi
    162
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non sono per niente d'accordo con voi. Però ora è tardi, se ne riparla lunedi. Vi do solo un paio di spunti sul quale scannarvi

    1. pensate a quanti grandi Romani non erano Italiani;

    2. La tradizione voleva che Romolo avesse fondato l'Asilo per popolare Roma, che divenne così rifugio della peggio gente del Lazio (in due parole: briganti e puttane!);

    3. A Roma durante tutta la sua storia ci furono grandi comunità straniere: principalmente Egizi, Greci, Ebrei, Asiatici;

    Tutto questo contraddice le vostre asserzioni.

    Ciao e non vi arrabbiate

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Albino Cecina
    Non sono per niente d'accordo con voi. Però ora è tardi, se ne riparla lunedi. Vi do solo un paio di spunti sul quale scannarvi

    1. pensate a quanti grandi Romani non erano Italiani;

    2. La tradizione voleva che Romolo avesse fondato l'Asilo per popolare Roma, che divenne così rifugio della peggio gente del Lazio (in due parole: briganti e puttane!);

    3. A Roma durante tutta la sua storia ci furono grandi comunità straniere: principalmente Egizi, Greci, Ebrei, Asiatici;

    Tutto questo contraddice le vostre asserzioni.

    Ciao e non vi arrabbiate
    Non posso certo vantare la tua conoscenza in fatto di Tradizone romana, ma mi pare di poter dire senza tema di smentite che se oggi si applicasse la legislazione romana in materia di "immigrazione" molti griderebbero allo scandalo, poichè la giurisprudenza romana prevedeva diritti maggiori per gli italici che per gli stranieri.
    Insomma, pur nel cosmopolitismo della sua fase tarda, la tradizione di Roma conosceva e ponderava i rischi di una invasione che minasse le sue radici culturali; anzi quando non furono più predisposte le contromisure necessarie significò la fine di Roma. D'altro canto Roma poteva permettersi di incorporare credenze straniere in virtù della forza della sua propria tradizione che serviva come un rocchetto (non mi viene una immagine migliore) intorno a cui si arrotolava la confusa matassa dei diversi usi e credi alieni, venendo la stessa per tal via riordinata e sistemata.
    Saluti

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Senatore
    Non posso certo vantare la tua conoscenza in fatto di Tradizone romana, ma mi pare di poter dire senza tema di smentite che se oggi si applicasse la legislazione romana in materia di "immigrazione" molti griderebbero allo scandalo, poichè la giurisprudenza romana prevedeva diritti maggiori per gli italici che per gli stranieri.
    Insomma, pur nel cosmopolitismo della sua fase tarda, la tradizione di Roma conosceva e ponderava i rischi di una invasione che minasse le sue radici culturali; anzi quando non furono più predisposte le contromisure necessarie significò la fine di Roma. D'altro canto Roma poteva permettersi di incorporare credenze straniere in virtù della forza della sua propria tradizione che serviva come un rocchetto (non mi viene una immagine migliore) intorno a cui si arrotolava la confusa matassa dei diversi usi e credi alieni, venendo la stessa per tal via riordinata e sistemata.
    Saluti
    Scusate se mi "quoto", ma aveva scordato le conclusioni:
    naturalmente volevo dire che oggi non abbiamo più il privilegio di una forza culturale (e anche spirituale) tanto espansiva e dominante, per cui dobbiamo senz'altro stringere di più le difese intorno ai "ruderi" della nostra tradizione - sempre che vogliamo conservarne una nostra- e realizzare una sorta di purificazione da tutte le infiltrazioni esterne, in primis, e soprattutto, quelle americane-moderniste.
    Non invece, secondo la mia prospettiva, dal cristianesimo.
    Infatti io guardo come a un modello alla sintesi costantiniana, che nella sua essenza, non dimentichiamolo, è italica e occidentale, poichè potè essere attuata solo previa una "trasformazione" di Costntinopoli nell'altra Roma.

  7. #7
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da Albino Cecina
    Non sono per niente d'accordo con voi. Però ora è tardi, se ne riparla lunedi. Vi do solo un paio di spunti sul quale scannarvi

    1. pensate a quanti grandi Romani non erano Italiani;

    2. La tradizione voleva che Romolo avesse fondato l'Asilo per popolare Roma, che divenne così rifugio della peggio gente del Lazio (in due parole: briganti e puttane!);

    3. A Roma durante tutta la sua storia ci furono grandi comunità straniere: principalmente Egizi, Greci, Ebrei, Asiatici;

    Tutto questo contraddice le vostre asserzioni.

    Ciao e non vi arrabbiate
    Beh, caro Albino, per la verità ciò che dici deporrebbe decisamente a sfavore della romanità: se così fosse, infatti, diventerebbe molto + difficile difenderla dalla critica di essere una forma, seppure raffinata, di cosmopolitismo e di sradicamento universale dei popoli. Giustapporre i popoli, infatti, in un medesimo spazio giuridico e territoriale, svincolare il criterio della cittadinanza da quello della nascita (carattere tipico degli imperi) sono operazioni che certo preludono, in via teorica, ad una tendenza all'uniformazione. Essa si può evitare soltanto, a quel punto, se si dispone di una tradizione culturale autentica e sufficientemente forte da integrare i dati di partenza in qualcos'altro, in altre parole da restituire su un piano + elevato qualcosa in cambio delle identità che vengono inglobate.
    Ora, si pone il problema cruciale: è possibile un patriottismo dell'idea ? Esiste veramente un piano + elevato su cui un Impero può compensare ciò che toglie alle etnie in termini di autonomia e specificità ? Oppure in realtà non esiste e l'espansione di un impero non è altro che il dominio di una nazione maggioritaria su una minoritaria, e parallelamente di una spiritualità su un'altra ?

    Soprattutto - dal nostro punto di vista - che conseguenze si hanno sul piano spirituale ? Sappiamo che Roma è sempre stata un modello mirabile e forse insuperato di tolleranza e pluralismo religioso, ma non è forse anche questo carattere che l'ha lasciata indifesa di fronte al cristianesimo ? La vittoria (perlomeno formale) del cristianesimo non mostra forse le pecche di questo modello ?

  8. #8
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Effettivamente, la questione è delicata assai

    Che ruolo attribuire all'Impero romano? A me pare che alcuni indizi positivi ci siano.

    1) Augusto ricostruisce la religio romana attraverso una rinascita in puro stile tradizionale, chiudendo la porta ai culti orientali, ed aprendola alla sola grecità [ e non solo per Azio e Antonio e Cleopatra]. Ad esempio nel 28 a. e.v. agli dei egizi viene proibito di stabilirsi nel ''pomoerium''. Nel 21 sono cacciati fuori città. Decisioni confermate da Tiberio

    2) il ''Sol Invictus'' di Aureliano ha radici romane e non certo siriache. Il tipo di personale religioso addetto al suo culto [i pontefici del Sole] e i giochi di stile romano che sono dedicati al culto lo confermano. Lo stesso orizzonte neoplatonico nel quale s'inscrive la riforma aureliana è un portato greco e non orientale

    3) Celso prima e Giuliano dopo disegnano una religio etnica che trovo essenziale

    Pertanto, da un lato Roma ha sempre continuato a costituire un CENTRO concretamente legato alla sua tradizione, dall'altro la sua tradizione politeista, incarnata splendidamente nella ''teologia etnica'' giulianea, la tiene lontana sia dal cristianesimo sia da sprovveduti e assurdi riferimenti...agli yankees.

    In relazione all'immigrazione, l'unico possibile riferimento potrebbe essere accostare la Roma imperiale [ma anche repubblicana, che ne è l'ovvia premessa e che già accettò l'aerolite della ''Magna Mater'' nel 204 a.e.v.] all'odierno multiculturalismo. La qual cosa, essendo io contrario al multiculturalismo, mi creerebbe problema eccome.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    28 Mar 2002
    Località
    estremo occidente
    Messaggi
    15,083
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    212: Caracalla con un famoso editto estende a TUTTI gli abitanti dell'impero la cittadinanza romana. Senza riguardo alle tradizioni ed origini etniche: ebrei, germani, illiri, mauri, britanni...Il concetto così stabilto di cittadinanza imperiale, incentrata sul civismo, sul rispetto del sistema legislativo romano, è pericolosamente simile all'attuale diritto di cittadinanza in Europa ed USA.
    Senza contare che anche allora, a partire dal 3º secolo, l'Impero romano subiva dei flussi immigratori non indifferenti, provenienti dall'area germano-danubiana e dal'est siro-irano-caucasico. Allora come adesso questi spostamenti erano indotti dal dislivello economico tra lil ricco impero e le aree circostanti più povere. Allora come adesso all'immigrazione si accompagnava una pericolosa discesa demografica in Italia e nelle Gallie soprattutto. Allora come adesso la popolazione urbana languiva in uno stato di confusione culturale (marcata da estesi fenomeni di agnosticismo ed adesione a culti orientali e misterici stravaganti)...

    Sappiamo come finì tutta la faccenda: disgregazione finale dell'impero, invasione allogena (convertita in diluvio al cominciare il V sec.) e sparizione virtuale della civiltà romana. Prepariamoci a resistere o faremo la stessa fine...

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Mar 2002
    Messaggi
    377
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Paul Atreides

    In relazione all'immigrazione, l'unico possibile riferimento potrebbe essere accostare la Roma imperiale [ma anche repubblicana, che ne è l'ovvia premessa e che già accettò l'aerolite della ''Magna Mater'' nel 204 a.e.v.] all'odierno multiculturalismo. La qual cosa, essendo io contrario al multiculturalismo, mi creerebbe problema eccome.
    Studiosi ormai "classici" del calibro di Rostovtzeff e Meyer hanno decisamente messo in discussione il ruolo della schiavitù - e di conseguenza dell'immigrazione - nella società romana, ad eccezione dell'Italia della tarda repubblica.

    Sarebbe comunque un'errore considerare l'imperium romanum come un unicum: va considerato con prospettiva storica, con i suoi periodi di ascesa e decadenza, di cui sicuramente quello più oscuro è stato quello dopo la fine dei Flavi/Antonini.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Qual'è la vostra opinione nei confronti dell'immigrazione
    Di il diavoletto di Choruǧ nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 250
    Ultimo Messaggio: 29-04-13, 19:19
  2. Le radici dell'Europa? Dobbiamo cercarle nel neolitico
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-08-04, 18:02
  3. Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 02-12-03, 18:46
  4. Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 20-11-03, 12:28
  5. Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 16-11-03, 20:09

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito