ROMA – Nella trasmissione «Sciuscià edizione straordinaria» si celebrò a carico di Cesare Previti un processo «sommario» e «senza contraddittorio, alternativo a quelli in corso presso il tribunale di Milano, consumatosi nello studio televisivo sotto la “presidenza” di Michele Santoro sulla base di elementi grossolanamente raccolti e presentati in chiave smaccatamente sfavorevole», con l'effetto «di indurre i telespettatori a esprimere un giudizio di condanna anticipata contro il deputato di Forza Italia, sul piano penale, e un giudizio di disvalore in ordine alla sua persona».
E' quanto sostiene Previti nell'atto di citazione, presentato al tribunale civile di Roma, con il quale chiede un milione di euro, come risarcimento dei danni morali e non patrimoniali per i «gravi e irreparabili pregiudizi arrecati alla sua carriera politica e professionale», non solo a Santoro, ma anche alla Rai e a Carlo Freccero, Giancarlo Leone e Claudio Cappon, nelle loro qualità dell'epoca (la trasmissione andò in onda il 7 dicembre 2001) rispettivamente di direttore di Rai2, direttore di divisione Rai e direttore generale.
L'ex ministro della Difesa, che si riserva di proporre un'ulteriore azione per i danni patrimoniali subiti, lamenta che la sua vicenda giudiziaria venne trattata in un servizio dal titolo «Impunità» che «propinava al pubblico – si legge nell'atto –, con l'uso di dati fittizi perché acquisiti con forzature, distorsioni e strumentalizzazioni di ogni tipo, una ricostruzione del tutto decettiva della sua persona e della sua attività parlamentare, nonché delle sue difese nei processi che lo vedono imputato.
Descritte, queste ultime, in modo artatamente frammentario e incompleto, ora subdolamente ironizzando sulle presenze nelle aule parlamentari, ora formulando malevoli illazioni sulle sue assenze, tacendone o, peggio, mettendone in discussione la legittima causa, costituita da un intervento chirurgico. Il tutto al fine di ingenerare nei telespettatori, “deviati” da un contesto costruito ad hoc, un convincimento di colpevolezza e disprezzo
"MA QUALE CORRUTTORE, AL MASSIMO HO EVASO LE TASSE ".
"MA QUALE CORRUTTORE, AL MASSIMO SONO UN LADRO".
"Telespettatori deviati"... ah ah ah ... che incantevole filosofia ... al massimo gli darei... un milione di ...
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