Quando si inizia una discussione sui magistrati, i loro limiti e le loro facoltà, si fronteggiano immediatamente i due schieramenti: sinistra contro destra e viceversa e ciò toglie la possibilità di effettuare una discussione serena, obiettiva e, soprattutto, che non sia già sponsorizzata dalle due ali estreme della geografia politica italiana.
Francamente, in base alla mia esperienza, io diffido nel modo più assoluto, dei magistrati, buona parte dei quali è umorale, non è obiettiva, è prevenuta, è arrivista, è condizionabile.
Molti credono di essere "i migliori" e, specie fra i pubblici ministeri, tendono a provarlo ad ogni costo, cercando pure i cavilli più assurdi pur di riuscire a non fare assolvere un imputato o un indiziato che a loro già pare reo.
Non parliamo poi di quando l'indagine si svolge su reati che solleticano l'emotività popolare (spesso anch'essa manipolata, ma questo è un altro discorso) In tal caso divengono forcaioli e spesso lasciano che la polizia si vendichi per proprio conto senza indagare sulle morti avvenute "in conflitti" a fuoco con banditi e delinquenti.
Altre volte la vendetta la promuovono loro, servendosi di mezzi criminosi e di uomini "di legge", costruendo a carico di ignari imputati prove artificiose di altri ulteriori e più gravi reati.
Non faccio esempi per non finire anch'io con armi illegali trovate in casa al momento giusto o altre amenità del genere, ma certo è che da questa gente c'è da aspettarsi di tutto. Come minimo un rinvio a giudizio senza indagini, in base a "prove" non provate che altri hanno fornito.
Tuttavia nel leggere le dichiarazioni dei P.M. Roberto Scarpinato e Antonio Ingroja, di cui riporto uno stralcio, non me la son sentita di dissentire totalmente.
Premessa: “la dimensione politica della mafia e’ genetica e strutturale”
Domanda: “ Se il fenomeno mafioso è espressione sistematica della polis, come può la polis estirpare tale fenomeno senza contraddire se stessa? … se la politica è il nerbo della potenza mafiosa, come può la stessa politica abbattere la potenza mafiosa”?
Sulle prime la risposta lascerebbe perplessi: bisogna farla finita con il” dogma del consenso popolare “Letterale: “non bisogna più prestare fede alle tesi ricorrenti secondo cui la democrazia consiste nella dittatura della maggioranza aritmetica…ci vogliono clausole salvavita, tali da impedire il suicidio della democrazia, che sospendono o relativizzano il dogma del consenso..bisogna sospendere autoritativamente la democrazia elettiva aritmetica al fine di salvare la democrazia sostanziale…
Provocazione? Direi proprio di no. Lucido esame di una decadenza civile e politica verificatosi in Italia, dove il voto popolare vale meno di zero e non c'è nemmeno bisogno di comprarlo, basta offuscare le menti del volgo, illuderli come fa la propaganda televisiva per la maggior parte dei prodotti commerciali più venduti, straripare con la propria presenza accattivante in ogni campo, soprattutto essere straricchi per rivendicare il proprio facile successo, rifinire il tutto con contorno di ragazze tutto-tette e culo, per conquistare tali voti e con essi il potere.
Se tale sistema di elezione dei governanti porta, come in effetti ha fatto, ad eleggere alle massime cariche decisionali e della Repubblica, delinquenti e mafiosi, vuol dire che la democrazia è in pericolo, anzi che è già morta è sepolta.
In tal caso sono d'accordo anch'io che determinate garanzie costituzionali debbano essere "relativizzate", cioè, diciamolo chiaramente, limitate, proprio perché è la patria stessa in pericolo e non si può lasciare che l'indolenza dei cittadini lasci andare tutto allo sfascio.
"Relativizzate" sì, ma non certo affidate alla casta dei magistrati, le cui tendenze poliziesche e militariste, traspaiono chiaramente da queste successive dichiarazioni:
Nella nuova Costituizione europea bisogna pure porre il problema degli interventi politici e istituzionali compreso, come estrema ratio, il commissariamento europeo nei confronti degli Stati membri i cui vertici dovessero risultare in collegamento diretto o indiretto con la criminalità organizzata”.
Dalla "criminalità organizzata" alla criminalità "politica" il passo è breve (Aznar insegna) e, secondo queste brave persone un 'intera nazione dovrebbe essere sacrificata con la perdita della libertà per salvaguardare i meravigliosi destini dell'Unione Europea?
Qui mi pare che la gente stia perdendo il cervello. Se così dev'essere VADE RETRO EUROPA DEGLI STATI FASCISTI, preferiamo la nostra piccola casa dove sia precluso l'ingresso anche agli spifferi piuttosto che la vostra grande casa aperta a tutti i venti di bufera.




Rispondi Citando
