Adesso iniziano anche loro! Andiamo bene...
Reggio Emilia, regolamento di conti fra cinesi
Una banda di sette cinesi è entrata in una pizzeria armata di machete e coltelli a serramanico. Due vittime. Fermati alcuni giovani, individuati dagli inquirenti come gli autori del regolamento di conti.
REGGIO EMILIA - Si armano di machete, mannaie e tre pugnali a serramanico per andare, probabilmente, a caccia delle loro vittime. O, almeno, per essere pronti a qualsiasi evenienza. Una banda di cinesi, sette in tutto, nella tarda serata di ieri, attorno alle 23, è entrata in una pizzeria da asporto di piazzale Marconi, a Reggio Emilia, e ha massacrato due giovani loro connazionali di 19 e 16 anni. Si è trattato di un vero e proprio regolamento di conti. I malviventi sono entrati a volto coperto e, secondo il gestore del locale, atterrito dall'agguato, è stata una spedizione punitiva. Due delle armi sono state ritrovate: una delle vittime è crollata priva di vita sul pavimento di una delle sale della pizzeria, l' altra si è trascinata all' esterno del locale, poi si è accasciata sul gradino d' ingresso. Uno è stato raggiunto dai fendenti mortali al cuore, l' altro all' addome. A nulla è servito il rapido intervento dei sanitari del 118.
Un duplice omicidio tremendo e sotto gli occhi sbigottiti delle persone che si trovavano fuori e dentro la pizzeria. Compiuto l'assassinio, la banda è fuggita. E' immediatamente scattata una caccia all' uomo che ha portato al fermo dei sette giovani provenienti da Bologna, individuati dagli inquirenti come gli autori del regolamento di conti. Si tratta di quattro maggiorenni (uno di 24 anni, gli altri di 18 e 19 anni) e tre minorenni, di 16 e 17 anni. Tra di loro c'é una ragazza, l' unica non in regola con il permesso di soggiorno. Nessuno - secondo gli accertamenti compiuti dalla polizia - è pregiudicato. Sono stati arrestati con l' accusa di concorso in duplice omicidio volontario. I giovani sono stati bloccati dalle volanti della Questura poco dopo il fatto, non lontano da piazzale Marconi, mentre cercavano di fuggire.
I componenti della spedizione punitiva sarebbero arrivati a Reggio Emilia nella stessa serata di ieri. Sono entrati nella pizzeria da asporto 'Marconi' ed è subito scoppiata una lite con il diciannovenne e il sedicenne, abituali frequentatori del locale. Non è stato per ora possibile appurare se il gruppo avesse fin da subito intenzioni omicide o se intendesse dare una 'lezione', ma la presenza delle numerose armi da taglio fa pensare che la banda fosse comunque pronta ad ogni evenienza.
Secondo gli inquirenti il duplice omicidio è collegato a una rapina compiuta nella notte fra domenica e lunedì scorsi in un Internet point, pure gestito da un cinese, in via Turri, a pochi passi da piazzale Marconi, una zona dove negli ultimi tempi parecchi esercizi commerciali sono passati nelle mani di cinesi o comunque di asiatici, creando una sorta di Chinatown.
In quell' occasione un gruppo di cinesi, armati di coltelli e spranghe d' acciaio, aveva fatto irruzione nel negozio tagliando i fili del telefono, rubando l' incasso della giornata, quindi rapinando i sei o sette clienti, anch' essi tutti cinesi, ancora seduti davanti ai computer. Gli aggressori si erano fatti consegnare contanti e cellulari, ma non avevano portato via i bracciali, le collane d' oro e gli altri oggetti di valore che le vittime indossavano. Secondo le prime indagini, e le testimonianze dei presenti nell' Internet point, almeno due dei malviventi provenivano da Bologna. Lo stesso proprietario del locale aveva escluso che il gruppo di rapinatori risiedesse a Reggio: "Per forza vengono da altre città per mettere a segno questo genere di colpi - aveva detto - uno di qui rischierebbe di essere subito riconosciuto". "Non volevano i soldi - aveva aggiunto il fratello minore del titolare - Non hanno preso nemmeno i nostri braccialetti d' oro. Cercavano solo guai".
(5 LUGLIO 2003, ORE 10:00, aggiornato alle ore 11:40)


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