Domenica 13 Luglio 2003
Dopo l’iniziativa dei «repubblichini»
Eccidio, serve chiarezza Un «confronto sereno» in un convegno di studi
di Mauro Sartori
Un convegno a 360 gradi sull’eccidio per evitare che in futuro vi siano situazioni di scontro politico in piazza, come quelle avvenute domenica e il 7 luglio dell’anno scorso. La notizia non è ancora confermata. Sarebbe questo uno dei motivi per cui l’altro giorno, al contrario della medesima occasione nel 2002, i movimenti politici di centro-sinistra che governano la città, non hanno partecipato attivamente alla contro-manifestazione di piazza Almerigo Da Schio.
Hanno sì aderito al manifesto colorato in cui si inneggiava a valori come la libertà, la pace e la democrazia, ma domenica mattina, tranne qualche presenza defilata e comunque non ufficiale, la replica della sinistra è stata tutta sulle spalle dei rifondatori e delle associazioni che si sono aggregate.
Il motivo di questa apparente separazione in casa c’è, e sta nella svolta, sembra capitanata dai Ds, decisi una volta per tutte ad un confronto sereno ma soprattutto approfondito sul momento storico che portò alla strage del 7 luglio 1945 nelle carceri mandamentali di via Baratto.
Si parla dunque di un convegno a livello internazionale che consenta, se non di far luce completa, almeno di chiarire molte idee sui funesti episodi e sulle cause scatenanti. Un passo importante verso la pacificazione richiesta dai familiari delle 54 vittime, almeno sulla carta. Basterà a bloccare l’eventuale terza edizione della commemorazione repubblichina?
«La commemorazione fa parte del calendario ufficiale dell’Unione Nazionale Combattenti Repubblica Sociale Italiana - spiega Alex Cioni. - Se fossero tuttavia le istituzioni scledensi a voler affrontare il ricordo in modo dignitoso nei confronti sia dei morti ma anche dei familiari stessi, noi per primi ci accoderemmo alla cerimonia. Il corteo di domenica è una forzatura necessaria per avere una visibilità altrimenti impossibile da raggiungere, come d’altronde è stato sottolineato da alcuni componenti del comitato dei parenti. Noi vogliamo che dell’Eccidio se ne parli, e lo si affronti con equilibrio e rispetto delle numerose vittime».
In merito ai possibili sviluppi giudiziari, Cioni ammette di non avere timori: «Non è stato commesso alcun reato. La nostra è stata solo un’azione di memoria, per non dimenticare, come stava scritto nello striscione che apriva il corteo. La Magistratura è giusto che faccia il suo lavoro, ma credo che l’apertura di un’inchiesta, in questo caso, sia una prassi».
Rammentando le parole del sindaco Giuseppe Berlato Sella che bocciava lo scontro di piazza a favore piuttosto di un approfondimento storico e non ancora spentasi l’eco del proclama del rifondatore Gianmarco Anzolin in "piazza del bao" si arriva a dare maggiore corpo all’ipotesi del convegno. Un accordo in tal senso trova motivazioni anche politiche, data per probabile l’alleanza fra centro - sinistra e Rifondazione alle prossime amministrative.




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