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  1. #1
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito Germana: la storia, vera, di una amica di Luigi Di Bella

    «L’animo mi dice che non sono vissuto inutilmente, perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto».
    Germana sorride appena, io leggo attento, e restiamo lì qualche secondo in silenzio, mentre mi sottopone la foto del professor Di Bella con quella frase che del medico siciliano-modenese dice più di ogni spiegazione.
    Germana ha perso il marito, Gimi, come lo chiamavano a Cortina, nel febbraio del 1997. Lui era una Guida alpina, e quando si ammalò di tumore all’intestino, due anni prima, i medici che glielo diagnosticarono non lasciarono intravedere l’ombra di una minima speranza. Pochi giorni: erano questi i tempi che Gimi poteva sperare di passare tra di noi. Una cosa fulminante, imprevista, troppo breve. Ma Gimi era forte, più di quanto i dottori immaginassero, “forse più di tutte le altre guide”, conferma orgogliosa Germana. Lei ha un bel viso sereno, sguardo vivo e attento: non c’è ansia, non c’è angoscia nei suoi occhi, tantomeno quella rabbia verso la morte che le ha strappato un uomo ancora giovane, no.
    Germana e Gimi il professor Di Bella lo avevano conosciuto diversi anni prima, per la cura di un piccolo problema di circolazione di lui. Così, quando in quei terribili giorni, mentre da ogni parte arrivano una dopo l’altra le sentenze impietose degli specialisti, Germana sceglie Luigi Di Bella, di nuovo. Lei ne parla come fosse suo padre, annuisce: ricorda quando andarono a trovarlo, quella visita fatta come un medico di cinquant’anni fa, stetoscopio e una fila di domande che a prima vista potevano sembrare quasi insensate. Voleva conoscerli, i suoi pazienti, il Professore, voleva sapere le loro abitudini, il loro regime di vita. E così fa anche con Gimi: gli prescrive un insieme di sostanze (“la base è somatostatina, sandostatina, retinoidi e melatonina, ma per ognuno la cura è differenziata”, spiega Germana) da somministrarsi tramite un diffusore temporizzato, che agisce a livello sottocutaneo, per tutta la notte. Incominciano le battaglie. Lei litiga con il suo medico di Cortina (“non ne vale la pena” è il commento lapidario), poi deve sborsare tanti, tanti milioni per le cure, deve comperare tutto: ma il Professore non le chiede una lira per quelle consulenze. Certi oncologi per dieci minuti di visita ti chiederebbero mezzo milione; Di Bella invece è un papà affettuoso che non vuole farsi pagare, ed è con questo intento umanitario (“amava la gente”, come dice Germana) che svolge il proprio lavoro. Passano i mesi, e Gimi migliora. Riprende colorito, poi cammina, fa degli sforzi. Va in gita in montagna, nei boschi di Cortina, spacca la legna: e dopo sei mesi, quando si sottopone a nuovi esami, il tumore sembra non esserci più. “Lì ci sono le cartelle”, racconta lei; e anche se poi quel tumore ritornerà, prepotente, per portarlo via per sempre, Gimi continuerà a condurre una vita quasi normale fino a poche settimane prima della morte.
    Ma l’impegno per la libertà di cura di Germana, insieme a tanti altri, continua. Si ritrovano a partecipare ai sit-in in piazza (loro, famiglie che fino a due anni prima i manifestanti al massimo li vedevano in tv), a parlare con i responsabili degli ospedali della zona (“le strutture sanitarie hanno fatto spesso da ostacolo”, assicura lei), a gestire le centinaia di richieste di curarsi con il metodo Di Bella: si crea una rete di solidarietà fittissima. Poi il medico viene a trovarli a Cortina, tiene anche una conferenza all’Hotel Savoia, a lui viene intitolata una via di montagna da parte delle Guide. C’è una foto di quell’ometto, piccolino, tutto bianco, colto dall’obiettivo insieme a Germana: me la mostra con gli occhi che le si illuminano. E aggiunge: “al suo funerale, l’altro giorno a Modena, eravamo in tanti. E quelle persone, in corteo: tutti che sussurravano «grazie, grazie professore», una cosa da brivido”. Davvero.

  2. #2
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    ops...avevo letto germania....franci, ke ne pensi di schultz??

  3. #3
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    Predefinito

    SEMBRA DI SENTIR PARLARE DEI MIRACOLI DELLA MADONNA DI LOURDES
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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