Le segnalo una perla da non perdere, contenuta nell'articolo di Gianfranco
Morra "Destra e Ebrei", apparso su libero di oggi a pagina 20. L'articolo
presenta il libro di Gianni Scipione Rossi sul rapporto tra la destra
italiana e l'antisemitismo. Morra riassume tale rapporto individuando nel
MSI due correnti, una che va da Almirante a Fini, sostanzialmente
filo-ebraica, antirazzista e filo-sionista, l'altra razzista, antisemita e
filoaraba, che fa capo a Evola ed ai suoi "discepoli". Ecco cosa scrive
Morra verso la fine dell'articolo:
"...se a proposito dell'antisemitismo convissero a lungo nel msi due anime,
lo stesso accadde nella politica estera. Prima arabi e israeliani erano
visti sullo stesso piano, poi nacquero due atteggiamenti contrapposti:
filoisraeliani gli anziani, filoarabi i giovani. Due scelte che non potevano
coesistere a lungo, tanto che ben presto gli antisemiti, in genere anche
antiamericani, si allontanarono dal msi, creando piccoli gruppi
extraparlamentari (soprattutto la cosiddetta "Nuova Destra") e, più tardi,
favorendo la scissione del msi-fiamma."
geniale. In poche righe apprendiamo:
- che la nuova destra è nata dagli antisemiti del msi che non amavano la
tolleranza almirantiana
- che la nuova destra è un gruppo extraparlamentare
- che un atteggiamento filoarabo in politica estera è segno di antisemitismo
- che, in fondo in fondo, antisemitismo e antiamericanismo sono imparentati
"Libero"... di dire sciocchezze?
cordiali saluti
(a.s.)
Caro S.,
potrei cavarmela dicendole - e le assicuro che è la verità - che ho sempre
reputato "Libero" un giornale di qualità infima (a cui, fra l'altro, ho
rifiutato - malgrado ripetute richieste - ogni commento e dichiarazione da
quando, all'indomani dell'11 settembre, ne "ritagliarono" in modo
manipolativo una, infilandomi, assieme a Cardini, in un calderone di tipi
dell'ultradestra) e che di Morra ho una stima intellettuale di analogo
livello (riuscì a scrivere cose che nulla avevano a che fare con la realtà
persino recensendo il numero di "Trasgressioni" sul populismo); ma è meglio
puntualizzare alcune cose:
a) il libro di Rossi, che non ho ancora avuto sottomano, a quanto mi dicono
vari amici è un testo strumentale, che ha l'unico scopo di far sapere al
mondo quanto Fini e AN amano gli ebrei; anzi, ne ha due: rendere ancor
meglio accetta negli ambienti ai quali è rivolto anche l'immagine
dell'autore, che ha un incarico di rilievo nella RAI;
b) Nel libro, Rossi mi attacca, mi si dice, in modo subdolo, sostenendo che
in me sarebbero rimaste tracce di antisemitismo evoliano (!) e che solo nel
1993 avrei scritto che "I protocolli dei Savi di Sion" sono un falso.
Interessante, dato che non ho mai scritto che fossero veri... Leggerò e
risponderò, ma Rossi fa male a cercare di riempire di scheletri il mio
armadio, perché nel suo ce ne sono di ben più ingombranti - ognuno ha il suo
passato -, e non penso che gli giovi una disputa. A cui comunque, se sarà il
caso, non mi sottrarrò.
c) Sul legame fra opposizione alla politica dei governi israeliani e
antisemitismo si dicono e si scrivono infamie da decenni. Che oggi lo si
faccia soprattutto a destra e da destra non mi stupisce affatto: pur di
riguadagnarsi la verginità, i postneofascisti si inventerebbero di tutto. A
volte mi sorprende di riuscire a soppesarne le ragioni con freddezza in sede
scientifica (l'ho fatto ampiamente in un saggio che sta per uscire negli USA
sul "Journal of Modern Italian Studies" e in Italia su "Trasgressioni":
chiunque potrà giudicare se sono o no obiettivo in argomento), perché sul
piano politico e umano quell'ambiente mi provoca un profondo, razionale
disgusto.
d) Circa il connubio antiamericanismo-antisemitismo, la destra sta fornendo
prove di uno strumentalismo formidabile. Quel che scrive Morra è niente
rispetto a quanto ha scritto Victor Zaslavsky in un recente numero di "Nuova
Storia Contemporanea". Siamo ormai alla colonna infame. Personalmente,
risponderò a questi inviti al linciaggio intellettuale in un volume ("Contro
l'americanismo") di prossima uscita. Ma, certo, il guaio è che i canali
massmediali di cui dispongono questi diffamatori non concederanno mai
nemmeno un centesimo del tempo che concedono a costoro a chiunque sia in
grado di replicare circostanziatamente alle loro affermazioni.
e) La denigrazione falsificante della Nuova Destra è stata, sin qui,
monopolio quasi esclusivo di ambienti della sinistra (in specie di quella
estrema). Anche in questo caso, che il testimone passi alla Destra non mi
stupisce minimamente. Fra i due mali - che tali sono, entrambi -, sono ormai
nettamente il peggiore.
f) Da tutto ciò occorre, mi pare, trarre le debite conseguenze. E,
soprattutto, rinfoderare le illusioni che qualche ingenuo o irriducibile
amico nutre nei confronti dell'arcipelago destrorso. Che è l'avversario più
virulento e rozzo delle idee che Diorama sostiene.
Marco Tarchi




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