(ricevuto da Arabcomint,il 15 luglio 2003)
INTRODUZIONE
Sono ormai sei giorni che i prigionieri politici palestinesi detenuti nel campo di detenzione di Ashkelon fanno lo sciopero della fame.
Da quattro giorni si è esteso al campo di detenzione di Megiddo e lunedi' i detenuti di Hadarim si sono aggiunti a loro.
Lo sciopero continuerà fino a quando le autorità israeliane non acconsentiranno al rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi che si trovano nelle carceri israeliane,senza porre condizioni circa
la loro affiliazione politica o ideologica.I detenuti dichiarano di non
essere disposti a fungere da ostaggi al fine di ottenere delle concessioni politiche dall'ANP,nè accettano la politica israeliana di
discriminazione fra i prigionieri,mirata a frammentare la loro unità.
Da oggi i prigionieri fanno uscire un diario quotidiano che riporta notizie,fatti e commenti,per far sentire la loro voce al mondo e poter parlare delle condizioni dentro le carceri israeliane e delle loro rivendicazioni.Le storie dei quasi 6.000 palestinesi rinchiusi in
condizioni disumane nelle carceri e nei campi di detenzione sono anche le storie delle loro famiglie che aspettano padri,madri e fratelli(e anche madri,mogli e sorelle);sono la storia di questa Intifada.
La prima parte parlerà di una piccola vittoria nella lotta per i Diritti
Umani più basilari negati ai palestinesi dietro e fuori le sbarre.
PRIMA PARTE
Il 9 luglio non soltanto i prigionieri politici palestinesi rinchiusi nel
campo di detenzione di Ashkelon,ma anche un gruppo di 28 detenuti del campo di detenzione di Megiddo,hanno cominciato lo
sciopero della fame."Abbiamo condiviso lo sciopero della fame di
Mahmud Tuhul in solidarietà con la sua lotta per il diritto alla sua salute e contro la sistematica negazione di trattamenti medici ai prigionieri dentro i campi di detenzione"dichiara uno dei compagni
di Mahmud che ha partecipato allo sciopero della fame.Mahmud
Tuhul ha 29 anni,sua moglie e tre bambini piccoli stanno aspettando che ritorni a casa.
La sua storia comincia il 23 ottobre 2001,quando soldati israeliani
sparano da un carro armato su di lui e il proiettile del cannone distrugge quasi completamente il suo gomito.Dopo le operazioni a
Tulkarem e a Nablus i medici credevano di aver salvato il suo braccio,ma Mahmud non era ancora guarito quando fu arrestato.
Le sue condizioni si sono molto deteriorate in carcere fino a che oggi non riesce più a muovere il braccio.Diversi medici del campo di
detenzione hanno suggerito diversi trattamenti,ma sono arrivati alla stessa conclusione che ha espresso l'unico specialista indipendente che a Mahmud Tuhul è mai stato concesso di vedere
durante la sua prigioniaer salvare il suo braccio deve sottoporsi
urgentemente ad altre due operazioni.Nonostante ciò,l'amm.ne di
Megiddo non ha mai rilasciato i permessi necessari per poter effettuare le operazioni e ulteriori visite mediche gli sono state negate."Mi chiedo se i miei bambini mi vedranno mai più con entrambe le braccia"si sfoga Mahmud Tuhul pieno di rabbia e dolore;"Il mio futuro sta nelle mani dell'amministrazione di questo campo di detenzione.
Di fronte al precipitare delle condizioni del suo braccio,uno sciopero della fame sembrava l'unico modo per poter far pressione sull'amministrazione di Megiddo affinchè venisse dato ai
detenuti almeno il diritto fondamentale di ricevere trattamenti medici.Sembra che l'azione abbia ottenuto una piccola vittoria:
dopo cinque giorni di sciopero della fame l'amministrazione ha promesso di dare a Mahmud Tuhul tutti i permessi per sottoporsi alle operazioni necessarie.Cresce perciò la speranza che Mahmud
possa tenere di nuovo i suoi figli tra entrambe le braccia il giorno del suo rilascio.
"Abbiamo sospeso lo sciopero della fame fino al 22 luglio per dare
all'amministrazione di Megiddo la possibilità di far seguire alle promesse fatti concreti,altrimenti siamo determinati a continuare"
spiega uno dei detenuti che ha condiviso lo sciopero della fame con Mahmud Tuhul.Una piccola vittoria che dà forza e speranza ai
detenuti di Megiddo,Ashkelon e Hadarim che continuano a lottare
con lo sciopero della fame per il rilascio di tutti i prigionieri politici
palestinesi.(CONTINUA)




er salvare il suo braccio deve sottoporsi
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