INTERVISTA A MARCO CAPPATO
da "Toscana Gel", pagina 5
on.le Marco Cappato (1° a sinistra nella foto) premiato politico dell'anno.
Trent'anni fa il Partito radicale era l'unica forza parlamentare a sostenere senza finzioni e ipocrisie le istanze del nascente movimento gay italiano. Il successo di eventi come il Baripride dimostra anche che si stanno raccogliendo i frutti di chi, in un paese più bigotto, clericale e conformista di quell'attuale, ha avuto il coraggio di andare controcorrente?
L'azione radicale dagli anni '70 in poi - dalle lotte per la libertà sessuale con il FUORI, la legge sul riconoscimento del cambiamento di sesso, alle proposte di oggi per il matrimonio gay e il PACs - è andato soprattutto controcorrente rispetto alla partitocrazia italiana più che al Paese. Certo, poi la politica a sua volta influisce sulla società, e credo che sia anche grazie alle lotte radicali di quegli anni che oggi persino il matrimonio omossessuale è visto favorevolmente dalla maggioranza degli italiani.
Ritieni che questo cambiamento di mentalità nella popolazione sia stato favorito anche da una maggiore visibilità delle persone omosessuali?
Il fatto che si sia parlato apertamente e sempre più spesso di sessualità ed omosessualità e che gli omosessuali abbiano parlato sempre più apertamente sui media o in politica ha permesso di fare conoscere di più le persone come sono.
A tuo parere il coming out, l'esigenza di dichiararsi, è un modo per rifiutare di nascondersi e di vergognarsi o può apparire anche come una limitazione della libera sessualità in schemi di riferimento (etero/omosessuale) a volte troppo rigidi?
Da libertario, penso che debba essere una scelta assolutamente individuale quella di decidere se e come raccontare la propria sessualità. La rigidità culturale dello schema "etero-omo" certamente esiste, e non corrisponde alla realtà di ciascuno, solitamente più complessa; ma non è nascondendosi che si superano gli schemi.
Sul piano legislativo quale ritieni debbano essere le principali proposte per il raggiungimento della parità dei diritti dei cittadini omosessuali?
L'ordinamento giuridico dovrebbe essere neutrale rispetto al sesso o alla sessualità, e prevedere la libertà per le persone di regolamentare i propri rapporti. Per questo la proposta di legge radicale depositata al Parlamento italiano prevede l'apertura dell'istituto del matrimonio alle persone dello stesso sesso e la possibilità di regolamentare i rapporti nel modo più flessibile possibile.
Il centrosinistra non ha fatto nulla quando era al governo per garantire maggiori libertà e diritti, e penso ai diritti dei gay, ma anche alla ricerca scientifica, l'eutanasia, le droghe, la prostituzione, la riforma delle leggi sul divorzio e aborto, le adozioni. Evidentemente le componenti clericali su questi temi hanno sempre spuntato un diritto di veto. Anche le occasioni referendarie che abbiamo offerto, non sono state colte. Dunque il "percorso di collaborazione politica continuativa" dipende più dal centrosinistra che da noi. Siamo sempre stati disponibili a contribuire, anche da posizioni di governo, alla realizzazione di quelle riforme. Se la sinistra diventasse una sinistra di libertà, ci troverebbe pronti, non solo in Italia, ma anche per combattere i proibizionismi a livello internazionale. Se l'Italia proponesse alle Nazioni Unite di approvare una risoluzione sulla libertà sessuale come diritto fondamentale storicamente acquisito della persona umana, sarebbe un passo importantissimo per chi oggi é vittima di repressione violenta da parte dei dittatori di tutto il mondo.
Wolare
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