medioriente


Giovedì, 10 Luglio 2003 23:17








Iraq, due soldati Usa uccisi: attacco rivendicato


Ancora agguati la scorsa notte in quattro diverse città. Due militari perdono la vita, un terzo rimane ferito. Ma il generale Tommy Franks dice: "Ritiramo i nostri dal paese, non ce n'è più bisogno".


BAGHDAD - Per il generale Tommy Franks non c'è più bisogno di truppe Usa in Iraq, il Paese insomma sarebbe in grado di camminare con le proprie gambe o con l'aiuto di una forza internazionale di pace. Un'affermazione smentita dai continui attacchi contro i militari americani. Ieri un nuovo bollettino di guerra. Due soldati Usa sono stati uccisi, la notte scorsa, in due diversi attacchi. Un terzo soldato è rimasto ferito.La guerriglia irachena si è scatenata in quattro diverse città con mortai e lancia granate. Nel mirino le città di Ramadi, Tikrit, Balad e Falluja. In un primo momento il bilancio sembrava più grave, tre morti e un ferito, poi la rettifica da parte del Comando centrale Usa.

Un militare è morto in seguito ad un assalto al suo vicino ad Al mahmudiyah, 40 chilometri a sud di baghdad. Poche ore dopo - secondo quanto riferisce il Centcom - alcuni iracheni hanno esploso granate contro un convoglio di militari americani a nordo della capitale irachena. Per la prima volta dopo tre mesi dal 9 aprile, giorno della presa di Bagdad, un gruppo mai sentito ha rivendicato gli attacchi mentre volantini che innegiiavano alla guerra santa sono stati distrbuiti all'interno di una moschea.

Ma il generale Tommy Franks, che fino a lunedì scorso comandava la campagna "Libertà per l'Iraq", è molto ottimista. Ieri ha ribadito di non credere che ci vogliano più truppe in Iraq, nonostante i continui attacchi cui le forze d'occupazione sono sottoposte. Per il generale è difficile prevedere il livello che la violenza potrà raggiungere nel paese mediorientale ma ha aggiunto che le truppe sono addestrate contro le insidie degli agguati e che stanno facendo "un eccellente lavoro". L'Amministrazione americana resta favorevole a che rinforzi arrivino dal maggior numero di Paesi possibile: alleati e partners dovrebbero contribuire alla forza di stabilizzazione internazionale dell'Iraq, cui l'Italia già partecipa.

(10 LUGLIO 2003; ORE 11:10; aggiornato alle 20:40)

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