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Citazione:
In origine postato da Pieffebi
da www.ansa.it
" TELEFONATA NEL POMERIGGIO TRA BERLUSCONI E BOSSI
ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto un colloquio telefonico con il leader della Lega Umberto Bossi nel primo pomeriggio. La telefonata, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari della Lega e di Forza Italia, avrebbe riguardato le principali richieste della Lega rispetto alla verifica, vale a dire l'approvazione della devolution in tempi certi e definiti, e l'accantonamento delle proposte di riforma del sistema pensionistico. Il colloquio sarebbe stato giudicato soddisfacente dal leader del Carroccio, al quale il presidente del Consiglio avrebbe chiesto tra l'altro un abbassamento dei toni polemici da parte dei parlamentari della Lega, anche nel dibattito alla Camera sull'indultino (ancora in corso durante il colloquio telefonico) che ha registrato pesanti attacchi polemici dei deputati bossiani nei confronti degli stessi alleati. In effetti, sul finire del dibattito in aula alla Camera e' stato notato che i toni usati dai deputati leghisti si sono attenuati notevolmente, e si e' giunti al voto finale sull'indultino senza particolari asprezze.
10/07/2003 19:46 "
Cordiali saluti
Bene, abbiamo ritrovato la quadra.
Ora avanti con le riforme.:D :D
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Passeremo anche questa nottata.
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E' un pendolo.
Se è contento Bossi, è scontento Fini.
Se è contento Fini, Bossi gli sfascia la cabina di regia così torna scontento.
Berlusca riesce ad accontentarne uno alla volta, nella grande sit-com della "Quadra Fenice".
Qua per esempio Fini mi sembra che abbia ancora il musone. Berlusca ha preferito ancora una volta il Bossi, lui è rimasto lì come un pirla senza la sua cabina di regia che erano mesi che la chiedeva.
In pratica gli hanno detto che non conta niente, sai come sarà contento del Berlusca.
Quest'anno alla finanziaria ci sarà da sghignazzare, altro che l'anno scorso.
Giovedì 10 Luglio 2003, 21:05
Governo: Fini a Premier, Problema e' Il Peso Della Lega In Cdl
Di (Rao/Pn/Adnkronos)
FUMATA GRIGIA. FACCIA A FACCIA 'FREDDO' E 'INTERLOCUTORIO' Roma, 10 lug. - (Adnkronos) - E' il ''rapporto'' tra la Lega Nord e il resto della Cdl, nonche' il ''peso politico'' del Carroccio nel governo il problema che Gianfranco Fini -apprende l'ADNKRONOS- ha posto nell'incontro avuto oggi a palazzo Chigi con Silvio Berlusconi
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vediamo se qualche pollista si accorge che qualcosa non quadra...
Venerdì 11 Luglio 2003, 10:18
Consiglio Ministri: Riunione Cominciata Alle 10.05
(ASCA) - Roma, 11 lug - La riunione del Consiglio dei ministri e' cominciata a Palazzo Chigi alle 10.05.
Venerdì 11 Luglio 2003, 11:13
Governo: Bossi a Sorpresa a Vertice Ue Di Varese
Di (Ros/Pe/Adnkronos)
(Dall'inviato Daniele Rossignoli) Varese, 11 lug. (Adnkronos) - Il ministro per le Riforme Umberto Bossi e' giunto a sorpresa a Varese dove e' in corso la seconda giornata del Consiglio informale dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali europei guidato dal ministro del Welfare Roberto Maroni. Entrando a Villa Ponti sede dei lavori, assediato dai giornalisti, il leader della Lega non ha voluto tuttavia rilasciare alcuna dichiarazione sulla situazione del governo.
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:D :D
Infatti c'è qualcosa di strano nell'aria...
Bossi non partecipa al Consiglio dei Ministri per parlare da solo con Maroni...
Venerdì 11 Luglio 2003, 11:43
Governo: Colloquio Bossi-Maroni a Varese
Di (Red/Pe/Adnkronos)
Varese, 11 lug. (Adnkronos) - E' in corso, a Villa Ponti a Varese, iun colloquio tra il ministro per le Riforme Umberto Bossi e il ministro del Welfare Roberto Maroni. Maroni, che ha lasciato i lavori del Consiglio informale dei ministri del Lavoro europei, e' con Bossi in una saletta privata
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....
magari dopo aver letto le dichiarazioni di Fini...
Venerdì 11 Luglio 2003, 9:26
Cdl: Fini, Si Puo' e Si Deve Andare Avanti Senza La Lega
(AGI) - Roma, 11 lug - "Se Bossi dovesse decidere di rompere, ha ragione Follini: nessuno dovra' rincorrerlo. Si puo' e si deve andare avanti senza la Lega. E' una prospettiva che non auspico ma che certo non temo". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, in una intervista al Corriere della Sera. Per Fini Bossi comunque non rompera'. "Non credo che Bossi voglia uscire - dice il vicepremier - ha fiuto politico, sa che la devoluzione e' a portata di mano e non la otterrebbe mai al di fuori della Cdl". Sulla situazione politica Fini commenta: "E' il momento piu' difficile per il Governo e dunque anche per me".
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Citazione:
In origine postato da brunik
E' un pendolo.
Se è contento Bossi, è scontento Fini.
Se è contento Fini, Bossi gli sfascia la cabina di regia così torna scontento.
Berlusca riesce ad accontentarne uno alla volta, nella grande sit-com della "Quadra Fenice".
Qua per esempio Fini mi sembra che abbia ancora il musone. Berlusca ha preferito ancora una volta il Bossi, lui è rimasto lì come un pirla senza la sua cabina di regia che erano mesi che la chiedeva.
In pratica gli hanno detto che non conta niente, sai come sarà contento del Berlusca.
Quest'anno alla finanziaria ci sarà da sghignazzare, altro che l'anno scorso.
Giovedì 10 Luglio 2003, 21:05
Governo: Fini a Premier, Problema e' Il Peso Della Lega In Cdl
Di (Rao/Pn/Adnkronos)
FUMATA GRIGIA. FACCIA A FACCIA 'FREDDO' E 'INTERLOCUTORIO' Roma, 10 lug. - (Adnkronos) - E' il ''rapporto'' tra la Lega Nord e il resto della Cdl, nonche' il ''peso politico'' del Carroccio nel governo il problema che Gianfranco Fini -apprende l'ADNKRONOS- ha posto nell'incontro avuto oggi a palazzo Chigi con Silvio Berlusconi
Infattiil problema è tutto lì.
La cabina di regia serviva (per chi non se ne è ancora accorto) a far passare in finanziaria un bel pò di vaccate a favore della terronia.Tutti provvedimenti che nella sostanza non incideranno un cazzo nell'economia e nello sviluppo del sud ma incideranno nello sviluppo dei voti di AN :D
Poi diciamoci la verità , Fini che è un emerito asino in economia mi mette un pò in imbarazzo a coordinare il Tremonti o a commissariarlo :D
Quijndi la cabina di regia che è un emerita pirlata degna della prima repubblica di cui Fini è un figlio autorevole, serviva sostanziamente a dare la giusta priorità :D alle leggi in materia economica.
Quindi se devono fare un DPEF per accontentare gli amici di Mastella lo facciano pure con loro, il Tremonti un bel provvedimentello per le aree depresse e colpite dal terremoto dell'Irpinia di 270 anni fa se insistono un pò magari glielo fa
:D
Anzi neanche.Togono Tremonti e ci mettono Baldassarri, così non c'è bisogno neanche di insistere molto
:D
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Citazione:
In origine postato da LosVonRom
Infattiil problema è tutto lì.
La cabina di regia serviva (per chi non se ne è ancora accorto) a far passare in finanziaria un bel pò di vaccate a favore della terronia.Tutti provvedimenti che nella sostanza non incideranno un cazzo nell'economia e nello sviluppo del sud ma incideranno nello sviluppo dei voti di AN :D
Poi diciamoci la verità , Fini che è un emerito asino in economia mi mette un pò in imbarazzo a coordinare il Tremonti o a commissariarlo :D
Quijndi la cabina di regia che è un emerita pirlata degna della prima repubblica di cui Fini è un figlio autorevole, serviva sostanziamente a dare la giusta priorità :D alle leggi in materia economica.
Quindi se devono fare un DPEF per accontentare gli amici di Mastella lo facciano pure con loro, il Tremonti un bel provvedimentello per le aree depresse e colpite dal terremoto dell'Irpinia di 270 anni fa se insistono un pò magari glielo fa
:D
Anzi neanche.Togono Tremonti e ci mettono Baldassarri, così non c'è bisogno neanche di insistere molto
:D
Diciamo che la torta si fa sempre più piccola e qualcuno rischia di rimanere senza la sua fettina.
Urge un governo tecnico, quest'accozzaglia qua di maneggioni non puo' portarci alla rovina.
Siamo all'11 luglio e non hanno ancora la minima idea di cosa fare per tirarci fuori.
E il termine per il DPEF sarebbe il 15 luglio, e a settembre bisogna preparare la finanziaria....
Venerdì 11 Luglio 2003, 10:15
Dpef: fonti Governo, c'e' impasse sulla manovra
Di Radiocor
Radiocor - Roma, 11 lug - "C'e' da fare una manovra: alcuni non vogliono che siano toccate le pensioni, altri il Sud e quindi c'e' un'impasse". Cosi' un'autorevole fonte di Governo fotografa la situazione attuale alla luce delle difficolta' della maggioranza a trovare un accordo sul Dpef
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dal quotidiano di Torino
" La Stampa del 11/07/2003
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Al lavoro la diplomazia del presidente del consiglio «per riportare la serenità nella maggioranza»
Venti di crisi, Berlusconi cerca una via d'uscita
Difficili colloqui con An e centristi, più positiva la telefonata con Bossi
Ugo Magri
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Silvio Berlusconi è sicuro che nella sua maggioranza "alla fine prevarranno responsabilità e saggezza". Alla fine: come ammettere che ancora non ci siamo. Per il momento, la Casa delle libertà è percorsa da venti che il premier considera di vera follia. "Sta lavorando", spiega in una nota ufficiale il portavoce Paolo Bonaiuti, "per riportare la serenità...": anche qui se ne deduce, senza bisogno di esercitare la fantasia, che i nervi degli alleati restano piuttosto tesi. In special modo quelli di Gianfranco Fini, col quale il Cavaliere ha avuto nel pomeriggio un colloquio breve ma, come usa dire, intenso.
Più lunga, articolata e ricca di sfumature la conversazione con Marco Follini, segretario dell'Udc. Però non risulta che abbia dato frutti migliori. Cosicché a sera, quando Berlusconi s'è recato a una cena di ambasciatori a Palazzo Farnese, l'unico motivo di consolazione è stata la telefonata con Umberto Bossi: già il fatto che i due si siano parlati rappresenta un piccolo passo avanti (del leader leghista la sera prima Palazzo Chigi aveva quasi perso le tracce). Bossi ha pure rilasciato una dichiarazione distensiva: "Se arriva il rinnovamento del programma, la macchina riparte. Ma, sia chiaro, un rinnovamento da fare e non solo da dichiarare".
Ciò che Bossi si aspetta da Berlusconi è una data certa per la devolution. Il relativo disegno di legge è già passato da Camera e Senato, ma trattandosi di riforma costituzionale sono richieste altre due votazioni. I centristi dicono di averne abbastanza, "la devolution confluisca in un progetto più generale di riforma della Costituzione" ancora tutto da scrivere. La Lega insiste invece per una terza e quarta lettura senza attendere la Grande Riforma. Berlusconi ieri ha spezzato una lancia in favore di Bossi tentando di ammorbidire Follini. Però si è accorto di rivolgersi a un muro. Gli è stato risposto che la Lega non può dettare condizioni. Anzi, deve abbassare rapidamente la cresta, sennò l'Udc si riterrà svincolato dai patti, non solo sulla devolution ma anche (argomento su cui il Cavaliere si presume sensibile) sulla legge Gasparri per l'emittenza tivù.
Viene escluso che Berlusconi sia sceso con Fini in così tanti dettagli: l'incontro è durato assai poco, il clima non era quello giusto. Il premier s'è preoccupato semmai di smorzare la grandissima irritazione del suo vice, che gli contesta l'attenzione molto speciale non solo per Bossi (il "complesso del figliol prodigo"), ma pure per il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (ricevuto la sera prima a Palazzo Chigi sebbene le sue anticipazioni del Dpef avessero provocato la rinuncia di Fini alla Cabina di regìa). Anche dal leader di An, e con toni perentori, Berlusconi s'è sentito rivolgere un ultimatum: basta coccolare la Lega, è ora di rimetterla in riga.
Insomma, se il premier sperava di poter dire a Bossi che "non ci sono problemi, sulla devolution è tutto okey", la lieta novella è quantomeno rinviata. D'altra parte si capisce che la Lega subordina il proprio atteggiamento a risposte molto impegnative da parte del premier. Basta ascoltare cosa prevede il ministro del Lavoro, Roberto Maroni: "Berlusconi riprenderà il ruolo di leadership, indicando quali sono i punti dell'agenda del semestre italiano da qui a dicembre, con tempi e priorità precise... Su questa agenda la maggioranza si ricompatterà... Ha avuto una febbri-ciattola fastidiosa, ma il presidente del Consiglio è un dottore in grado di curarla, lui conosce bene la medicina...".
Sull'umore del premier in queste ore si ascoltano opposte versioni. Qualcuno lo racconta determinatissimo e caricato a mille: "Basta teatrini che ci danneggiano agli occhi del paese, gli accordi sono quelli firmati e non si cambiano di una virgola!". Altri invece lo descrive prudente e diplomatico, paziente e riflessivo. C'è chi lo vuole convinto di avere il coltello dalla parte del manico, "perché senza di me quelli non vanno da nessuna parte", e chi assicura che Berlusconi è molto attento ai giochi di Palazzo, in particolare ai movimenti degli ex-Dc. E' possibile che diversi stati d'animo si alternino, se è vero che il socialista Gianni De Michelis ha giurato ai cronisti di averlo trovato "molto sereno", ma poi ha confidato a Bobo Craxi che Berlusconi gli era parso "incazzato nero". "
Cordiali saluti
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dal quotidiano liberaldemocratico IL GIORNALE...
" il Giornale del 11/07/2003
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Casa delle Libertà tra incontri e scontri
Alla Camera passa l'indultino. Berlusconi discute coi vertici di An, Lega e Udc
Massimo Malpica
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É il "day after", quello degli incontri al vertice, delle telefonate di mediazione, dei tentativi di sanare una rottura dolorosa ed eclatante. Berlusconi non lascia più "sfogare i ragazzi" e cerca di riprendere il bastone del comando. Alla fine di un'altra giornata calda, però, qualche segnale lascia pensare che la situazione stia avviandosi a una soluzione. Ore 9,20. La giornata comincia con un blitz alla Camera che segna un duro colpo all'ostruzionismo del Carroccio sull'indultino. Mentre gli scranni della Lega sono ancora vuoti, a inizio seduta, viene votato per alzata di mano il primo emendamento all'articolo 6 dell'indultino, e viene di fatto preclusa ai deputati di Bossi la possibilità di intervenire su gran parte degli emendamenti. La regia del colpo spetta ai Ds, ma il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Alessandro Cè, si scaglia contro Casini, accusato di non essere "super partes" e di aver voluto "far passare l'indultino, chissà per quale accordo fra la sinistra, parte della destra e lei".
Ore 9,22. I primi commenti di giornata arrivano via etere, dai microfoni di "Radio anch'io". Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia, fa il pompiere e invita a "raffreddare gli animi" per arrivare a "perfezionare la verifica". Ore 9,50. Dagli stessi microfoni il coordinatore della segreteria Ds Vannino Chiti ribatte: "C'è crisi, Berlusconi riferisca in Parlamento". Bondi abbozza una controreplica: "In questo momento non è necessario che il premier riferisca alle Camere".
Ore 10,30. Tocca a Ignazio La Russa: si dice ottimista e parla di un semplice "momento di appannamento", ma poi mette in guardia dal rischio "di minimizzare questa situazione e di mettere la sabbia sotto il tappeto". Anche per An, spiega La Russa, il patto elettorale "firmato prima dell'11 settembre, delle guerre e quando l'economia era quella delle vacche grasse" va riscritto con "una maggiore collegialità". Ore 10,45. Urso dice cose turche da Istanbul: "In questo momento sono felice di non essere a Roma, lì c'è un po' di confusione". Ore 10,58. Carlo Giovanardi indossa la tuta del pompiere: prima spegne l'ipotesi di Casini premier ("è fuori dalla realtà"), poi distribuisce caramelle alla Lega ricordando "le tante cose buone" fatte dal "mio amico Bossi". Ore 11,10. Tra tanti pompieri, suona caustico il commento di Bobo Craxi sui fuochi della Cdl. "Si comincia con la cabina di regia - osserva il portavoce del Nuovo Psi - e si finisce con la "gabina" elettorale". Ore 11,47. È la volta degli industriali. Il leader di Confindustria Antonio D'Amato parla di un governo "che si incaglia nella sua stessa maggioranza" e di un "profondo livello di immaturità del ceto politico italiano". Ore 11,55. Francesco Storace torna "epurator" e soffia sul fuoco: "Il gioco al rialzo di Bossi sta diventando una barzelletta, sbaglia chi sottovaluta la situazione". Ore 12,07. Rocco Buttiglione veste i panni del filosofo democristiano e dice sì al "Patto firmato da tutti" richiesto da Bossi. "Quelli firmati solo da qualcuno - aggiunge sornione il ministro - evidentemente non funzionano". Chiusura mistica: i tempi della verifica? "Sono nelle mani di Dio". Ore 12,50. Maroni da Varese rivela di aver parlato al telefono con Berlusconi e dà il quadro clinico della Cdl in preda a una "febbriciattola fastidiosa, ma che non mette a repentaglio la salute della coalizione che Berlusconi è in grado di curare".
Ore 13. L'Ulivo al Senato e alla Camera torna ad alimentare le polemiche sul caso Schroder e, con due mozioni analoghe, chiede la revoca del sottosegretario Stefani.
Ore 13,30. Si ritorna via etere. Il forzista Gaetano Pecorella da Radio Radicale invita i vertici "a valutare se è più utile questo continuo logorarsi o se ci sono soluzioni alternative".
Ore 13,35. A Montecitorio si sfiora la rissa dopo un acceso botta e risposta sull'indultino tra il relatore Buemi e la leghista Carolina Lussana, che accusa: "Senza il nostro controllo, nell'indultino sarebbero rientrati anche pedofili e stupratori". "Menzogne", replica Buemi, che viene raggiunto da due deputati del Carroccio. Intervengono i commessi. Seduta sospesa.
Ore 14,15. Dopo Maroni, anche il leghista Calderoli lancia segnali tranquillizzanti: "Ci sono delle difficoltà - ammette il coordinatore della segreteria del Carroccio - ma stiamo lavorando per risolvere tutto".
Ore 14,30. Il ministro della Funzione pubblica Mazzella comunica il rinvio dell'incontro con i sindacati per il rinnovo del contratto sul pubblico impiego. Ore 15. Mazzella "ha voluto evitare di fare una brutta figura". I sindacati insorgono. Ore 16,03. Al Senato passa il decreto "Milleproroghe".
Ore 16,10. Si passa dalle parole ai fatti. Inizia l'incontro a Palazzo Chigi tra Fini e Berlusconi. Il leader di An chiede di ridimensionare il ruolo della Lega. Ore 16,28. Giorgetti mette in dubbio la diagnosi fatta da Maroni: "Bossi aspetta due risposte, solo dopo che le avrà avute capiremo se la malattia è grave". Ore 17. Mastella spazza via le ipotesi di un salto dell'Udeur nella Cdl al posto del Carroccio. "La Lega resta dov'è, e l'Udeur anche", taglia corto.
Ore 17,33. Rutelli fa un sogno e si concede una battuta con i giornalisti davanti a Palazzo Chigi: "Manca ancora qualche mese prima che noi torniamo qui". Ore 17,35. Il leader dell'Udc Follini, in un'intervista a Vespa per Panorama, avverte il Carroccio: "La Lega non è un'alleata a statuto speciale".
Ore 17,38. Alla Camera si chiude uno dei campi di battaglia più caldi del giorno. Col voto contrario di Lega e An passa l'indultino, e prima del voto i toni polemici sono molto scemati. Ore 17,57. Follini va da Berlusconi a Palazzo Chigi. Il leader dell'Udc chiede di ridimensionare il ruolo della Lega. Ore 19,05. Segnali di distensione dall'Udc. I1 sottosegretario alla Difesa, Francesco Bosi, smentisce che la fibrillazione sia il sintomo di una crisi: "Stanno arrivando al pettine nodi importanti di politica economica e istituzionale - spiega - temi sui quali si deve trovare una intesa salda affinché non si abbiano a ripetere, cammin facendo, situazioni di incertezza".
Ore 19,26. Berlusconi lascia Palazzo Chigi dopo aver incontrato Fini e Follini. "Sta lavorando per riportare la serenità, sicuro che alla fine prevarranno responsabilità e ragionevolezza", commenta il portavoce del premier Paolo Bonaiuti. I leader di An e Udc avrebbero puntato i piedi contro le intemperanze della Lega, ribadendo la necessità che la linea del governo sia dettata da criteri di collegialità.
Ore 19,40. Salta fuori una telefonata chiarificatrice tra il Cavaliere e il leader del Carroccio. Berlusconi e Bossi avrebbero parlato nel primo pomeriggio, e il leader della Lega sarebbe rimasto soddisfatto degli impegni presi riguardo all'approvazione della devolution in tempi certi e all'accantonamento della questione pensioni. Ore 20,06. Renato Schifani replica a Rutelli: "Entrerà a Palazzo Chigi solo se invitato da Berlusconi, magari come esponente dell'opposizione, per un ricevimento".
Ore 20,38. Oliviero Diliberto alza il tiro. "Siamo pronti alle elezioni anticipate, anche nel 2004 il nostro candidato sarebbe Romano Prodi", sostiene il leader dei Comunisti italiani.
Ore 20,45. I1 ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, si dice ottimista. Dopo gli incontri e le telefonate del premier per lui la crisi sta rientrando: "Adesso ci sono incontri riservati ai leader di coalizione, poi ci saranno incontri successivi. Penso che per l'inizio della prossima settimana dovrebbe essere tutto risolto con un vertice conclusivo". Un vertice tira l'altro. E oggi la verifica continua in Consiglio dei ministri. "
Saluti liberali