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IL Kapò Schulz vecchio nemico dell'Italia
Il socialdemocratico tedesco Schulz, protagonista dello scontro con Silvio Berlusconi nella giornata inaugurale del semestre di presidenza italiana dell'Ue, è una vecchia conoscenza dell'Europarlamento dove si è contraddistinto per particolare astio contro il nostro Paese. E' un noto nemico di Berlusconi, del governo italiano e della Casa delle Libertà . E' un compagno di merende dei Ds, dei girotondi, dei no global, alle cui iniziative si è unito più volte. Ma è soprattutto un agente a Strasburgo di quella sinistra europea, oligarchica, mondialista, massonica, che vorrebbe la stessa Europa centralistica di Prodi, governata dai burocrati, dai banchieri e dai giudici. Non è la prima volta che usa il pugnale. Lo aveva già affondato nella schiena della commissione Santer, abbattuta da una mozione di sfiducia per uno scandalo inesistente che preparò il terreno all'arrivo di Romano Prodi. Da oltre due anni Schulz. si è concentrato nel perseguitare il governo italiano di centro-destra. Per esempio, Schulz odia anche l'attuale presidente del Parlamento europeo, Nicole Fontane, perché non ha rimosso l'immunità parlamentare del Cavaliere, consegnandolo in pasto alla magistratura spagnola per lo scandalo Telecinco. Intervistato dal New York Times nel maggio 2001 nell'ambito di un'inchiesta alla vigilia delle elezioni in Italia, il deputato tedesco affermò una cosa tremenda, e cioé che la Fontane era amica personale di Berlusconi e Aznar e che insieme "quei tre mangiano insieme fettuccine a Milano". La malevolenza del Kapò Schulz contro il governo italiano è esplosa anche con una dura interrogazione alla Commissione, chiedendo l'intervento dell'Europa per bloccare le agenzie per la gestione del patrimonio artistico costituite da Tremonti (ricordate la celebre campagna sulla vendita del Colosseo?). Nell'occasione, l'eurodeputato accusò il governo italiano di violare quel patto di stabilità che il governo socialdemocratico tedesco si accingeva a calpestare. Tanta antipatia per l'Italia deve avere motivi ben profondi, se nonostante tutto il nostro collezionista di filo spinato continua a venire assai spesso nella Penisola. I suoi amici si chiamano Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Fausto Bertinotti. Se qualcuno ricorda il Social Forum di Firenze dello scorso autunno, c'era anche lui tra gli oratori. Se guardate la delegazione dell'Europarlamento che ha visitato i campi profughi curdi in Puglia, c'era sempre lui.
(con il contributo de La Velina Azzurra)
3 Luglio 2003


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