Che Messori sia un fantasticone è risaputo.
Infatti, leggete un po' cosa si è inventato pur di far quadrare il cerchio intorno alla questione della nuova costituzione europea, nella quale non si fa alcuna menzione sulle comuni radici cristiane degli Stati europei:
La bandiera dell¹Unione Europea ispirata alla corona della Vergine
Dall¹aureola dell¹Immacolata le dodici stelle dell¹Europa
Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel?
Di certo, il caso è curioso.
In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d¹Europa.
E¹ quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede.
Ma questa stessa Costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio.
Ebbene: sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine.
Le stelle, in effetti, sono quelle dell¹Apocalisse al dodicesimo capitolo: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle».
Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù.
Anche i colori derivano da quel culto: l¹azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale.
Nel disegno originario, infatti, le stelle erano d¹argento e solo in seguito hanno preso il colore dell¹oro.
Insomma: anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell¹Unione (e il cerchio di
stelle che sovrasta l'iniziale dello Stato sulle targhe di
ogni automobile europea) sono l'invenzione di un pittore che
si ispirò alla sua fervente devozione mariana.
E' una storia di cui circolano versioni diverse, ma che abbiamo ricostruito con esattezza già nel 1995, in un'inchiesta [...].
La vicenda, dunque, inizia nel 1949 quando, a Strasburgo, fu istituito un primo «Consiglio d¹Europa», un organismo poco più che simbolico e privo di poteri politici effettivi, incaricato di «porre le basi per un¹auspicata federazione del Continente».
L¹anno dopo, anche per giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza, quel Consiglio bandì un concorso d¹idee, aperto a tutti gli artisti europei, per una bandiera comune.
Alla gara partecipò pure Arsène Heitz, un allora giovane e poco noto designer che al tempo della nostra inchiesta era ancora vivo e lucido, pur se ultra novantenne.
Heitz, come moltissimi cattolici, portava al collo la cosiddetta «Medaglia Miracolosa», coniata in seguito alle visioni, nel 1830, a Parigi, di santa Catherine Labouré.
Questa religiosa rivelò di avere avuto incarico dalla Madonna stessa di far coniare e di diffondere una medaglia dove campeggiassero le dodici stelle dell¹Apocalisse e l'invocazione: «Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te».
La devozione si diffuse a tal punto nell¹intero mondo cattolico da fare di quella «Medaglia Miracolosa» uno degli oggetti più diffusi, con molte centinaia di milioni di esemplari.
Ne aveva al collo una di latta e legata con uno spago anche santa Bernadette Soubirous quando, l¹11 febbraio del 1858, ebbe la prima apparizione della Signora, che apparve vestita proprio di bianco e di azzurro.
Ebbene, Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli cattolici ad avere su di sé quella Medaglia nata da un'apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per l'Immacolata.
Dunque, pensò di costruire il suo disegno con le stelle disposte
in circolo, come nella Medaglia, su uno sfondo di azzurro mariano.
Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il concorso, la cui commissione giudicatrice era presieduta da un belga di religione
ebraica (guarda caso. Nota mia), responsabile dell¹ufficio stampa del Consiglio, Paul M. G. Lévy, che non conosceva le origini del simbolo, ma fu probabilmente colpito positivamente dai colori.
In effetti, lazzurro e il bianco (le stelle, lo dicevamo, non erano gialle ma bianche nel bozzetto originale) erano i colori della bandiera del neonato Stato d'Israele.
Quel vessillo sventolò la prima volta nel 1891, a Boston, sulla sede della «Società Educativa Israelitica» e si ispirava allo scialle a strisce usato dagli ebrei per la preghiera.
Nel 1897, alla Conferenza di Basilea, fu adottato come simbolo
dell¹Organizzazione Sionista Mondiale, divenendo poi nel 1948
la bandiera della repubblica di Israele.
In una prospettiva di fede è felicemente simbolica questa unione
di richiami cristiani ed ebraici: la donna di Nazareth, in effetti, è la «Figlia di Sion» per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, è colei nel cui corpo si realizza l¹attesa messianica.
Anche il numero delle stelle sembra collegare strettamente le
due fedi: dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele
e dodici gli apostoli di Gesù.
Dunque, il giudeo-cristianesimo che ha costruito il Continente
unito in uno stendardo.
Sta di fatto che alcuni anni dopo la conclusione del concorso
d¹idee, nel 1955, il bozzetto di Heitz fu adottato ufficialmente
come bandiera della nuova Europa.
Tra l¹altro, a conferma dell¹ispirazione biblica e al contempo
devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare una sua tesi, che fu fatta propria dal Consiglio d¹Europa.
Ci furono critiche, infatti, visto che gli Stati membri erano all¹epoca soltanto sei: perché, allora, dodici stelle? (Ovvio, in onore e a memoria delle 12 tribù di Israele. Nota mia)
La nuova bandiera non doveva rifarsi al sistema della Old Glory,
lo stendardo degli Usa, dove ad ogni Stato federato corrisponde
una stella?
Arsène Heitz riuscì a convincere i responsabili del Consiglio:
pur non rivelando la fonte religiosa della sua ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero.
Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione.
Quel numero di astri che, profetizza l¹Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna vestita di sole» non sarà mai mutato.
Per finire con un particolare che può essere motivo di riflessione per qualche credente: la seduta solenne durante la quale la bandiera fu adottata si tenne, lo dicevamo, nel 1955, in un giorno non scelto appositamente ma determinato solo dagli impegni politici dei capi di Stato.
Quel giorno, però, era un 8 dicembre, quando cioè la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione, la realtà di fede prefigurata da quella Medaglia cui la bandiera era ispirata.
Un caso, certo, per molti.
Ma forse, per altri, il segno discreto ma preciso di una realtà «altra», in cui ha un significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il Continente come «Regina d¹Europa».
Vittorio Messori
(C) Corriere della sera 14 luglio 2003
Un articolo veramente squallido scritto da un perdente con lo scopo di arruffianarsi le gerarchie cattoliche e lo pseudo papa mons. Wojtyla! Bella vittoria di Pirro!




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