IL PERCORSO PROGETTUALE

I criteri del progetto di fattibilità

Il progetto di fattibilità "La Toscana nel Medioevo. LA VIA FRANCIGENA" risponde ai seguenti criteri:


1. è un progetto-quadro la cui metodologia d'indagine e di struttura si riferisce all'intero sistema della Toscana medievale. Gli obiettivi e le azioni indicate sono estendibili all'intero territorio regionale coinvolto dal progetto;

2. il progetto-quadro è strutturato in modo da realizzarsi in fasi successive. La prima fase (1997-1998) prevede prioritariamente iniziative di valorizzazione e promozione del sistema della Via Francigena storica attraverso l'avvio di un primo intervento di segnaletica didattico-culturale, di itinerari tematici, di una rete telematica di comunicazione informazione. Contemporaneamente nell'intero sistema della Via Francigena si svilupperanno programmi di ricerca e manifestazioni espositive, convegnistiche, teatrali e musicali da attivarsi anche nei territori non direttamente coinvolti.

3. negli anni successivi gli interventi realizzati nei territori direttamente coinvolti dal sistema della Via Francigena (segnaletica, itinerari, rete telematica) verranno estesi all'intero sistema della Toscana medievale. Inizieranno inoltre le azioni strutturali, didattico - formative, turistiche e di sviluppo economico previste dal progetto di fattibilità.



Gli enti coinvolti

Regione Toscana

Province
Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca,Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena

Comuni

Abbadia San Salvatore, Agliana, Altopascio, Anghiari, Arezzo, Asciano, Aulla, Badia Tedalda, Bagno a Ripoli, Bagnone, Barberino Val d'Elsa, Barga, Bibbiena, Bientina, Borgo a Mozzano, Borgo San Lorenzo, Buggiano, Buonconvento, Buti, Calci, Calcinaia, Calenzano, Camaiore, Campi Bisenzio, Camporgiano, Capannori, Capolona, Capraia e Limite, Caprese Michelangelo, Careggine, Carrara, Cascina, Casola in Lunigiana, Casole d'Elsa, Castelfiorentino, Castelfocognano, Castelfranco di Sopra, Castelfranco di Sotto, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Castiglione d'Orcia, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Cetona, Chianciano Terme, Chitignano, Chiusi, Chiusi della Verna, Colle di Val d'Elsa, Comano, Coreglia Antelminelli, Cortona, Empoli, Fabbriche di Vallico, Fiesole, Filattiera, Firenze, Firenzuola, Fivizzano, Forte dei Marmi, Fosciandora, Fosdinovo, Fucecchio, Gallicano, Gambassi Terme, Giuncugnano, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Licciana Nardi, Loro Ciuffenna, Lucca, Marliana, Massa, Massa e Cozzile, Massarosa, Minucciano, Molazzana, Monsummano Terme, Montaione, Montalcino, Montale, Montecarlo, Montecatini Terme, Montelupo Fiorentino, Montemurlo, Montepulciano, Monterchi, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia, Montespertoli, Montignoso, Montopoli in Val d'Arno, Mulazzo, Murlo, Pelago, Pescaglia, Pescia, Piancastagnaio, Pian di Scò, Piazza al Serchio, Pienza, Pietrasanta, Pieve a Nievole, Pieve Fosciana, Pieve Santo Stefano, Pisa, Pistoia, Podenzana, Poggibonsi, Pontassieve, Ponte Buggianese, Pontedera, Pontremoli, Poppi, Porcari, Prato, Radicofani, Rapolano Terme, Reggello, Rignano sull'Arno, Sambuca Pistoiese, San Casciano in Val di Pesa, San Casciano dei Bagni, San Gimignano, San Giovanni d'Asso, San Giuliano Terme, San Miniato, San Piero a Sieve, San Quirico d'Orcia, San Romano, Sansepolcro, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte, Sarteano, Scandicci, Scarperia, Seravezza, Serravalle Pistoiese, Sestino, Sesto Fiorentino, Siena, Signa, Sillano, Sovicille, Stazzema, Subbiano, Tavarnelle Val di Pesa, Terranuova Bracciolini, Trequanda, Tresana, Uzzano, Vaglia, Vagli di Sotto, Vecchiano, Vergemoli, Viareggio, Vicopisano, Villa Basilica, Villa Collemandina, Villafranca in Lunigiana, Vinci, Volterra, Zeri

Soprintendenze

Archeologica della Toscana, BAAAS di Pisa, Lucca, Livorno, Massa-Carrara, BAA di Firenze, Pistoia, Prato, BAS di Firenze, Pistoia, Prato, BAA di Siena e Grosseto, BAS di Siena e Grosseto, BAAAS di Arezzo, Archivistica della Toscana

Università degli Studi

Firenze, Pisa, Siena

Arcidiocesi

Firenze, Lucca, Pisa, Siena

Diocesi

Arezzo, Fiesole, Massa-Carrara e Pontremoli, Montepulciano, Pistoia, Prato, San Miniato

Il Medioevo come fattore di sviluppo.

Il caso della Via Francigena

Tra l'VIII e il XIV secolo la Via Francigena, complesso sistema viario, economico e culturale che collega la penisola italiana ai paesi d'oltralpe, struttura gran parte del territorio toscano; sui suoi percorsi si costruiscono nuove città, si sviluppano processi economici, si diffondono esperienze artistiche, si incontrano culture diverse. Svolgono un ruolo essenziale all'interno del sistema le pievi, primi elementi di organizzazione del territorio, le comunità religiose e le abbazie, veri e propri parchi tecnologici e culturali della società medievale, gli spedali, istituzioni a sostegno del pellegrino, castelli, borghi e città la cui fortuna o decadenza è legata al passaggio della Via Francigena. Da questo itinerario che attraversa la Toscana, intorno all'anno 1000 si forma una nuova rete di percorsi che lo collegano alla Spagna e successivamente all'Europa orientale.

L'obiettivo del progetto è quello di rendere pienamente leggibile il sistema della Via Francigena in tutta la sua complessità. In termini di politica culturale ciò significa proporre alla popolazione toscana un'ampia e profonda riflessione su un periodo del proprio passato i cui segni nella strutturazione del territorio e della società sono numerosissimi, talvolta noti, ma raramente conosciuti.

Non vogliamo tuttavia compiere un'operazione di ordine esclusivamente storico-archeologico, anche se il rigore scientifico non potrà non costituire il fondamento certo di qualsiasi iniziativa. La nostra scelta culturale, rispetto al Medioevo in Toscana, è l'incontro tra la nostra sensibilità moderna, il nostro modo di vedere e di sentire, e una fase storica particolarmente intensa del nostro passato. Insomma, far incontrare i luoghi della storia con la contemporaneità in tutte le sue manifestazioni e rappresentazioni. Si tratta di costruire un sistema di relazioni che sia in grado di definire negli anni avvenire un'offerta qualificata e diversificata, resa possibile anche da interventi strutturali e di riorganizzazione territoriale. Per costruire questo sistema è fondamentale che fino dalla fase della progettazione il coinvolgimento del territorio toscano, dei suoi enti locali, delle sue competenze scientifiche, delle sue risorse economiche, produttive e culturali, sia ampio e reale. È nella fase della progettazione che, oltre ad individuare gli obiettivi, i tempi e le modalità organizzative del progetto, si creano le condizioni della sua realizzazione.

Dunque, progettazione partecipata, coordinamento delle competenze scientifiche, tecniche e amministrative, ottimizzazione e coordinamento delle risorse finanziarie. In un quadro organizzativo di questo genere la più piccola iniziativa viene a trovarsi inserita in una programmazione che le garantisce coordinamento d'immagine, servizi di comunicazione, partecipazione a programmi provinciali, interprovinciali e interregionali. In termini di risorse finanziarie, un investimento anche limitato ma coordinato, che istituisce un cartello di enti, permette di realizzare programmi e di attivare consistenti risorse private. Anche la Toscana meno conosciuta sarà così oggetto di importanti iniziative di valorizzazione.

Il percorso della Via Francigena attraversa il territorio toscano interessando con i tracciati principali le Province di Siena, Firenze, Pisa, Lucca e Massa-Carrara, e coinvolge i Comuni situati nelle aree geografiche delle Valli senesi (Paglia, Orcia e Arbia), la Valdelsa, il Valdarno inferiore e superiore, la Lucchesia e la Valdinievole, e a nord la Garfagnana, la Versilia e la Lunigiana. Alcuni centri maggiori quali Massa, Lucca, Pistoia e Siena, svolgono un ruolo storico di poli del sistema della Via Francigena; altri, minori, costituiscono i nodi di una rete diffusa nei vari territori; è il caso di Pontremoli, Aulla, San Pellegrino, Calstelnuovo Garfagnana, Luni, Pietrasanta, Altopascio, Fucecchio, Colle Val d'Elsa, Poggibonsi, San Gimignano, San Miniato, Buonconvento, Montalcino, Pienza, San Quirico d'Orcia, Radicofani, Abbadia San Salvatore; infine, altri centri ancora sono distribuiti sulla rete del sistema. Complessivamente l'itinerario toscano della Francigena coinvolge circa 1500 siti di cui 300 costituiscono le emergenze più significative.

I territori delle Province di Arezzo, Pistoia e Prato sono direttamente interessati dai percorsi di collegamento con i tracciati principali della Via Francigena, e si inseriscono pertanto, con un ruolo attivo, nella più ampia rete della viabilità medievale. I territori delle Province di Grosseto e Livorno potranno sviluppare programmi di iniziative nel quadro del progetto generale di valorizzazione della Toscana nel Medioevo.

Il progetto regionale prevede due fasi: nella prima (1996-1998) saranno realizzati interventi di valorizzazione e promozione delle emergenze fruibili, attivando un primo intervento di segnaletica didattica e programmi di iniziative espositive, musicali, teatrali, convegnistiche, editoriali; già in questa fase potranno essere attivati interventi di recupero e valorizzazione di alcuni siti attualmente non accessibili o fruibili, nonché interventi di qualificazione delle strutture turistico-ricettive e dei servizi al fine di predisporre un sistema integrato di offerta in previsione dell'anno 2000.

Nella seconda fase (1998-2000 e oltre), saranno realizzati interventi di recupero e restauro di siti e manufatti per i quali non è stato possibile intervenire nella prima fase; saranno attivati i servizi necessari alla fruizione del complessivo sistema della Via Francigena, e saranno realizzati eventi culturali di rilievo internazionale.

È soprattutto nella sua seconda fase che il progetto regionale assumerà l'identità di uno strumento strategico per la riorganizzazione dei territori del sistema Francigena, attraverso la promozione di nuovi processi culturali, economici e urbanistici.

Per la realizzazione degli interventi previsti nelle due fasi saranno coinvolti l'Unione Europea e gli organismi culturali internazionali.

I rapporti con l'Unione Europea si stanno strutturando attraverso la Conferenza Permanente delle Regioni d'Europa interessate dai Cammini di Santiago e di Roma che si è costituita nel gennaio 1996 e che, attraverso un proprio Segretariato Generale, di cui fa parte anche la Toscana, persegue l'obiettivo di ottenere, da parte della U.E., uno specifico programma di finanziamenti su progetti interregionali, che a partire dai percorsi, propongano scenari di sviluppo globale. In questo ambito il Consiglio d'Europa che, a differenza dell'Unione Europea, sostiene, tra le proprie attività, interventi connessi all'ampia problematica degli itinerari culturali anche se con scarse risorse, si farà parte attiva, insieme con la Conferenza Permanente, per sostenere di fronte alla U.E. la necessità del programma specifico.

Il Segretariato Generale, nel frattempo, coordina le attività progettuali delle singole regioni d'Europa e le rende coerenti con un quadro generale prefigurato dalla Conferenza Permanente all'interno del quale si ritrovano le seguenti azioni:

1. interventi di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale;

2. interventi per qualificare l'offerta turistico-culturale e ambientale;

3. interventi per valorizzare i prodotti della cultura materiale e della tradizione popolare;

4. interventi nel settore formativo;

5. sistema informativo telematico in grado di sviluppare la cooperazione interregionale attraverso la comunicazione e l'informazione legate al patrimonio culturale comune e sostenere pratiche di pianificazione per l'elaborazione di progetti di sviluppo di interesse comune.

Ciascuna Regione d'Europa, inoltre, ha la possibilità di ricorrere al finanziamento europeo attraverso i programmi comunitari già esistenti (Obiettivo 2, Obiettivo 3, Obiettivo 5b, ed altri più specifici) che permettano interventi finanziari nei settori individuati dalla Conferenza Permanente purché in stretta connessione con il Segretariato per garantirne la coerenza con il quadro generale.

Il programma delle manifestazioni da realizzare nel periodo 1997-1998 nascerà, dunque, dalla struttura di coordinamento che realizzerà il progetto. Il coordinamento coinvolgerà tutte le competenze scientifiche, tecniche e amministrative della società Toscana. Le Province svolgeranno il loro ruolo istituzionale di coordinamento d'area, e la Regione svolgerà il suo ruolo di coordinamento su scala regionale. Ogni Comune in grado di sviluppare iniziative parteciperà alla segreteria organizzativa del progetto. Il coordinamento delle risorse finanziarie degli enti pubblici finalizzato alla realizzazione dei programmi 1997-1998 sarà ratificato da protocolli d'intesa e convenzioni provinciali o d'area.

Il modello organizzativo del progetto

Comitato promotore. Nominato dal presidente della Giunta Regionale, comprende i presidenti delle Province, i sindaci dei Comuni, i soprintendenti ai beni ambientali, archeologici, architettonici, artistici e storici della Toscana, i rettori delle Università, le autorità ecclesiastiche.

Rete delle competenze scientifiche e tecniche. Aperta ai più diversi contributi, ne fanno parte singoli studiosi e comitati scientifici istituiti per realizzare specifiche iniziative. Spazio di confronto collettivo, la rete definisce i contenuti storici, geografici, economici e culturali del progetto. I singoli componenti della rete sono in rapporto diretto con le Province e i Comuni nelle cui iniziative sono coinvolti.

Comitato organizzatore. Costituito dagli assessori alla cultura e al turismo della Regione, delle dieci Province e dei circa 140 Comuni coinvolti nel progetto, è presieduto dal presidente della Giunta Regionale; definisce le condizioni politiche, finanziarie e organizzative dell'attuazione del progetto.

Rete delle segreterie organizzative. Espressione del comitato organizzatore, è coordinata dalla segreteria regionale. Essa è strutturata secondo i ruoli istituzionali dei rispettivi enti: le segreterie comunali sono l'istanza di riferimento a livello comunale; le segreterie provinciali svolgono un ruolo di coordinamento a livello provinciale e sono l'istanza di riferimento per le segreterie comunali; la segreteria regionale svolge un ruolo di coordinamento delle segreterie provinciali nell'elaborazione del progetto e nella definizione dei programmi di iniziative, garantendo l'unitarietà del progetto complessivo e della sua immagine.

Segreteria regionale, espressione del gruppo di lavoro regionale interdipartimentale, coordina l'intera rete organizzativa e l'elaborazione del progetto complessivo attraverso confronti, verifiche e sintesi progettuali.


Una specificità della Via Francigena: il pellegrinaggio.

La Toscana nell'anno 2000, porta del Giubileo

Nell'anno di transizione tra il secondo e il terzo millennio, segnato dalle celebrazioni romane del Giubileo, anche la Toscana sarà coinvolta da iniziative di particolare rilievo e da flussi turistici straordinari. La scelta della Giunta Regionale è quella di rispondere adeguatamente a una scadenza impegnativa e alle richieste del turismo culturale internazionale valorizzando le risorse culturali, turistiche ed economiche della Toscana, con un'offerta che sia in grado di intercettare i flussi turistici dell'anno 2000 con programmi articolati e di forte attrattiva, capace anche di costituire un'avvincente alternativa alla concentrazione turistica nella capitale.

Ma l'anno 2000 non potrà essere considerato, per la Toscana, una sorta di anno zero. Quell'anno, sicuramente eccezionale, costituirà una tappa all'interno di un percorso in atto: le iniziative legate alle celebrazioni del Giubileo dovranno essere poste in relazione con i vari progetti di valorizzazione della Toscana, e in primo luogo con i progetti regionali dedicati alla Toscana nel Medioevo e ai "luoghi della fede" le cui iniziative costituiranno un primo grande motivo di attrazione culturale e turistica.

Nel 2000 inoltre i turisti che attraverseranno la Toscana in direzione di Roma potranno essere attratti da ulteriori iniziative di rilievo internazionale, secondo un programma coordinato tra Regione, Province, Comuni, Soprintendenze, Diocesi e Arcidiocesi, Università, su un grande tema unificante: l'età del romanico in Toscana.

Di questo programma potranno essere parte integrante, interventi di restauro e manutenzione straordinaria di monumenti e luoghi eventualmente legati alle vie di pellegrinaggio dal Medioevo all'età moderna, da realizzarsi attraverso un preciso programma di sponsorizzazioni ("Toscana 2000"), predisposto fin dal 1996, che preveda l'adozione di singoli monumenti o località da parte di sponsors, secondo un piano unitario coordinato dalla Regione Toscana in stretta collaborazione con le Soprintendenze.

I turisti che attraverseranno la Toscana dovranno infine essere attratti da pacchetti di proposte di soggiorno collegati alle iniziative culturali e che sappiano valorizzare le località della Regione così da determinare anche la più ampia distribuzione dei flussi turistici sul territorio regionale. Si tratta dunque di promuovere e sostenere gli investimenti delle imprese turistiche per migliorare la ricettività e garantire adeguati livelli di qualità dei servizi al turista. Dovranno essere predisposti pacchetti di proposte turistiche, da promuovere adeguatamente sul mercato internazionale. Dovrà essere realizzata una grande campagna di comunicazione per raggiungere i target più diversi, a livello nazionale e soprattutto internazionale. La ricettività dovrà prevedere un'offerta decisamente articolata, capace di coinvolgere pienamente anche le strutture destinate ai giovani (dagli ostelli all'accoglienza in abitazioni private), la rete dell'agriturismo e delle vacanze verdi, i conventi e i monasteri.

La realizzazione del programma complessivo dovrà rendersi possibile reperendo adeguate risorse con il concorso di tutti gli enti interessati. La Regione svolgerà il suo ruolo politico all'interno del coordinamento interregionale per le celebrazioni del Giubileo e a livello europeo con l'obiettivo di attirare sul programma toscano eventuali risorse aggiuntive. Le risorse regionali saranno impiegate prioritariamente negli interventi di adeguamento delle strutture ricettive alla domanda dell'anno 2000, nella realizzazione di eventi di grande rilievo e nella comunicazione della complessiva offerta toscana.

Così le iniziative dell'anno 2000 legate alle celebrazioni del Giubileo verranno a inserirsi - con precisa identità e autonomia - in un panorama toscano già da alcuni anni animato sulle tematiche della Via Francigena nel suo più ampio contesto medievale e sui percorsi dei "luoghi della fede", e i diversi programmi, nella loro specificità, potranno incontrarsi e concorrere alla più ampia valorizzazione dei beni culturali in Toscana.

Il comitato d'onore per la realizzazione del programma, istituito il 15 gennaio 1996 e composto dalla Regione, dai Comuni capoluogo e dalle Università della Toscana, presieduto e coordinato dalla presidenza della Giunta regionale (che presiede anche il comitato promotore del progetto sulla Francigena) provvederà a inserire il programma toscano nel quadro delle iniziative che nell'anno 2000 si andranno sviluppando a livello nazionale e internazionale. In termini operativi, sarà l'Ufficio di Presidenza a svolgere un ruolo di coordinamento, in stretto rapporto con le segreterie regionali dei progetti "Il Medioevo in Toscana. La Via Francigena" e "I luoghi della fede".