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    Predefinito progetti: via francigena

    Vannino Chiti

    Alla fine del secondo millennio, alla vigilia dell'ingresso nel terzo, la Toscana è oggi impegnata in una sorta di ritorno alle origini, per rintracciare nell'età medievale le radici di una storia segnata nel codice genetico delle sue popolazioni, che tuttora ci parla attraverso segni più o meno noti, raramente conosciuti. Si parla molto, da alcuni anni, della Via Francigena. Se ne parla per rievocare antichi cammini, viaggi in paesaggi remoti, incontri tra popoli diversi, pellegrinaggi, crociate, migrazioni. Credo che questo bisogno di ridefinire la propria identità a partire dalle sue esperienze costitutive, dalle sue radici più antiche, nazionali ed europee, abbia un grande significato. Si ricercano nella storia i percorsi delle civiltà, delle culture, della conoscenza. E' significativo che ciò avvenga alla fine di un millennio: rappresenta una sorta di bilancio critico che nello stesso tempo proietta nel futuro tradizioni, saperi, concezioni del mondo.

    In Toscana "Francigena" significa Medioevo: è a partire dal complesso sistema viario, economico e culturale della Via Francigena che i nostri territori si sono strutturati, assumendo forme e configurazioni che continuano a parlarci di quei tempi antichi, così presenti nel nostro immaginario.

    Con la pubblicazione dello studio di fattibilità, il progetto regionale dedicato al Medioevo in Toscana, "riletto" a partire dal sistema della Via Francigena, entra nella sua fase propriamente operativa. Lo studio di fattibilità, risultato di precise indagini scientifiche che hanno tenuto conto delle ricerche e delle conoscenze acquisite nei più diversi settori, permette ora di sviluppare il lavoro di progettazione sia in direzione di un organico e unitario progetto di recupero e valorizzazione delle emergenze storiche e monumentali e della loro piena fruizione pubblica, sia in direzione di programmi culturali che propongano alla società toscana e al turismo nazionale e internazionale la ricchezza straordinaria di una fase fondamentale della storia della Toscana.

    Il progetto regionale, costruito secondo il metodo della progettazione "dal basso", con un ampio coinvolgimento delle competenze scientifiche e amministrative, dei Comuni, delle Province, delle Soprintendenze, delle Diocesi, delle Università e degli Istituti culturali, è per la Regione Toscana un progetto strategico di lungo periodo: avviato nel 1995, è destinato a svilupparsi ben oltre l'anno 2000, nei primi anni nel terzo millennio. Su questo terreno la società toscana sta manifestando una sensibilità particolare: si vanno moltiplicando le iniziative locali, dai convegni di studio alle mostre, alle pubblicazioni, alle attività di ricerca. Il ricco calendario delle iniziative del 1996 ne è stato una dimostrazione eloquente. Il progetto regionale costituirà quel quadro coerente e unitario che valorizzerà le singole iniziative, e soprattutto presenterà all'Unione Europea un disegno rigoroso e convincente. Il nostro obiettivo principale è infatti la presentazione in sede comunitaria, entro il 1998, di un organico progetto strutturale sul quale mobilitare risorse consistenti. Lo stesso ricco programma di iniziative attuato nel corso di quest'anno ha avuto non solo il significato della moltiplicazione di mostre, convegni, interventi teatrali e musicali "lungo l'itinerario della Via Francigena" e sui percorsi storici e culturali della Toscana medievale, per animarli e farli rivivere, ma anche la funzione di concentrare attenzioni e volontà di tanti soggetti istituzionali sull'obiettivo principale: il progetto comunitario. Lo sviluppo di grandi processi di produzione culturale e la creazione di flussi turistici mirati, sul tema della Toscana medievale, favorirà a nostro avviso l'incontro tra il progetto regionale e l'Unione Europea. E del resto la nostra Regione sta già svolgendo un ruolo attivo proprio in sede comunitaria, perché il progetto toscano siaconcretamente inserito nella sua dimensione europea.

    Il progetto si sviluppa dunque in due fasi: fino al 1998, essenzialmente attraverso il coordinamento delle risorse regionali, provinciali e comunali, l'itinerario culturale della "Toscana nel Medioevo" a partire dal sistema della Via Francigena rivivrà attraverso manifestazioni culturali, iniziative di ricerca e interventi di recupero strutturale di edifici monumentali; dal 1998, grazie a investimenti comunitari sul progetto complessivo, inizieranno gli interventi sistematici su monumenti, siti e territori, secondo piani annuali che prevederanno precise priorità; in questa seconda fase sarà possibile avviare nuovi processi di sviluppo economico, in particolare nei settori della formazione professionale e delle attività produttive.

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  2. #2
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    Marialina Marcucci

    Il progetto regionale "La Toscana nel Medioevo. La Via Francigena" attraversa oggi una fase molto importante della sua elaborazione: lo studio di fattibilità che viene pubblicato consolida infatti le conoscenze acquisite, e permette alcune prime interconnessioni tra il progetto culturale, con la sua base indispensabile di rigore scientifico, e le numerose direzioni in cui già si sta sviluppando: dal turismo alle attività produttive, dall'ambiente alla multimedialità. Ci è sembrato necessario strutturare il "prodotto" innanzitutto nelle sue componenti scientifiche e culturali, e oggi possiamo ritenere di essere in possesso di questa condizione fondamentale per avviare un progetto strategico di grande complessità sul quale mobilitare risorse dell'Unione Europea.

    Ma c'è un altro aspetto, di metodo, che mi preme sottolineare. Il progetto vuole essere innovativo proprio sul terreno della progettazione; il suo modello organizzativo ci parla infatti di "reti", "progettazione dal basso", "coinvolgimento pieno delle realtà amministrative e delle competenze scientifiche", "coordinamento delle diversità" che caratterizzano i territori della Toscana. Dopo averlo sperimentato con i progetti regionali Pontormo e Rosso. La Maniera moderna in Toscana e Savonarola e la Toscana, questo metodo è oggi applicato a un disegno di grande complessità (si pensi soltanto che coinvolge più di 140 Comuni). Ma si tratta di un metodo ormai in gran parte condiviso sia dalle situazioni "forti" che dalle situazioni più "deboli", dalla Toscana "maggiore" e dalla Toscana "minore", dagli studiosi locali e dalle grandi istituzioni culturali. Il lavoro "in rete", il confronto aperto tra impostazioni culturali assai diverse, la competizione tra i Comuni e le Province nella realizzazione di iniziative di ogni genere, fanno parte di un unico "campo progettuale" che vede l'intero territorio toscano straordinariamente interessato e coinvolto.

    Il programma delle iniziative del 1996 è stata una chiara testimonianza del coinvolgimento della Toscana, tutta, sui temi del Medioevo e della Via Francigena: mostre, convegni di studio, pubblicazioni, mentre sono iniziate alcune operazioni culturali di grande rilievo come il programma di musica antica "Il diavolo e l'acqua santa" e il programma teatrale "La piazza e il sagrato". Dietro il moltiplicarsi delle iniziative nella loro identità e diversità c'è tuttavia una logica unitaria: il senso di partecipare a un grande momento collettivo di riappropriazione del passato per rivisitarlo, rileggerlo, riannodare percorsi interrotti sul piano della conoscenza ma ancora suggestivi e operanti nella nostra sensibilità.

    Questo progetto si sta sviluppando con tanta partecipazione perché costituisce, alla fine del millennio, una sorta di bilancio della nostra storia. Lo ricorda il presidente Chiti: forse, nella nostra sensibilità, c'è bisogno di ridefinire identità e patrimoni. Certamente tutti siamo sempre più consapevoli della centralità della cultura, della consapevolezza, del sapere, in un momento storico che richiede più che mai consistenza e responsabilità. Il viaggio attraverso lo spazio e il tempo del Medioevo in Toscana, sulle tracce della Via Francigena, può costituire una grande occasione di sviluppo culturale, economico, civile.

  3. #3
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    Paolo Giannarelli

    Il programma di governo di "Toscana democratica" prevede uno strettissimo rapporto tra turismo e cultura. E' in questo contesto che è stata avviata da subito una fase di programmazione di interventi finalizzati a creare le condizioni per valorizzare anche quelle aree e quelle risorse di carattere ambientale e culturale che, pur avendo una forte vocazione turistica, non sono state fino ad oggi sufficientemente sfruttate.

    La Toscana è già al centro dell'attenzione, nel mondo, per la sua offerta di turismo d'arte, anche se si è prevalentemente caratterizzata come "culla del Rinascimento". Siamo invece convinti che "allargare" la base di offerta voglia dire puntare su ulteriori periodi, non meno fortunati, e sulle relative risorse e testimonianze.

    Il Medioevo, ad esempio, ha lasciato "segni" di grandissimo rilievo (anche rispetto al paesaggio) che non sono stati adeguatamente compresi e valorizzati.

    In questo contesto la Via Francigena rappresenta un ottimo strumento per rivalutare queste risorse.

    Il suo tracciato sembra fatto apposta per andare a toccare proprio quelle aree che hanno beneficiato meno degli effetti positivi che il turismo culturale di qualità può produrre.

    Per questi motivi, nel quadro del programma a medio termine che si è dato la Giunta regionale, la Via Francigena rappresenta una tra le più importanti novità.

    Già nel novembre dello scorso anno, a San Miniato, le rappresentanze dei principali soggetti pubblici e privati, in occasione di uno specifico seminario, hanno concordato un primo modello di organizzazione che, coinvolgendo il territorio, permetterà di realizzare, nei prossimi anni, una serie di interventi che torneranno utilissimi anche per cogliere le grandi opportunità che il Giubileo offrirà in termini di immagine e di flussi turistici. Arrivare preparati a questo appuntamento consentirà anche di limitare quello che potremmo definire l'impatto turistico che prevedibilmente interesserà le località più note e i conseguenti rischi di congestione.

    Ecco in sintesi alcuni obiettivi di carattere generale che con il sistema di progetti ci proponiamo:

    • creare un modello organizzativo e partecipato per la definizione e attuazione di politiche di sviluppo del turismo culturale;

    • costituire un'offerta turistica integrata, duratura, per valorizzare le risorse culturali e ambientali;

    • testare la validità di questa "nuova" offerta turistica in previsione del Giubileo;

    • creare le condizioni per l'espansione dell'offerta oltre il duemila.

    Si tratta dunque di un sistema integrato di progetti che coinvolgerà, oltre ai settori del turismo e della cultura, anche la viabilità e i trasporti, l'ambiente, l'agricoltura, la formazione professionale, ed altri ancora.

    Il programma si articolerà in otto grandi filoni:

    ¨ recupero e valorizzazione delle emergenze culturali e ambientali

    ¨ infrastrutture di collegamento, accessibilità e arredo urbano

    ¨ qualificazione dell'offerta ricettiva

    ¨ qualificazione dei servizi all'utenza (in primo luogo l'accoglienza) e alle imprese

    ¨ promozione culturale locale

    ¨ promozione e commercializzazione

    ¨ creazione di grandi eventi di forte richiamo

    ¨ formazione professionale.

    Ci aspetta un impegnativo lavoro che faremo insieme con gli Enti locali, le Soprintendenze, le autorità ecclesiastiche, l'Università, il mondo delle imprese che ci auguriamo possa consentire di cogliere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Le premesse sembrano esserci tutte.

 

 

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