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  1. #1
    agitatore elettronico
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    Predefinito comunisti, nazionalisti e islamici contro l'imperialismo

    Comunisti, nazionalisti e movimenti islamici - alleati contro l'imperialismo'

    di Hassan Mohamed


    (www.resistenze.org del 20/06/2003)



    Mohamed Hassan: Comunisti, nazionalisti e movimenti islamici: alleati contro l'imperialismo?

    Perché i movimenti più radicalmente anti-americani si ispirano all'islam? La tradizione marxista è forte in Medio Oriente? Quali sono gli alleati dei comunisti nella lotta contro l'imperialismo e la guerra? Il 23 e 24 agosto, Mohamed Hassan sarà all'università marxista d’estate per trattare tutte queste domande.

    Maria McGavigan 04-06-2003

    I popoli arabi non sono i soli a lottare contro l'imperialismo e la guerra. Perché il suo corso di studio si basa essenzialmente sul mondo arabo?

    Mohamed Hassan. A causa della situazione obiettiva dell'imperialismo americano. Gli Stati Uniti vogliono dominare il Medio Oriente e mettere in piedi una zona economica che sarà legata solamente ad essi. Per farcela, devono schiacciare ogni resistenza in questa regione.

    È la prima volta che il mondo arabo si trova di fronte ad una politica imperialistica tanto aggressiva. Gli Stati Uniti tentano di riportare in Medio Oriente una sorta di regime feudale: vogliono distruggere ogni forma di stato moderno, rimettere in piedi una struttura sociale basata sui clan, distruggere le esperienze nei campi dell'educazione e dei diritti delle donne. In Iraq, l'embargo ha avuto già questo effetto, fino ad un certo punto. Gli americani hanno anche per obiettivo schiacciare il movimento palestinese. Un terzo fattore spiega la loro politica nella regione; sono i petroldollari del Medio Oriente (Arabia Saudita e Stati del Golfo) che mantengono in grande parte l'economia USA.

    Chi combatte l'imperialismo nella regione?

    Mohamed Hassan. Gli Stati Uniti hanno tre nemici nel Medio Oriente: i comunisti, i nazionalisti arabi ed i movimenti islamici, e l'Iran.

    La tradizione marxista è forte nel mondo arabo?

    Mohamed Hassan. Lo è stata, in particolare in Egitto, in Siria, in Palestina, nel Sudan, in Iraq, in Iran ed in Sud-Yemen. Ma non è più così, salvo forse in Siria.

    Che cosa è accaduto?

    Mohamed Hassan. In breve, si potrebbe dire che sono la repressione, il revisionismo ed il modo in cui i comunisti hanno trattato la questione del nazionalismo arabo responsabili del declino di questa tradizione. Quest’ultimo elemento verrà trattato nel mio corso, qui non dirò granché.

    I comunisti hanno ricevuto i primi colpi fin dalla lotta di liberazione nazionale, quando sono stati attaccati tanto dai nazionalisti che dalle classi feudali. Un fattore importante fu la visione deformata che Brejnev, il dirigente sovietico degli anni sessanta e settanta, aveva del marxismo: secondo questo punto di vista, intellettuali ed ufficiali rivoluzionari potevano, nei paesi in lotta contro il dominio occidentale, lavorare insieme per creare un nuovo tipo di regime. E questo regime poteva contare allora sul sostegno dello stato sovietico. Non c'era proprio bisogno, secondo questa teoria, di un partito di avanguardia. Nella maggior parte dei paesi arabi, la prima vittima del revisionismo fu la forte struttura leninista del partito.

    Ci sono stati anche altri fattori. Il conflitto israelo-arabo ha pompato molta energia e malgrado ciò, non c'è stata concezione nazionalista pan-araba né il tentativo di fondere le forze dei partiti comunisti. Bisogna dire che ogni volta che ci sono stati dei tentativi di avvicinamento tra comunisti e nazionalisti, la CIA ed il Mossad hanno trovato velocemente il mezzo di sabotarli.

    I movimenti più radicalmente anti-USA del mondo arabo sembrano ispirarsi oggi, oltre all'islam, anche al nazionalismo arabo. Perché?

    Mohamed Hassan. Il nazionalismo arabo è stato distrutto dai regimi arabi e dall'imperialismo. Dopo Nasser, presidente nazionalista egiziano morto nel 1970, sono occorsi quindici anni per distruggere il nazionalismo arabo. In Algeria, dopo Boumedienne, fu la stessa cosa. Sono i governi che hanno favorito l'islam per deviare l'attenzione dalla popolazione da una situazione economica difficile. Un proverbio arabo dice che "la disperazione vi insegna a pregare"...

    Ero all'università della Cairo, nel 1977. Nel 1978, quando il presidente egiziano Sadat ha annunciato che andava in Israele, ci fu un grande dibattito al quale parteciparono studenti egiziani e stranieri. Sadat scacciò i dirigenti stranieri. Era la prima volta che il governo interveniva nel movimento studentesco. Poi, ha rilasciato i fondamentalisti dalla prigione e si è cominciato a vederlo alla televisione inaugurare moschee, provocare dei conflitti contro cristiani, ecc.

    Si sono serviti dell'islam per soffocare ogni slancio progressista della popolazione dunque...

    Mohamed Hassan. Il movimento islamico era finanziato dall'Arabia Saudita, perciò ci si poteva aspettare che fosse molto reazionario. Durante la guerra sovietica in Afghanistan, molti "fratelli musulmani" e di altri movimenti fondamentalisti si sono resi disponibili per combattere il comunismo sul posto. In questo modo hanno rinforzato il loro movimento, ciò che li ha resi più indipendenti rispetto ai loro padroni sauditi.

    Adesso che il comunismo è distrutto, si sono rivolti contro il loro secondo nemico, l'imperialismo americano. Oggi, non c'è un solo tipo di movimenti islamico: ci sono gli anti-imperialisti e quelli pro-imperialisti. L'influenza di questi ultimi, spesso legati ai regimi feudali, è in declino a causa di tutte le contraddizioni nel mondo arabo. Ciò che unisce gli arabi oggi, è la lotta per l'autodeterminazione, per essere i padroni del loro proprio destino. La questione è se i comunisti possono lavorare con altri anti-imperialisti per raggiungere questo obiettivo.

    Questa lotta è importante per noi, europei?

    Mohamed Hassan. Assolutamente. L'imperialismo è indebolito economicamente, ma militarmente molto forte. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che non vogliono più una guerra fredda di 50 anni, né uguaglianza con nessuno. Ciò significa che l'Europa deve diventare più debole. Oggi, l'economia europea è tuttavia più forte dell'economia americana. Gli Stati Uniti vogliono sbarrare la strada all'Europa, minacciarla, fermare la sua crescita.

    Il corso che terrò all'università marxista è di un'attualità cocente, ma studieremo anche alcuni lavori marxisti pertinenti. Non è la prima volta nella storia che i comunisti hanno avuto dei compagni di lotta. Proviamo ad imparare al massimo dalle loro esperienze.

    traduzione dal francese a cura del Ccdp

  2. #2
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    Importante il ruolo dell'Europa nel futuro. Un conflitto interimperialista tra superpotenze è quasi inevitabile.
    E l'Italia? Avete notato che il governo, entrando in conflitto con Prodi, cerca di sabotare unità politica/economica e monetaria dell'UE?

  3. #3
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    Abbiamo notato.E' piu'che evidente il gioco del Berlusca di provocare tensioni e spaccature nell'Unione Europea.

  4. #4
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    Predefinito nazione araba

    Il problema è determinato proprio dallo sviluppo del "fondamentalismo islamico" nella regione.
    Il "fondamentalismo" è un fattore alieno alla civiltà araba.
    Esso nasce e si sviluppa sempre in chiave strumentale: talora per giochi di potere interni ad uno stato medio-orientale, tal altra (ed è il caso della genesi del "fondamentalismo moderno") per opera degli Stati Uniti d'America al fine di destabilizzare l'intera regione.
    Dall'Afghanistan dei Taleban all'Iran Khomeinista, abbiamo sempre , come costante, lo stesso dato: la strumentalizzazione di una forza estrema e violenta, apparentemente antiamericana, ma nei fatti incapace di esimersi dal ruolo che gli Stati Uniti, di volta in volta, le attribuiscono a seconda delle loro esigenze geo-politiche.
    Fatto salvo il caso -è chiaro- della Palestina, ove il "movimento islamico" è "politico" nel senso più ampio del termine e si configura come risposta resistenziale e partigiana alla dominazione nazional-sionista.

    L'unica forza che avrebbe potuto consentire l'emancipazione araba dal colonialismo occidentale era (era, ormai non è più...)
    l'idea di "nazione araba", il panarabismo laico: fenomeno storico e storicizzato la cui portata rivoluzionaria è stata annientata dalla miopia dei leaders della regione e dalla sapiente azione tattica delle potenze occidentali.
    Sia pure fenomeno "borghese", il panarabismo assume negli anni delle tentate "nazionalizzazioni" delle risorse energetiche, una vettorialità dirompente indirizzata contro uno stato di totale depredazione colonialistica.
    E' la fine del ciclo Baathista, terminato con la caduta del governo di Saddam Husayn, a segnare il tramonto dell'unica prospettiva che avrebbe potuto condurre al compattamento di una comunità di popoli divisi da tratti di penna colonialisti, ma uniti dalla stessa storia e terra, contro i nemici interni(Israele) ed esterni (USA-Gb, europa).
    La caduta della statua del presidente Husayn, ad opera di qualche scagnozzo di Chalabi, e dei Marines americani, il suo volto coperto da quella bandiera pure un tempo cantata da uomini come Whitman.....
    Non è stata la caduta di Baghdad, o di un regime più o meno totalitario....
    E' stata la metafora storica della sconfitta dei popoli arabi tutti.
    Husayn -pure un tempo alleato degli USA- nell'annessione del piccolo e fasullo stato totalitario del Kuwait,del 1990, ha compiuto l'ultimo disperato tentativo (l'ultimo colpo di coda del dragone) di "rompere" gli assetti colonialistici del medio-oriente per ristabilire il diritto alla supremazia politica ed economica, all'autodeterminazione, dei popoli arabi.
    Popoli che hanno compreso, a differenza dei loro miopi e vigliacchi governanti la vera portata di quella azione.
    Così come le masse arabe, imprigionate in dittature "presentabili" perchè schiave di Israele e dell'occidente, hanno dato il cuore alla resistenza irachena durante la recente invasione barbara.
    Ma se è vero , come è vero, che i popoli arabi erano con Saddam e con il popolo iracheno, è altrettanto vero, che uno dei limiti genetici del Baathismo era la sua natura di regime di classe "borghese".
    E la borghesia , allorquando deve scegliere, sceglie senza patemi eccessivi, sempre il tradimento a vantaggio dei propri interessi e a discapito del proprio popolo: così il governo della rivoluzione è stato eliminato durante l'invasione, proprio da traditori interni che avevano già pianificato il loro futuro nell'Iraq occupato dagli americani e dagli inglesi.

    Il tramonto del laicismo segna l'avvento di forze anarcoidi e facilmente pilotabili dal sionismo e dall'imperialismo: come appunto il fondamentalismo islamico sciita.
    E cosi', mentre in Iraq islamici sciiti cacciano dalle loro case i profughi palestinesi, arrivando all'apparente paradosso di inneggiare a Israele(l' "accusa" è di essere stati "protetti" dal "regime"), in Iran la parabola Khomeinista volge alla sua naturale conclusione: quella che condurrà all'ennesimo uso in chiave reazionaria e sub-imperialista del fanatismo confessionale.

    Chi ha "costruito" il demone "saddam" nella propaganda occidentale ha dimenticato di rivelare al mondo quanti altri "demoni" godano da sempre del supporto dell'occidente.
    Il grande gioco è molto più complesso di quanto si pensi: gli USA non sono mai latori di un tipo di dominazione simile a quella "pax romana" che pure fu il modello delle invasioni naziste.
    Essi sviluppano azioni tese alla destabilizzazione permanente di un settore geopolitico: sia esso uno stato, come una regione.
    E questo rendendosi capaci di una grande duttilità tattica: dal supporto a Pol-pot in chiave anti vietnamita, al supporto a Pinochet in chiave anti sud americana, più che anticomunista.
    Così un dittatore come Mubarak può tranquillamente godere delle amicizie occidentali pur essendo sicuramente non meno "demone" (secondo la morale epidermica occidentale) di Husayn.

    In questo caso per tutto il novecento i colonialisti di ogni risma hanno sempre cercato di evitare l'unico grande pericolo che avrebbe potuto frapporsi tra loro ed il saccheggio di una delle zone più ricche ed importanti del pianeta: l'unità politica della nazione araba.

    Ci sono riusciti.


    "Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero".
    (Proverbio arabo)

    f.

  5. #5
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    Predefinito benvenuto!

    Benvenuto Capitano Nemo e grazie del tuo lucido e bellissimo intervento dagli abissi...dagli abissi si gode di vista privilegiata....

 

 

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