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  1. #1
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    Ospite

    Predefinito Green Watch News n.22 al tritolo

    segue il Green Watch News n.22

    In questo numero:
    *Piemonte: distrutti i campi di mais e Ghigo e Alemanno se ne vantano pure...
    *Agricoltori, industriali, scienziati, ricercatori, e società civile contro l¹oscurantismo anti biotech
    *Pubblicato anche in Italia il libro degli ecottimisti
    *²L'ambientalista scettico² in libreria
    *E se la via lattea fosse responsabile del riscaldamento climatico?²
    *Uno studio USA sui cambiamenti climatici attesta: ³Il XX° secolo non è stato il più caldo o il più anomalo del Millennio appena trascorso²
    *Piante gm producono caffè decaffeinato


    Piemonte: distrutti i campi di mais e Ghigo e Alemanno se ne vantano pure...

    GWN _ Siamo alla follia! Irrazionalità, oscurantismo, demagogia di bassa lega, si sono scatenate in una forma isterica contro le piante di mais.
    Il fatto che secondo Legambiente, Greenpeace e Verdi, sarebbe ³catastrofico² è che sono state trovate tracce di mais biotech in 140 aziende agricole che hanno coltivato 381 ettari di mais nelle campagne piemontesi.
    Il mais transgenico è un prodotto di qualità, che necessita di minori trattamenti antiparassitari. Non esistono prove che faccia male alla salute né all¹ambiente. Anzi è vero il contrario, visto che tutti gli agricoltori che lo hanno iniziato ad utilizzare nel mondo non ne hanno fatto più a meno.
    Ma siamo in Italia, dove nell'ultimo anno sta montando l¹isteria anti ogm, e così, manco fosse la peste, il Governatore della regione Piemonte Enzo Ghigo ha firmato le ordinanze per la distruzione del mais ³contaminato da biotech². Le piante vengono tagliate triturate e sotterrate.
    E il Ministro Alemanno in un intervista al Corriere della Sera ha detto: «Giudico inevitabile oltre che coraggiosa1 » la scelta del Governatore Ghigo, seppure «Entro settembre arriverà il regolamento sulle soglie di contaminazione ogm tollerabili nelle sementi. A quel punto cadranno le moratorie ed è evidente che apriremo alle coltivazioni ogm anche in Italia».
    Quindi i prodotti biotech, che oggi vengono dipinti come un malefico virus, saranno legali dalla prossima semina.
    L¹aspetto più incredibile dell¹intera vicenda è che Ghigo e Alemanno, stanno perseguendo una politica che ha fatto quasi scomparire dalla scena italiane i Verdi.
    In molti si stanno domandando: ma Ghigo e Alemanno non hanno altra politica da proporre che la lotta dura contro gli ogm?
    Singolare il fatto che il primo a mandare un telegramma di congratulazioni a Ghigo è stato Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente del Verdi ha auspicato
    che il Piemonte diventi un esempio per tutti.
    Imbarazzante anche il sostegno fornito dalla Coldiretti. Il Presidente Paolo Bedoni si è detto soddisfatto per la scelta delle istituzioni: «di affrontare la situazione senza ambiguità».

    Agricoltori, industriali, scienziati, ricercatori, e società civile contro l¹oscurantismo anti biotech

    GWN _ Vasto e diffuso il coro delle voci critiche contro la decisione di Ghigo. Il senatore Maurizio Ronconi (Udc) presidente della Commissione agricoltura ha dichiarato: «Questa ordinanza aprirà un capitolo drammatico per gli agricoltori italiani2 ». Attilio Borroni della Confederazioni Agricoltori Italiani parla di «Fumo negli occhi». Ercole Zuccaro direttore della Confagricoltura a Torino: «distruggere senza le prove è assurdo e noi faremo il possibile per impedirlo. Spiegano l¹urgenza con il rischio contaminazione durante l¹impollinazione, ma le ponnocchie sono già fecondate ormai è troppo tardi: la distruzione è inutile».
    la Confagricoltura ha annunciato che presenterà una pioggia di ricorsi al Tar.
    L'associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Assobiotec) ha invitato la Regione Piemonte a non distruggere 400 ettari di coltivazioni di mais in base al semplice sospetto della presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm).
    In un comunicato diffuso da Milano, l'Assobiotec ha chiesto alle autorità regionali una "equilibrata analisi e valutazione dei fatti" senza "pregiudizi ed allarmismi tanto ingiustificati quanto dannosi" per l'immagine dell'agricoltura in Italia. Secondo l'Assobiotec, distruggere le coltivazioni ha senso solo se c'é un rischio reale per la salute dei consumatori e «anche nell'eventualità venisse accertata una presenza di tracce di Ogm, non si potrebbe certo parlare di un rischio del genere". La Commissione europea del resto, ricorda il comunicato, non ritiene che le piante Ogm siano dannose per la salute o per l'ambiente, trovandole invece "più sicure di quelle tradizionali, in quanto maggiormente controllate3 ». (ANSA). 09/07
    Con un comunicato diffuso alla stampa l¹Associazione di scienziati Galileo 2001 ha affermato: «Sarà il caldo? L'Italia impazzita: 381 ettari di mais verranno distrutti entro 48 ore per presunte, infinitesime contaminazioni da transgenico.
    La cosa ridicola è che al nord il mais ha già prodotto il polline. Da una settimana questo è già volato nei dintorni. L'impollinazione è già avvenuta. Se i dirigenti delle associazioni ambientaliste, insieme a Ghigo e Caselli, qualche volta uscissero e andassero per campi, se ne sarebbero accorti.
    L' ³epidemia di biblica memoria² è già avvenuta. La catastrofe ambientale è irreparabile: nei campi vicini, una pianta su un milione (ma probabilmente molto meno, forse una su un miliardo) sarà GM.
    Il Parco del Ticino, che separa completamente il Piemonte dalla Lombardia, non servirà a proteggere neppure quest¹ultima. Forse ai membri di Galileo 2001 che vivono al nord conviene vendere casa ed emigrare!
    O forse, conviene loro emigrare per incompatibilità con quelli che in Italia prendono queste iniziative.
    Che il presidente del Consiglio avverta il suo amico Bush e gli americani tutti, che coltivano mais GM al 100%!
    Altro che contaminazioni accidentaliŠ
    Galileo 2001 esprime il suo più vivo rammarico per come le politiche sulle biotecnologie agroalimentari vengono gestite dall'attuale governo, in desolante continuità con la passata Legislatura»
    Due ricercatori nel settore delle biotecnologie, Gian Paolo Accotto e Lorenzo Silengo, il primo dell'istituto di virologia vegetale del Cnr e il secondo del dipartimento di genetica, biologia e biochimica, sono intervenuti per ricordare i «molti documenti della comunità scientifica nazionale e internazionale" secondo i quali "non vi è alcun elemento concreto per sostenere che le varietà Ogm autorizzate siano in alcun modo pericolose per la salute umana4 ».
    I più danneggiati dall¹intera vicenda sono le aziende che devono distruggere il lavoro di un anno. I fratelli Ezio e Guido Oitana che dovrebbero distruggere 16 ettari di mais hanno detto al Corriere della Sera: «Quando ho ricevuto l¹ordine di distruzione mi sono sentito un suddito. Ma noi i nostri campi ogm non li elimineremo. Vengano quelli della Regione a farlo. ... Noi perderemo 25mila euro5 »


    Pubblicato anche in Italia il libro degli ecottimisti

    GWN _ Finalmente è uscita l¹edizione italiana del libro scritto da Bjorn Lomborg «L¹ambientalista scettico - Non è vero che la Terra è in pericolo» (Mondadori 522 pagine, 26 Euro).
    Si tratta di un libro che sta battendo tutti i record di vendite nel campo della saggistica, ed a ragione, perchè almeno in Italia non si era mai visto un volume così chiaro e documentato in merito ai principali problemi di ordine ambientale.
    Colpisce soprattutto la serietà dell¹argomentazone e l¹ottimismo che deriva dalle analisi.
    Con questo libro Lomborg ha dimostrato che non è necessario paventare catastrofi in ogni dove per parlare seriamente di problemi ambientali, al contrario, bisogna nutrire una grande fiducia nelle capacità dell¹umanità di affrontare e risolvere nel migliore dei modi i problemi legati allo sviluppo.
    Insomma, insieme alla notevole documentazione, (82 pagine di note e 75 pagine di bibliografia) Lomborg riesce a comunicare una grande e buona concezione dell¹umanità e una sostanziale dose di ottimismo.
    Si tratta di un libro di quelli che fanno star bene con la mente e con il cuore.
    Non si può che invitarvi a leggerlo.


    L'ambientalista scettico

    GWN _ Pubblichiamo di seguito al recensione al libro di Lomborg scritta da Carlo Stagnaro (stagnaro@ragionpolitica.it) sulle pagine di ³Ragion Politica² (http://www.ragionpolitica.it/testo.1376.html)
    «Molti militanti verdi lo considerano un mascalzone. Il WWF e il World Resources Institute gli hanno dichiarato guerra, intimando addirittura ai giornalisti di tenersi alla larga dal suo libro. La prestigiosa Scientific American ha "stroncato" con un editoriale presuntuosamente intitolato: "Science Defends Itself Against the Skeptical Environmentalist". La scienza
    si difende dall'ambientalista scettico. Eppure Bjørn Lomborg <http://www.lomborg.org> se la ride sotto i baffi perché, nonostante questa mobilitazione davvero degna di cause migliori, il suo monumentale lavoro ha bruciato ogni record di vendite. E' divenuto un best seller a livello
    mondiale, e proprio in questi giorni sta conquistando gli scaffali delle librerie italiane. Dopo una lunga attesa, Mondadori propone L'ambientalista scettico. Non è vero che la Terra è in pericolo (pp.522, EUR26,00). Una bomba.
    A dire il vero, di questo volume si parla già da un po' anche in casa nostra. Aveva dato il via alle danze Gilberto Corbellini, con un'entusiastica recensione pubblicata su Le Scienze. L'avevano seguito a ruota molte altre testate, da Ideazione a Il Giornale, fino a culminare in un'intervista al vetriolo concessa da Lomborg ad Antonio Gaspari per la trasmissione d'Antonio Socci, Excalibur. Una ventina di minuti sono stati sufficienti allo statistico di Aarhus (Danimarca) per sparare ad alzo zero contro la "Litania". Vale a dire, quella lunga, infinita serie di credenze pseudo-scientifiche che i mercanti di terrore seminano sui fertili campi delle paure popolari. La sovrappopolazione? Non esiste. Le risorse naturali?
    Non si esauriranno. La fame e la sete nel mondo? Sono in via di diminuzione.La biodiversità? Non c'è da preoccuparsi. L'inquinamento? E' molto meno grave di quanto si creda. L'effetto sera? Palle.
    La lista dei totem che lo studioso nordeuropeo abbatte prosegue ancora. Né egli può essere accusato di parlare a vanvera: ogni affermazione è minuziosamente giustificata; l'apparato critico di quasi 3000 note e una bibliografia di 1800 titoli lasciano spazio a ben pochi dubbi. D'altronde, la storia di Lomborg fornisce ulteriore prova della sua credibilità. Membro di Greenpeace, vegetariano, uomo di sinistra, nel 1997 egli s'imbatté, quasi per caso, in un'intervista all'economista americano Julian Simon. Questi sosteneva che non fosse possibile definire alcun limite allo sviluppo - come avevano tentato di fare, con ben scarsi risultati, gli autori del famigerato rapporto del Club di Roma, The Limits to Growth. Ciò implica che si possa parlare di "sviluppo infinito". L'esperienza sembra confermare quest'idea: i prezzi di pressoché tutti i beni e le risorse sono andati costantemente calando nel corso della storia. Quei beni e quelle risorse, cioè, si sono fatti più abbondanti, e non più scarsi nel lungo termine. La ragione, secondo Simon, è che l'uomo non è un mero consumatore; di fronte ai problemi, grazie alle azioni concorrenti e indipendenti di molti individui una soluzione creativa finisce necessariamente per emergere, lasciando l'intera umanità in una situazione migliore. L'automobile è nata in virtù dell'esigenza che alcuni avevano di muoversi rapidamente; ma, dopo la sua diffusione, anche altri - che forse non avvertivano quel bisogno - hanno avuto un'opportunità in più e hanno goduto dei benefici derivanti dalla nuova tecnologia.
    Poco meno d'una bestemmia, agli occhi dello scienziato danese. Che quasi se la prese a male, fu trafitto da queste teorie come da una tempesta di spilli. Era inammissibile che un cialtrone yankee andasse in giro a prender il prossimo per il naso, esponendo idee talmente folli da apparire quasi credibili. Così, mise in piedi un gruppo di studio per confutare, una per una, tutte le panzane a stelle e strisce. Ed ecco il fulmine a ciel sereno. Dopo mesi di dura fatica, ore e ore passate sul computer a elaborare dati (gli stessi dati in base ai quali gli ecologisti scandiscono la loro mesta via crucis di catastrofi prossime venture), Lomborg s'avvede che Julian Simon aveva ragione. Il mondo sta, tutto sommato, benino. Non benone, benino. Di sicuro, meglio di quanto stesse decenni e secoli fa. Il vagheggiato "ritorno al passato", a una vita "in armonia con la natura" è, con rispetto parlando, un pacco. Oggi l'aspettativa di vita alla nascita è maggiore, il tenore della vita è superiore, l'inquinamento minore e meno grave. Insomma: la storia dell'uomo è la storia della sua prodigiosa lotta contro la morte; che, nell'arco dei millenni, ha dovuto mordere la polvere e fare tanti passi indietro. In Occidente, nessuno soffre più di malattie quali la malaria, il tifo, il colera; nessuno muore per infezioni all'alluce e al dito mignolo. E anche i paesi in via di sviluppo sono incamminati su questa strada, pur tra mille difficoltà.
    La lezione, allora, è che, se solo abbiamo la forza di toglierci le proverbiali fette di salame dagli occhi, osserveremo un mondo assai più gradevole di quel che ci viene dipinto dai "profeti di sventura" ambientalisti. Per giunta, comprenderemo che i problemi sono problemi, non tragedie; e che dunque possono essere affrontati e risolti grazie alla crescita economica, al progresso scientifico, all'evoluzione tecnologica.
    Infine, capiremo che le cose vanno analizzate per quello che sono, non per
    quello che sembrano. Che cause ed effetti non possono essere deliberatamente confusi. Così, il libero mercato (la deprecata "globalizzazione") non è la causa della povertà del Terzo Mondo, ma la sua grandiosa opportunità di sparigliare le carte. Del resto, non deve stupire che i paesi a economia capitalistica sappiano tutelare l'ambiente meglio delle nazioni comuniste: il mercato rende tutti più ricchi, e una società più ricca può permettersi di prendere in considerazione anche beni immateriali - ma di centrale importanza - come la qualità dell'ecosistema e la difesa della natura.
    Un vecchio proverbio dice: scodella vuota, un solo problema; scodella piena, tanti problemi. Ecco: l'esistenza di tante preoccupazioni è, paradossalmente, indice del nostro benessere. Sarebbe folle sputare in questo piatto nel nome d'una chimera o, peggio, d'un'ideologia mefitica. Non
    può esservi paragone tra il benessere occidentale e la miseria del socialismo».


    ³E se la via lattea fosse responsabile del riscaldamento climatico?²

    GWN _ Una coppia israelo-tedesca di ricercatori vede nella radiazione cosmica la forza motrice che genera l¹innalzamento della temperatura a livello globale6 .
    Nel dibattito intorno al costante riscaldamento climatico, a giocare un ruolo chiave è il diossido di carbonio (CO2) derivante dai gas sprigionati dall¹effetto serra.
    Tuttavia, senza alcun dubbio, a dare il proprio contributo vi sono anche altri gas quali il metano, il gas esilarante, così come, e in misura maggiore, anche il vapore acqueo.
    All¹inizio della scorsa settimana i ricercatori di Heidelberg hanno riferito su ³Science² che le molecole d¹acqua che si addensano nell¹atmosfera avrebbero un notevole effetto sul clima.
    L¹astrofisico israeliano, il prof. Nir Shaviv dell¹Università di Gerusalemme, e il professore di geologia dell¹Università di Bochum, Jan Veizer, sono riusciti oramai a stanare un nuovo responsabile delle oscillazioni che si riscontrano nelle temperature terrestri: la radiazione cosmica proveniente dall¹universo!
    Nell¹ultima edizione della rivista specializzata ³GSA Today², pubblicata dalla Società americana per la Geologia, i due ricercatori ritengono che i due terzi dei cambiamenti climatici possono trovare una spiegazione nelle radiazioni di particelle.
    I raggi cosmici sarebbero in grado di generare dei germi nell¹atmosfera terrestre, intorno ai quali si condenserebbe l¹acqua.
    In questo modo verrebbe stimolata la formazione di nubi, le quali schermerebbero la terra dal calore solare.
    La luce proveniente dal sole, difatti, viene in gran parte riflesso dalle nubi.
    Shaviv ha analizzato l¹intensità della radiazione cosmica negli ultimi 600 milioni di anni, tra l¹altro, anche attraverso la misurazione degli isotopi di ferro presenti sulla superficie degli oceani.
    Ed ha scoperto delle nette oscillazioni delle radiazioni in un periodo lungo circa 143 milioni di anni.
    Ed ancora, Veizer è riuscito a dimostrare, attraverso l¹analisi di sedimenti, di fossili e delle cosiddette ³drop stones²- pietre che nei periodi di freddo erano state inglobate nei ghiacci, poi si erano mosse in direzione dell¹equatore e che, alla fine, una volta fuse si erano insinuate nel terreno-, che il clima si è sempre riscaldato e nuovamente raffreddato a ritmi di circa 155 milioni di anni.
    Ulteriori dati di misurazioni riguardanti gli ultimi 20 anni mostrano, inoltre, in maniera sbalorditiva il parallelo esistente fra l¹intensità delle radiazioni cosmiche e la copertura complessiva della sfera terrestre derivante dai diversi strati di nubi.
    In questo modo il ciclo dell¹acqua sulla terra gioca probabilmente un ruolo ancora più grande come fattore climatico, di quanto non si pensasse fino ad ora.
    Nei periodi caratterizzati da minore radiazione cosmica si formano meno nubi, e la terra può così essere riscaldata in maniera maggiore dal sole.
    In questo modo viene anche messo in discussione l¹opinione largamente diffusa in base alla quale il CO2 sia la causa del riscaldamento del globo terrestre, afferma Veizer.
    ³Il diossido di carbonio si muove, per così dire, a cavalcioni del ciclo dell¹acqua, poiché durante la fotosintesi le piante sono costrette a rilasciare 1000 molecole per poterne assorbire una sola di CO2².
    Quando fa più caldo, sulla terra il ciclo dell¹acqua risulta maggiormente accelerato, la bioproduttività aumenta e gli organismi terrestri espellono più diossido di carbonio.
    Gli scienziati non giungono alla conclusione che il diossido di carbonio funga da amplificatore del riscaldamento climatico, tuttavia, richiamando l¹attenzione su fori da trivellazione fatti nel ghiaccio, hanno fatto notare come essi mostrino che nelle fasi di riscaldamento della terra, il valore di CO2 nell¹atmosfera è aumentato per la prima volta circa 800 anni dopo l¹innalzamento delle temperature.
    Già negli anni passati, i ricercatori avevano provato a stabilire una connessione fra cambiamenti climatici terrestri e attività solare.
    La maggioranza degli studiosi del clima, però, avevano rigettato indietro questa tesi.
    Anche Veizer e Shaviv erano concordi nel ritenere che la variazione dell¹intensità dei venti solari fosse troppo debole per riuscire a spiegare le oscillazioni climatiche all¹interno della sfera terrestre.
    Tuttavia una maggiore attività solare si accompagna anche ad un più forte campo magnetico solare, il quale riuscirebbe a deviare con più probabilità la radiazione cosmica dalla terra.
    La variazione delle radiazioni provenienti dall¹universo viene spiegata dal duo di ricercatori attraverso i cambiamenti di posizione del nostro sistema solare all¹interno della via lattea. (Mirko Testa)

    Uno studio USA sui cambiamenti climatici attesta: ³Il XX° secolo non è stato il più caldo o il più anomalo del Millennio appena trascorso²

    GWN _ Un¹attenta analisi dei dati contenuti in oltre 240 studi sulle condizioni climatiche del pianeta terra negli ultimi mille anni rivela che il XX secolo non era il più caldo e che il clima terrestre è sottoposto a cambi naturali. Il nuovo studio, condotto da vari scienziati in collaborazione del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e sponsorizzato fra l¹altro dalla NASA, offre forti indicazioni per l¹esistenza di un Periodo Caldo Medioevale e di una Piccola Era Glaciale, che si sono verificati rispettivamente dal 900 al 1300 circa e dal 1300 al 1900 circa7 .
    Una delle maggiori difficoltà nello studio dell¹evoluzione climatica terrestre è comprendere e definire la variabilità naturale; individuare cioè gli svariati fattori naturali che regolano il clima (quali attività solare, moti orbitali, correnti atmosferiche e oceaniche) e determinare il ruolo giocato da ognuno di essi sul complesso equilibrio globale.
    Raggiungere questo obiettivo ha implicazioni rilevanti, anche per riuscire finalmente a stabilire, al di là di facili allarmismi, fino che a che punto l¹uomo, con le sue scelte energetiche e produttive, è in grado di influenzare il clima, un meccanismo oltremodo complesso, ricco com¹è non solo di molteplici rapporti causa-effetto, ma anche di svariati processi di retroazione.
    Un contributo in tale direzione è giunto, in questi giorni, dalla pubblicazione di un ampio studio, condotto dall¹Harward-Smithsonian Center di Astrofisica (Cambridge) e sponsorizzato dalla Nasa, dall¹Air Force statunitense, dalla National Oceanic and Atmospheric Administration e dall¹American Petroleum Institute. L¹analisi, consistente in una revisione di svariate indagini condotte sul clima dell¹ultimo millennio, suggerisce che attualmente non ci troviamo in una condizione di caldo eccezionale e che oggi, come nel passato, il clima può presentare variazioni naturali, talora anche spiccate.
    Lo studio, dal titolo ³Ricostruzione dei cambiamenti climatici e ambientali degli ultimi 1000 anni: una rivalutazione², pur sottolineando l¹influenza della presenza umana su scala locale, non prende in esame il futuro impatto delle attività antropiche sul clima globale. I ricercatori si sono posti infatti un altro obiettivo: presentare prove evidenti di come la variabilità naturale abbia sempre contraddistinto le condizioni climatiche da 1000 anni a questa parte, ventesimo secolo incluso.
    Gli scienziati, coordinati dal fisico Willie Soon e dall¹astrofisica Sallie Baliunas, hanno passato in rassegna oltre 240 precedenti studi (consistenti nell¹analisi della composizione di carote di ghiaccio, fondali marini, ghiacciai, formazioni geologiche, anelli di accrescimento arborei, sedimenti di pollini e altre fonti indirette) relativi a svariate regioni del mondo8 .
    Lo studio ha fornito prove evidenti dell¹esistenza di un Periodo Caldo Medievale (dal 1000 e al 1300 circa) e di una Piccola Età Glaciale (tra 1300 e 1900 circa), fenomeni ritenuti entrambi di portata globale. Gli autori hanno inoltre sottolineato che durante queste ere si sono sempre registrate delle ³anomalie², cioè periodi caratterizzati da consistenti inversioni di tendenza nel trend climatico in atto.
    Per quanto riguarda il ventesimo secolo, gli svariati registri geologici e biologici analizzati hanno evidenziato un aumento delle temperature, ma gli scienziati hanno sottolineato che il riscaldamento non è paragonabile a quello più consistente accaduto nel Medioevo.
    La conclusione dello studio è che ³dalla maggior parte delle prove fornite dagli archivi naturali si può dedurre che il XX° secolo non si presenta come il più caldo o il più anomalo del Millennio appena trascorso. Tuttavia, è anche chiaro che l¹attività umana ha accelerato quasi ogni aspetto dei cambiamenti climatici e ambientali del passato, su scale spaziali locali e regionali ².
    Il documento dell¹Harvard-Smithsonian Center, basandosi su evidenze derivanti da registri biologici e naturali, ha adottato un approccio diverso dall¹Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change, l¹organismo delle Nazioni Unite per lo studio dei cambiamenti climatici).
    Nell¹ultimo rapporto sul clima del pianeta, infatti, l¹Ipcc, affidandosi prevalentemente a proiezioni e modelli matematici, ha concluso che il repentino riscaldamento globale del ventesimo secolo si distingue rispetto al restante millennio, ritenuto invece sostanzialmente stabile, e ha sottolineato che vi sono forti evidenze che il cambiamento sia dovuto alle attività antropiche.
    Per gli scienziati dell¹Harvard-Smithsonian Center, la loro discordanza con le conclusioni dell¹Ipcc nascerebbe dal fatto che i programmi di simulazione, per quanto raffinati, spesso non riescono a descrivere bene la realtà. Si fa notare, ad esempio, che quando ci si avvale di un modello matematico per analizzare gli anelli arborei, non si riesce a individuare né il periodo caldo medievale né la successiva era fredda, cosa invece possibile se si ³leggono² direttamente i dati reali.
    Il nuovo studio suggerisce che la variabilità climatica naturale può essere sostanziale e rafforza le convinzioni di quella parte della comunità scientifica che ritiene sempre più difficile separare il contributo naturale da un potenziale impatto umano sul clima. (Monia Cardella)



    Piante gm producono caffè decaffeinato
    GWN _ Il caffè decaffeinato arriva direttamente dalle piante. La prima pianta geneticamente modificata in grado di produrre chicchi con una bassa quantità di caffeina è stata messa a punto in Giappone, nel centro di ricerca del Nara Institute of Science and Technology9 .
    Assolutamente identica nell'aspetto alla normale pianta del caffè, la pianta del decaffeinato, descritta sulla rivista
    Nature, promette di offrire un'alternativa più economica al costoso processo di produzione industriale oggi indispensabile per ottenere il decaffeinato. Oltre ai costi più alti, rilevano i ricercatori, il decaffeinato presenta l'inconveniente di essere decisamente meno saporito e gustoso del normale caffè.
    Il gruppo giapponese, guidato da Shinjiro Ogita, ha tentato di aggirare i costi e di migliorare la qualità del decaffeinato modificando le piantine di caffè con un tecnica chiamata
    Rna-interferenza. La tecnica riesce cioè a interferire con l'attività dei geni che, nella pianta, controllano la produzione della caffeina. In questo modo i ricercatori giapponesi sono riusciti a ridurre la caffeina fino al 70%.
    A stimolare la ricerca è stata la considerazione della domanda sempre crescente di decaffeinato, dovuta ad alcuni degli effetti del caffè sulla pressione arteriosa. Grazie alla piantina a basso contenuto di caffeina, potrà diventare possibile avere a disposizione, senza pagare un prezzo molto più alto rispetto a un caffè normale, una buona tazza di caffè da poter bere la sera, senza temere il rischio di insonnia o di palpitazioni.

  2. #2
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    nutriamo affus esclusivamente con pesci fosforescenti ( magari inquinati col mercurio)

  3. #3
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    povero alemanno non ha capito che non può passare alla storia come idiota oscurantista perchè quel posto è già occuapto da bellarmino (quello vero) che basta ed avanza.

  4. #4
    Affus
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    In origine postato da shambler
    nutriamo affus esclusivamente con pesci fosforescenti ( magari inquinati col mercurio)

    per rivivere una nuova giovinezza .

  5. #5
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    In origine postato da Ulan
    povero alemanno non ha capito che non può passare alla storia come idiota oscurantista perchè quel posto è già occuapto da bellarmino (quello vero) che basta ed avanza.
    Roberto Bellarmino è un santo cattolico e dottore della Chiesa.
    Che fosse oscurantista (secondo i vostri canoni illuministi) è una verità, che fosse "idiota", al contrario, è una grande menzogna che ti squalifica umanamente.
    Il tuo intervento è fuori luogo come al solito.
    Bellarmino

 

 

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