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    Predefinito Sull'orlo della crisi di governo

    Salta la cabina di regia, il Polo scricchiola


    Sfuma l'esordio di Fini nelle vesti di coordinatore. L'Udc: "Noi non ci saremo". Il vicepremier: "Inutile continuare". An insorge: "Vicini alla crisi". Storace: "Mandiamo a quel paese la Lega".





    ROMA - Muore soffocata nella culla la cabina di regia, il neonato organismo partorito dalla verifica appena archiviata (l’altro è il Consiglio di coalizione). Doveva debuttare proprio oggi, ma è già saltata. Gianfranco Fini, chiamato da Berlusconi a guidarla, recita il requiem attraverso un comunicato stampa: “Impossibile convocarla”. E’ successo che l'Udc decide a sorpresa di disertare la riunione prevista per le 18. Il perché lo spiega Rocco Buttiglione ai cronisti che lo interpellano a Montecitorio: "Non vogliamo sovrapporci anche perché, essendo la cabina di regia un organo tecnico, non abbiamo ministri competenti - spiega il ministro per le Politiche Comunitarie - Mentre le decisioni politiche si prendono nel consiglio di coalizione e nel Consiglio dei ministri".

    Una linea poi precisata anche da una nota del segretario Follini. Il tentativo è chiaro: svuotare di contenuti l’organismo di coordinamento previsto dal documento di Berlusconi. Cosa che non dispiace nemmeno alla Lega. Sulle prime Fini sembra intenzionato ad andare avanti e a confermare il summit fra i sette ministri (Tremonti, Maroni, Marzano, Alemanno, Lunardi, Gasparri e Sirchia). L’ottavo rappresentante spetterebbe all’Udc che però preferisce passare la mano.

    Poi il clamoroso colpo di scena. La presa di posizione del vicepremier suona come una resa: "La decisione dell'Udc di considerare la cosiddetta cabina di regia per il coordinamento delle politiche economiche, sociali e produttive un organismo tecnico e quindi di non parteciparvi, fa venir meno le condizioni politiche minime indispensabili per adempiere all'incarico affidatomi dal presidente del Consiglio al fine di garantire una effettiva collegialità all'azione dell'esecutivo".

    La febbre elettorale non è dunque passata. A neanche 24 ore dall'ok sulla verifica, la maggioranza, dopo essere finita sotto quattro volte su altrettanti emendamenti al decreto mille proproghe che comprende anche gli sfratti, ed essersi divisa su un disegno di legge costituzionale per la separazione delle carriere, si scolla nuovamente. Con la Lega che torna sul piede di guerra e tramite Alessandro Cé avverte il premier e gli alleati: "La situazione sta degenerando Berlusconi si deve svegliare". Il capogruppo della Lega alla Camera aggiunge che il Carroccio non può restare al governo nelle condizioni attuali: "Se prevale la linea assistenzialista e centralista di An e Udc, noi non ci stiamo. C'e chi vuole fare carta straccia del programma elettorale e del contratto con gli italiani". Stranamente anche Buttiglione usa gli stessi accenti: "Berlusconi deve spiegarci che costa sta accadendo. Lo deve al Paese".

    Tuttavia le fibrillazioni della maggioranza sono di ordine generale e riguardano il clima all’interno della coalizione. L'impressione è che la verifica sia tutt'altro che conclusa e richieda un approfondimento. Lo dice a chiare lettere Calderoli. "La lettera di Berlusconi ci è arrivata ieri, ci riuniremo lunedì per valutarla, e quindi la verifica è ancora aperta", dichiara il vice presidente del Senato nonché coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord.

    Alle intemperanze leghiste risponde Buttiglione: “Io credevo che la verifica l’avessimo già fatta. Ci sono stati invece alcuni comportamenti parlamentari strabilianti nella giornata di ieri e alcune dichiarazioni di qualche esponente di governo che vorrebbe condurci a fare la guerra alla Germania che mi lasciano straordinariamente perplesso. Forse - aggiunge - non ho capito bene io, o qualcuno sta facendo marcia indietro".

    Ma è in An che monta l'irritazione. Il flop sulla cabina di regia, obiettivo inseguito con tenacia e sfumato sotto gli occhi nel giro di poche ore , è un boccone troppo indigesto da mandare giù. E nonostante Bondi, di Forza Italia, minimizzi la portata dello scontro in atto: "Risolverà tutto Berlusconi", in An fa capolino la parola fatidica: crisi. "Chiamatela Ernesto, chiamatela come vi pare, ma non si deve avere paura delle parole. Io non dico che questa è una crisi di governo ma non è neppure una situazione da minimizzare", scandisce Mario Landolfi, portavoce di Alleanza Nazionale. Storace si sofferma sul rapporto con Bossi. "Francamente - dice il governatore del Lazio - comincio a non sopportare più l'alleanza con la Lega. L'ho detto anche a Fini: mandali a quel paese".

    A giudizio dell'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, non si ripeterà oggi la situazione del '94 con la caduta del Governo Berlusconi. ''Questo perché non credo che l' attuale capo dello Stato abbia il coraggio del suo predecessore".

    (9 LUGLIO 2003, ORE 10:00, aggiornato alle 130)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Cabina regia: Ce' commenta valutazioni di Fini
    (ANSA) - ROMA, 9 LUG - Per il leghista Ce', il vicepremier e' un politico fine, almeno per quanto riguarda la comunicazione e la gestione, un po' meno per gli indirizzi. 'Fortunatamente - ha aggiunto Ce' commentando - ha preso atto che se non c'e' una chiusura della verifica e un impegno ben preciso con un programma ben preciso e i ruoli da assegnare per realizzare quel programma e i tempi di realizzazione, non ha senso che parta nulla. Lui diventerebbe il coordinatore di una scatola vuota'.
    2003-07-09 - 12:28:00
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Spaccature all'interno della maggioranza su pensioni e giustizia
    Fini: la «cabina di regia» non si farà
    Il leader di An: «La decisione dell'Udc di non considerarla
    un organo politico ne fa venir meno le condizioni»
    ROMA - La famosa «cabina di regia» che doveva portare ad un governo condiviso dell'economia da parte di tutti i partiti che compongono la maggioranza è morta prima di nascere.


    Buttiglione, Fini e Berlusconi (Ansa foto)
    Il vicepresidente del Consiglio e leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini che era stato designato a capo dell'organismo politico al termine della verifica della maggioranza ha infatti dichiarato oggi che non ci sono le condizioni per realizzarla.
    «La decisione dell'Udc di considerare la cosiddetta cabina di regia per il coordinamento delle politiche economiche, sociali e produttive un organismo tecnico e quindi di non parteciparvi, - ha spiegato Fini - fa venir meno le condizioni politiche minime indispensabili per adempiere all'incarico affidatomi dal presidente del Consiglio al fine di garantire una effettiva collegialità all'azione dell'esecutivo».
    IL NO DELL'UDC - La decisione di Fini è maturata al termine di una mattinata segnata da forti attriti all'interno della maggioranza. Dopo che Marco Follini leader dell'Udc aveva dichiarato che il suo partito non sarebbe entrato all'interno della cabina di regia perchè non la considerava un organo politico ma semplicemente tecnico. Secondo il segretario dell'Udc, «se c'è un luogo in cui i ministri competenti discutono le scelte dell'economia, non c'è ragione di trasformarlo in un organo politico. Valuteremo in Consiglio dei Ministri, e soprattutto in Parlamento, le soluzioni che verranno proposte. Lo faremo ovviamente con piena lealtà e spirito collaborativo Mi auguro che i comportamenti parlamentari di tutte le forze della Casa delle Libertà siano animati da forte spirito di coalizione».
    BUTTIGLIONE: VORREMMO SPIEGAZIONI DAL PREMIER - Più esplicito ancora il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione il quale si aspetta, insieme all'Udc, chiarimenti dal premier su quanto sta accadendo nella maggioranza. «Noi pensavamo - dice - di aver raggiunto un accordo per una ripresa forte della solidarietà della coalizione. Non capiamo cosa è successo alla Camera ieri. Vorremmo qualche spiegazione: vediamo emergere proposte che sono diverse da quelle sulle quali si era individuato un accordo, proposte premature nel senso che, una volta individuato il tema, invece di lavorare insieme qualcuno viene fuori con una proposta già bell'è fatta, e magari vengono fuori in due con delle idee che non sono perfettamente coincidenti. Siamo perplessi, vorremmo che qualcuno ci spiegasse. Chiediamo che il capo del governo spieghi a noi, agli italiani, alla coalizione quello che sta succedendo. In un momento di grande confusione noi stiamo dando il massimo contributo possibile alla solidarietà della coalizione e, permettetemi, alla serietà della politica italiana». Tornando all'appello lanciato a Berlusconi, Buttiglione precisa: «Non pretendo di dire al premier quello che deve fare ma certo la situazione genera confusione e perplessità. E se la genera in noi immaginiamo che la generi ancora di più fra gli elettori e nel popolo italiano».
    LEGA: FINI HA PRESO ATTO DELLA REALTA' - E sull'abbandono da parte di Fini dell'idea di una cabina di regia interviene anche la Lega: «Fini ha finalmente preso atto della realtá - ha dichiarato il capogruppo della Lega Alessandro Cè - mancano le condizioni per andare avanti così.

    Il leader della Lega Umberto Bossi (La presse)

    La verifica non è affatto conclusa ma è ancora aperta. Non aveva senso insistere con una cabina, se non voleva essere il coordinatore di una scatola vuota».
    VOLONTE' UDC: LA LEGA VUOLE USCIRE DAL GOVERNO - E c'è chi come il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volontè dalle parole della Lega trae le conseguenze: «Il voto di ieri non è stato uno sbaglio. Sentite le parole di oggi di Cè, è la conseguenza di una scelta politica che la Lega sta facendo. Questa è la crisi della maggioranza e cioè votare con il centrosinistra e dire il giorno dopo che dentro questo governo non ci vogliamo stare».
    FORZA ITALIA CERCA DI SMORZARE I TONI - Mentre il dissenso all'interno della maggioranza sale e da più parti ci si rivolge a Berlusconi perchè il presidente del Consiglio chiarisca definitivamente la linea politica del governo, dal partito del premier si cerca di smorzare i toni. La crisi all'interno della maggioranza non è crisi di governo. Lo assicura Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia. «Questa parola non va neanche evocata». «C'è bisogno - aggiunge Bondi - di recuperare rapidamente la consapevolezza di far parte di un progetto di cambiamento del Paese che abbiamo sottoscritto davanti agli elettori». Come? «Lo deciderà il presidente Berlusconi».
    RUTELLI: SE GOVERNO CADE SI TORNI ALLE URNE - Se il Governo cade «non c’è altra strada che tornare alla volontà popolare». E’ quanto ha affermato il leader dell'opposizione Francesco Rutelli parlando a nome di tutto l’Ulivo al termine del vertice svoltosi al Senato. Rutelli ha poi chiesto al governo di presentare il Dpef, il documento di prgrammazione economica e finanria entro il 15 luglio.
    9 luglio 2003 DAL CORRIERE DELLA SERA
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Udc e Lega si schierano contro la cabina di regia
    Fini: "Non ci sono le condizioni per farla"
    Maggioranza nel caos
    "Berlusconi si svegli"
    Il Carroccio: "Accordo entro lunedì oppure ce ne andiamo"


    ROMA - Maggioranza nel caos. An contro Udc, Lega contro tutti che avanza a colpi di ultimatum. Colpi di mano alla Camera e un Berlusconi assolutamente silente. Tanto che dai centristi e della Lega arriva a gram voce la chiamata in causa del premier. "La situazione sta degenerando Berlusconi si deve svegliare" dice il leghista Alessandro Cè. "Crediamo che il capo del governo debba spiegare a noi, agli italiani, alla coalizione cosa sta succedendo nella maggioranza" insiste il ministro centrista Rocco Buttiglione. Tace il premier, a Positano nella villa del regista Franco Zeffirelli. Tocca al ministro degli affari regionali, Enrico La Loggia, fare professione di ottimismo: "Berlusconi nel giro di qualche ora avrà rimesso a posto tutto".

    L'ultimo scontro si consuma sulla cabina di regia, l'organismo di coordinamento che avrebbe dovuto essere presieduto da Gianfranco Fini. "La cabina di regia è solo un organismo tecnico" dice l'Udc, annunciando che non parteciperà. Poco dopo arriva anche la defezione della Lega. "Se le cose stanno così, non ci sono le condizioni per farla" replica Fini. E la "cabina" muore prima ancora di nascere. "Fini ha preso atto della realtà: mancano le condizioni per andare avanti così. Non aveva senso insistere con una cabina, se non voleva essere il coordinatore di una scatola vuota" rincara il capogruppo della Lega Alessandro Cè. Ed è ancora lui a ripetere la minaccia che negli ultimi mesi la Lega ha fatto più volte: "Non possiamo stare al governo nelle condizioni attuali, impaludati, con provvedimenti di piccolo cabotaggio, senza fare le riforme. La situazione sta degenerando. Berlusconi si deve svegliare".

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    Tensione sempre più alle stelle dunque. Con la maggioranza che ondeggia sul filo della rottura totale. Anche sulla verifica. C'è chi, come la Lega, la considera ancora "aperta". E chi, come l'Udc, si stupisce che si parli ancora di una questione che considerava "chiusa". Reclamata, annunciata, contrastata, ecco che torna in alto mare la verifica all'interno della maggioranza. Quella stessa maggioranza che Berlusconi giura avere "ottima salute" ma che, a leggere le ultime uscite dei suoi rappresentanti (le divisioni emerse ieri alla Camera con le quattro votazioni nelle quali il governo è risultato battuto dalla Lega, sono l'ultimo segnale), risente ancora di tensioni laceranti.

    La Lega è quasi brutale: "In assenza di un documento ufficiale sottoscritto dai quattro leader della coalizione che specifichi, oltre al resto, la data delle riforme, la linea sulle pensioni e la volontà di realizzare il programma elettorale 2001, il capitolo verifica governo per la Lega Nord resta ancora aperto" dice il coordinatore della segreteria del Carroccio, Roberto Calderoli. Ed ancora: "E' inopportuno far partire organismi previsti da una bozza che non è stata ancora approvata definitivamente". Diretto riferimento alla cabina di regia.

    Parole che fanno trasecolare il ministro dell'Udc, Rocco Buttiglione. "Pensavo che la verifica l'avessimo fatta: o qualcuno sta facendo marcia indietro, o io non avevo capito bene...". E' duro, Buttiglione, quando parla di comportamenti parlamentari "strabilianti" e delle dichiarazioni di alcuni esponenti di governo "che vorrebbero condurci a fare la guerra alla Germania".

    Ma quello della verifica non è l'unico fronte che vede i centristi "perplessi". Anche l'annuncio sulla volonta di riformare la giustizia separando le carriere, dato ieri dal premier, scuote l'Udc. "Sapevo che avevamo concordato una linea: ora vedo due linee diverse che non sono state concordate con noi... sono perplesso". Il ministro ha in testa il ddl della Lega per la separazione delle carriere dei magistrati e l'elezione popolare dei pm annunciato ieri da Umberto Bossi, e le successive prese di posizione del premier Silvio Berlusconi. Iniziative che non lo convincono, come del resto non convincono An. E a chi, a margine di un convegno sull'istituzione di un garante per l'infanzia, gli chiede se è in grado di fare previsioni su prossimi appuntamenti di maggioranza, magari per il Dpef, Buttiglione risponde allargando le braccia: "Me ne guardo bene". E la Lega avverte lancia l'ultimatum: "La verifica va chiusa con un accordo formale entro lunedì prossimo. Non stiamo in un governo centralista e assistenzialista".

    (9 luglio 2003)
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    Storace (An): ''Timore che siamo sull'orlo di una crisi di governo''
    Governo, Fini: ''Non ci sono condizioni per cabina di regia''
    Lega all'attacco: ''Potremmo anche uscire dal governo''. Buttiglione: ''Berlusconi ci spieghi cosa sta accadendo''

    Il vicepremier, Gianfranco Fini
    (foto Infophoto)





    Fassino: ''Cdl e' allo sbando''
    Cossiga: ''Cabina di regia non e' cosa seria''
    Berlusconi: ''Separazione carriere in riforma ordinamento''
    Camera, Governo battuto per 4 volte su decreto 'mille proroghe'



    Milano, 9 lug. (Adnkronos) - ''La decisione dell'Udc di considerare la cosiddetta cabina di regia per il coordinamento delle politiche economiche, sociali e produttive un organismo tecnico e quindi di non parteciparvi, fa venir meno le condizioni politiche minime indispensabili per adempiere all'incarico affidatomi dal presidente del Consiglio al fine di garantire una effettiva collegialita' all'azione dell'esecutivo''. Lo afferma, in una nota, il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini.
    A stretto giro arriva il commento della Lega affidato alle parole del capogruppo alla Camera, Alessandro Ce'. ''Fini ha finalmente preso atto della realta': mancano le condizioni per andare avanti cosi'. La verifica non e' affatto conclusa ma e' ancora aperta. Non aveva senso insistere con una cabina, se non voleva essere il coordinatore di una scatola vuota''.
    Di fronte a questa situazione, la Lega minaccia di ''uscire dal governo''. ''Berlusconi deve prendere in mano la situazione - continua Ce' - e chiuderla in tempi rapidissimi. Perche' effettivamente ormai e' degenerata... La Lega puo' anche uscire dal governo se non ci sono le condizioni. Anche nel semestre europeo, la Lega puo' fare tutto.... Sono troppe le differenza tra noi An e Udc''.
    Da Alleanza nazionale, il governatore del Lazio Francesco Storace non intende affatto minimizzare quello che sta avvenendo nella coalizione. ''Ho il timore che siamo sull'orlo di una crisi di governo - dice Storace - anche se non ho elementi diretti per poterlo affermare. Di certo prima si risolveranno certi nodi e meglio sara'''. Storace invita a non illudersi ''che la verifica vera si possa fare a gennaio''. ''E' una pura follia -ha osservato- perche' una crisi aperta a gennaio alla vigilia delle Europee significa chiaramente chiuderla solamente con elezioni politiche anticipate. E' bene quindi che Berlusconi capisca che certi nodi deve scioglierli adesso''. E infine l'attacco alla Lega. ''Noi abbiamo il dovere della serieta' e della sobrieta'. Francamente comincio a non sopportare piu' l'alleanza con la Lega, ma questa e' una valutazione personale che forse comincia a divenire collettiva di molti cittadini''.
    La decisione dei centristi di non partecipare alla cabina di regia era stata annunciata in mattinata da Rocco Buttiglione. ''La cabina di regia - ha spiegato il ministro per le Politiche comunitarie - e' un organismo di coordinamento tecnico, le decisioni politiche verranno prese nel Consiglio dei ministri e nel consiglio di coalizione. Non abbiamo ministri competenti e quindi non partecipiamo per non creare contrapposizioni con il Consiglio dei ministri''.
    Perplessita' sono state espresse da Buttiglione sugli annunci di ieri in merito a separazione delle carriere dei magistrati ed elezione diretta dei pm. ''Sapevo che avevamo concordato una linea - ha detto - ora vedo due linee diverse che non sono state concordate con noi... sono perplesso''. Il ministro ha poi definito ''strabiliante'' quello che e' successo ieri alla Camera sul decreto 'mille proroghe': ''Io pensavo che una verifica l'avessimo gia' fatta. Ci sono stati invece alcuni comportamenti parlamentari strabilianti nella giornata di ieri''. Da qui la richiesta a Berlusconi di ''qualche spiegazione''. ''Crediamo che il capo del governo debba spiegare a noi - dice Buttiglione - agli italiani, alla coalizione e al Parlamento quello che sta succedendo. La situazione genera confusione, e se la genera in noi, immagino che la generi ancora di piu' tra gli elettori''
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    GOVERNO: L'ULTIMATUM DELLA LEGA, ''CHIARIMENTO ENTRO LUNEDI' OPPURE...''



    (ASCA) - Roma, 9 lug - Ultimatum della Lega a governo e maggioranza: la verifica va chiusa con un accordo formale, con un ''documento di impegno reciproco'' entro lunedi' prossimo. Altrimenti la Lega ''non puo' stare in un governo centralista e assistenzialista''. L'ultimatum e' stato espresso dal Alessandro Ce' con un comunicato diffuso alle agenzie nel primo pomeriggio. ''La Cdl deve uscire dal tunnel nel quale si e' infilata. L'unica via di uscita e' la chiarezza'', ha affermato l'on. Ce', presidente del Gruppo Lega Nord Padania, che ha poi proseguito: ''Non bastano piu' ne' le pacche sulle spalle, ne' i contentini (tipo la cabina di regia), ne' le promesse di trovare soluzione ai problemi. La verifica si deve chiudere rapidamente con un accordo formale e ben preciso, sottoscritto da Berlusconi, Bossi, Fini e Casini, garantito dal presidente del Consiglio''. ''Non sono piu' accettabili - ha continuato Ce'- le manovre parlamentari che tendono ad insabbiare ogni ipotesi di reale cambiamento. E' fondamentale che, in tempi molto brevi, Berlusconi ci faccia sapere cosa vuole fare con precisione. Indichi direzione, priorita' e tempi del programma di governo e verifichi su queste scelte la tenuta della maggioranza. Da parte nostra ribadiamo che non approvare rapidamente la devolution sarebbe inaccettabile. Il nostro elettorato non ce lo perdonerebbe. Sarebbe un vero e proprio tradimento della nostra ragione sociale e farebbe venire meno il senso stesso della nostra appartenenza alla Casa delle Liberta'''. ''La Lega Nord Padania - ha concluso Ce'- non puo' stare in un Governo centralista ed assistenzialista. Credo che prima di lunedi', giorno nel quale si riunira' la Segreteria Politica della Lega Nord, questi nodi debbano essere sciolti e debba essere firmato da tutti i leader della coalizione un documento di impegno reciproco. In caso contrario anche per Bossi sara' difficile, lunedi', arginare il malcontento che cresce rapidamente all'interno della Lega''.
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    GOVERNO: FINI, ''PER LA CABINA DI REGIA NON CI SONO LE CONDIZIONI''



    (ASCA) - Roma, 9 lug - Acque sempre piu' agitate all'interno della maggioranza. Dopo la decisione dell'Udc di non partecipare alla ''cabina di regia'', il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini, che avrebbe dovuto presiedere l'organismo frutto della verifica di governo, ha reagito dichiarando che non ci sono piu' le condizioni politiche per farla, mentre la Lega torna a minacciare l'uscita dal governo.
    ''La decisione dell'Udc di considerare la cosiddetta 'cabina di regia' per il coordinamento delle politiche economiche, sociali e produttive un organismo tecnico e quindi di non parteciparvi, fa venir meno le condizioni politiche minime indispensabili per adempiere all'incarico affidatomi dal presidente del Consiglio al fine di garantire una effettiva collegialita' all'azione dell'Esecutivo'', ha detto Fini in un comunicato.
    L'annuncio del vicepremier viene definito dal capogruppo della Lega alla Camera ''una presa d'atto doverosa di una situazione che andava senz'altro chiarita''. ''Si e' tentato di costituire un organismo intorno alla figura personale di Fini - spiega Alessandro Ce' - con un programma che non e' quello elettorale, ma su una linea assistenzialista e centralista''.
    La Lega si dice comunque pronta ad uscire dal governo se i patti all'interno della Cdl non verranno rispettati. Se gli accordi sottoscritti da tutti non verranno rispettati, ''se si vuole ritornare al centralismo, all'assistenzialismo, la Lega non ci sta''. Vuol dire che uscireste non solo dalla Cabina di regia ma anche dal governo? ''E' chiaro - ha risposto Ce' - che un governo di questo tipo rappresenterebbe la fine nostra, ma anche un futuro estremamente negativo per il Paese. E noi ci staremmo. Ci tireremmo fuori''.
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