dal quotidiano Il Giornale...
" il Giornale del 21/07/2003
--------------------------------------------------------------------------------
A Reggio c'è una faida all'ombra dei Ds
In Calabria fa scalpore l'accusa del giornalista amico di Minniti: "La Cgil ha ucciso Falcomatà"
Francobaldo Chiocci
--------------------------------------------------------------------------------
REGGIO CALABRIA - "Cominciamo dall'omicidio...". Nella sede reggina della Cgil di cui è segretario provinciale, Nino Costantino ghigna agro mentre infila nel televisore la videocassetta per farci vedere e ascoltare le sequenze del fattaccio. Un fattaccio diventato anche giallo politico sullo sfondo di faide all'ombra della Quercia e intanto sfociato in una inedita solidarietà tra un sindacato di sinistra e un sindaco di destra. La Cgil è stata addirittura additata come complice della morte (di più della "uccisione") di Italo Falcomatà, indimenticabile e amatissimo sindaco diessino a cui gli avversari, dall'anno scorso suoi successori al Comune, hanno intitolato anche il lungomare che D'Annunzio definì il chilometro più bello d'Italia.
È accaduto durante una conferenza stampa indetta giorni fa dalla emittente Rtv di Lamberti Castronuovo, imprenditore sanitario e tycoon col pallino del teatro (nella sua villa di Pellaro ne ha anche costruito uno in proprio, chiamandolo Teatro di casa mia) e con la passione per la politica, già esercitata come assessore della giunta Falcomatà. L'incontro coi giornalisti serviva per protestare contro "istituzioni" che vanno dalla Cgil al sindaco di
An Peppe Scopelliti sino a Demetrio Naccari, della Margherita, leader della opposizione di centrosinistra. Cioè contro quanti non si fidano, snobbano e non inviano più a Rtv i loro comunicati nel timore che vengano censurati o stravolti in video. Ad esempio, il sindaco che diventa uno show col sottofondo musicale della Società dei magnaccioni. In appoggio alle recriminazioni ("le istituzioni e la Cgil in quanto tale hanno il dovere sacrosanto di mandare i comunicati stampa, noi abbiamo il diritto di scegliere ciò che ci piace..."), era intervenuto un noto giornalista locale, Paolo Pollichieni, amico di Marco Minniti. Due anni fa venne coinvolto nella Sanitopoli reggina per i suoi rapporti con l'allora segretario dei Ds Lillo Zappia. Lavora alla Gazzetta del Sud e nell'organigramma di Rtv figura come "direttore editoriale e consulente dell'editore".
È lui ad aver pronunciato questi generici ma terribili mozziconi d'accusa: "Sono dell'idea che Italo Falcomatà sia stato ucciso. Chiaro? ... Se altri sono disposti a dimenticare, io no. Io non vendo la mia memoria, non vendo il ricordo delle mie passeggiate con Italo Falcomatà... Ho con l'editore la condivisione di serate, lacrime, conversazioni, cose che ci legavano a una terza persona che ora non c'è più. E non c'è più non per fatalità.... Se la Cgil, che ha contribuito al suo omicidio (sic), ha cambiato idea o si è dimenticata non mi interessa. Se un pezzo di sinistra, che è stata uno dei peggiori detrattori di Italo Falcomatà, ha dimenticato a me non interessa ma non c'è niente che possa farmi dimenticare i comportamenti degli amici e dei nemici di un eroe...".
Sorpresa, incredulità, sgomento, gossip al galoppo, tanto più che a Reggio già si manovra in vista delle regionali del 2005. Tutti si chiedono chi c'è dietro questo postumo attacco a freddo che trasforma una morte per leucemia in un assassinio. La Cgil prende una settimana di tempo per riaversi dalla indignazione, non cedere alla tentazione di menare fendenti contro un occulto superpartito nemico, ottenere una striminzita solidarietà dai Ds assai più formale di quella venuta dal nemico sindaco di An e finalmente presentare in Procura una dura e argomentata querela.
Insospettiscono anche certi incidentali passaggi (o messaggi) della sortita di Pollichieni. Ad esempio: "Io sono libero di uscire con chi mi pare, passeggio con Marco Minniti quando viene a Reggio e mangio la granita con Gino Polimeni...". Il quale Polimeni è stato assessore con Falcomatà e ora, con il segretario diessino Pio Caminiti, è il reggino più minnitiano. Costantino schiva con imbarazzo: "Forse a sinistra c'è invidia e gelosia per il nostro attivismo, per la nostra presenza in ogni iniziativa che conta. Certo è inquietante che se la prendano con noi e con il nostro principale nemico, il sindaco di destra contro cui in otto mesi abbiamo fatto più scioperi che in otto anni di giunta di sinistra, e persino contro il capo dell'opposizione che oltre tutto è fidanzato con la figlia di Falcomatà".
Chiediamo a Pollichieni di spiegarci perché un "pezzo della sinistra" avrebbe "ucciso" Falcomatà. Racconta una lunga serie di presunte inimicizie che procurarono all'indimenticabile sindaco diessino 38 avvisi di garanzia e si scatenarono anche quando, ormai malato terminale, si trovava in chemioterapia e Berlusconi gli offrì un aereo perché potesse farsi curare all'estero. Accenna a "pressioni terribili" che avrebbe subito perché smentisse un'intervista in cui aveva confidato le sue delusioni e amarezze politiche. E aggiorna sibillino: "C'è a Reggio un sistema di fare potere che la sinistra, in polemica con se stessa da una vita, esercita anche stando all'opposizione. Ora, strana coincidenza, mi querelano mentre il Correntone fa pace con Fassino". Ovviamente, nega che dietro di lui ci sia qualcuno. Neppure l'editore di Rtv, due volte battuto come aspirante senatore dell'Ulivo e "scornato" dalla mancata nomina a Sovrintendente del Teatro Cilea, per il quale, l'anno scorso in piena campagna elettorale, pur essendo assessore uscente della giunta di centrosinistra defunta con Falcomatà, aveva offerto la sua competenza e disponibilità al candidato sindaco di centrodestra Peppe Scopelliti. Che ora, guarda il caso e la nemesi, è bersaglio della sua emittente quasi quanto la Cgil. "
Saluti liberali




Rispondi Citando