Era un bellissimo giorno di primavera quando da Papì e Mamì nacquero tre vispi passerotti che cominciarono subito a pigolare. Il più vivace di loro lo chiamarono Cipì perchè diceva sempre Cipì, cipì voglio uscire di qui. Finalmente un giorno Papì e Mamì decisero di portare i loro figlioletti alla scoperta del mondo e videro insieme palla di fuoco, nastro d'argento, ma Cipì che era un pò imprudente si allontanò e conobbe una bella margherita, Margherì.
Chi se la ricorda di voi? Stamani ho fatto un salto alla casa in campagna e in una cassapanca ho scoperto i miei tesori di bambina, chissà come ci sono finiti, uno era un disegno che descriveva la favola, molto simile a quello che ho appena trovato in rete, Cipì alla scoperta di palla di fuoco e di nastro d'argento.
Da qualche parte dovrò pure ritrovarlo questo libro meraviglioso, chissà dove è finito.
La storia raccontata in questo libro fortunato è nata in una scuola di campagna, a Vho di Piadina, dove Mario Lodi è stato protagonista di una esperienza educativa di centrale importanza. Oltre i vetri dell'aula, il maestro e di ragazzi scoprono e annotano una storia comune nel mondo della natura, ma non per questo meno vera e significativa: quella del passerotto Cipì e della sua compagna Passerì, circondato di volta in volta da personaggi: un gatto, un gufo, una margherita, ma anche il sole, le nuvole, le stagioni. Seguendo le avventure di Cipì, identificandosi in lui, nelle sue difficoltà e nelle sue vittorie, i ragazzi hanno descritto la loro vita e le loro scoperte.
Mi ricordo che quando la maestra a scuola ci faceva leggere le sue scoperte quotidiane mi piaceva tantissimo, anche se rimanevo sempre con la curiosità insoddisfatta di cosa fosse successo prima, dentro al guscio.
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