http://www.corriere.it/Primo_Piano/C.../stefani.shtml
Corriere della Sera 11/07/2003
POLITICA
Sul quotidiano tedesco Bild una lettera di scuse ai tedeschi
Caso Schroeder, Stefani costretto a dimettersi
La testa del sottosegretario leghista al Turismo chiesta da silvio Berlusconi. Fini senza mezzi termini: «Un idiota».
Il leghista Stefano Stefani (Afp)
ROMA - Il leghista Stefano Stefani, al centro delle polemiche per le sue frasi contro i tedeschi che hanno spinto il cancelliere Schroeder a cancellare le sue vacanze in Italia ha annunciato ieri sera, durante un comizio a Badia Calavena, di aver rassegnato le proprie dimissioni a Silvio Berlusconi da sottosegretario con delega al Turismo. «Non sono legato ad alcuna sedia», e ha detto Stefani: «È curioso che nel nostro Paese venga additato e colpevolizzato l'unico che ha usato la propria voce per lavare un oltraggio fatto in Parlamento europeo al nostro Paese, a tutti i cittadini, a cominciare da quelli della Padania». Poi le precisazioni del premier: «Oggi sono andato a Milano, ho parlato a Stefani e gli ho chiesto di dimettersi» ha spiegato Silvio Berlusconi alla fine dell'incontro che ha sciolto le tensioni con Bossi. Quindi il caso è chiuso.
LE SUE SCUSE SUL QUOTIDIANO BILD - In una lettera che
Il cancelliere tedesco Schroeder (Ap)
viene pubblicata oggi dal quotidiano tedesco Bild, Stefani scrive: «Io amo la Germania» e spiega che non aveva intenzione di offendere il popolo germanico. «Mi dispiace», dice il parlamentare che, in una lettera pubblicata sul quotidiano La Padania la scorsa settimana, aveva definito i tedeschi «biondi iper-nazionalisti» invasori delle spiagge italiane. «Amo la Germania. Se attraverso le mie parole in molti tedeschi sono sorte delle incomprensioni, voglio dire adesso che mi dispiace molto», scrive Stefani aggiungendo che i tedeschi «sono sempre benvenuti in Italia» e che sono «vicini esemplari e amici affidabili».
FINI: STEFANI «UN IDIOTA» - Il più forte commento espresso da un membro del governo italiano contro Stefani lo ha pronunciato Fini dichiarando ai giornalisti che «un idiota è sempre un idiota». Poi l'esplicito invito alle dimissioni, raccolto succesivamente dal sottosegretario: «Penso che il sottosegretario debba tirare le conclusioni (di quello che ha detto) e affrontare le conseguenze»,
SCHROEDER: «STEFANI IO L'AVREI SILURATO SUBITO» - Il cancelliere tedesco ha detto che se il sottosegretario al turismo Stefani fosse stato un membro del suo gabinetto sarebbe stato velocemente costretto a dimettersi: «Nel mio governo - ha detto Schroeder - non avrebbe conservato a lungo la sua carica di sottosegretario».
12 luglio 2003
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...celliere.shtml
Corriere Della Sera 9 luglio 2003
Sondaggio: il 14% dei tedeschi boicotterà i ristoranti italiani
Niente vacanze in Italia per Schroeder
Il caso Stefani non è affatto chiuso: il cancelliere decide di rinunciare al suo periodo di ferie nelle Marche
BERLINO (GERMANIA) - Il cancelliere tedesco Gerard Schroeder non trascorrerà le sue vacanze in Italia.
Il cancelliere ha deciso di cancellare il tradizionale periodo di risposo nelle Marche a seguito dell'attacco ai tedeschi lanciato dal sottogretario alle Attività produttive il leghista Stefano Stefani dalle colonne della Padania nei giorni scorsi. Non è servito quindi a nulla il chiarimento avuto tra il cancelliere e il ministro degli Esteri Franco Frattini che sembrava aver chiuso l'incidente. Il ministro dell'Interno tedesco Otto Schily ha infatti suggerito il siluramento del sottosegretario leghista Stefano Stefani per le frasi offensive nei riguardi dei turisti tedeschi. Intervenendo alla trasmissione televisiva «Morgenmagazin» della rete pubblica Zdf, Schily ha dichiarato che se fosse lui il presidente del Consiglio «quest'uomo non ricoprirebbe più la sua carica». «È consigliabile che il governo italiano metta a posto questa faccenda», ha avvertito Schily, pur sottolineando che le relazioni tra Italia e Germania non possono essere messe in discussione «nemmeno da un sottosegretario che si comporta da grullo, rilascia dichiarazioni rivoltanti ed è assolutamente inadatto a ricoprire la sua funzione».
BERLUSCONI: «MI DISPIACE PER LUI» - Laconico il commento del premier Silvio Berlusconi alla notizia del mancato arrivo in vacanza in Italia di Schroeder: «Mi dispiace per lui» ha detto il capo del governo.
LA RISPOSTA DI FRATTINI - «No, non è un caso politico». Questa è stata la risposta del ministro degli Esteri Frattini, ai giornalisti che in Senato gli comunicavano la notizia che il Cancelliere tedesco aveva deciso di cancellare le sue programmate vacanze in Italia. «Sono dispiaciuto, per me - ha aggiunto Frattini - l'incidente è
Il titolo di oggi del giornale tedesco Bild, versione online
chiuso da due giorni ed io continuerò comunque ad andare in Germania».
L'ULIVO CHIEDE DIMISSIONI STEFANI - Ma la questione Stefani continua a far discutere anche nel Parlamento italiano. L'Ulivo domani chiederà alla Camera e al Senato che «il sottosegretario Stefano Stefani sia sollevato dal suo incarico per gli enormi danni che sta arrecando al Paese con le sue sconsiderate dichiarazioni». È quanto ha annunciato il diessino Luciano Violante al termine della riunione dei leader e dei capigruppo del centrosinistra.
BOICOTTAGGIO DEI RISTORANTI ITALIANI - Il caso Stefani e prima ancora il caso Schulz rischia però di costare caro all'economia italiana. Si calcola che i turisti tedeschi spendano ogni anno in Italia circa 10 miliardi di euro. Se sul piano diplomatico la vicenda può dirsi più o meno risolta, il paragone di Berlusconi tra l’eurodeputato tedesco Schulz e un nazista ha irritato i cittadini tedeschi a tal punto che il 14% di loro ha deciso di boicottare d’ora in poi i ristoranti italiani, sia che si trovino in Germania che in Italia. Un sondaggio condotto per conto del settimanale "WirtschaftsWoche" rivela infatti che il 14% dei tedeschi ha deciso di rinunciare alla cucina italiana per protestare contro le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Il 76% dei cittadini hanno invece dichiarato che non si lascerà influenzare dalla vicenda, mentre il 10% si è detto indifferente.
9 luglio 2003
http://www.lapadania.com/news/08%20l..._lapadania.htm
http://www.lapadania.com/news/ARCHIVIO/08_07_03.htm
La PAdania 8 luglio 2003
L’ON. STEFANI INVITA DA NOI IL CANCELLIERE SCHROEDER
On. Stefani, ha sentito? Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder minaccia di cancellare le sue vacanze in Italia.
«Mi dispiace. Ma io che cosa c’entro?».
- Il cancelliere ha rilasciato un’intervista al quotidiano berlinese Tagesspiegel, che pubblicherà oggi: minaccia di non venire in Italia a causa delle sue dichiarazioni, on. Stefani, sui tedeschi, contenute nella sua lettera aperta pubblicata da la Padania.
«Sono allibito. Il mio intervento è stato diffuso dalle agenzie giovedì scorso e pubblicato da la Padania, e in sintesi dal Corriere della Sera, venerdì. Il giorno dopo c’era una mia chiarissima puntualizzazione visto che avevo subito avvertito odore di strumentalizzazioni. Sono passati alcuni giorni ed ecco questa dichiarazione del cancelliere. Se le mie parole fossero state considerate così gravi e offensive, la reazione avrebbe dovuto essere tempestiva ed immediata. E non a scoppio ritardato. Evidentemente qualcuno, visto che Berlusconi ha fatto muro e non è indietreggiato di un millimetro, ha pensato bene di aprire un altro fronte per inasprire i rapporti italo-tedeschi. Ed eccoci dunque a questa polemica a scoppio ritardato».
- Che cosa le fa pensare tutto questo?
«Semplice. Le mie dichiarazioni sono comparse giovedì. Non vorrei che qualcuno in Italia volesse approfittare della situazione e, sulla scia del cancelliere, far credere che molti turisti tedeschi arrivino a disdettare le loro prenotazioni, le loro vacanze sulle nostre Riviere, sui laghi o nelle località di montagna. Chi fa cose di questo genere, chi in Italia preferisce vedere in difficoltà il proprio Paese e danneggiarlo, è veramente un..., non mi faccia dire parolacce».
- On. Stefani, vogliamo ricordare che cosa lei aveva detto, dopo la vicenda Schulz, solidarizzando col nostro premier?
«Semplicemente avevo messo in luce alcune caratteristiche ben note a tutti. Ma precisando bene che non tutti i tedeschi, per fortuna, sono come Schulz. Io mi riferivo a “certi” tedeschi, e a non a “tutti” i tedeschi. È incredibile come in certe situazioni accada puntualmente di dover rendere esplicito quello che di per sé è già chiaro, chiarissimo».
- E cioè?
«Il contesto nel quale è stato inserito l’articolo, lasciava infatti palesemente intendere il disappunto per quei tedeschi che esprimono giudizi sull’Italia o sulle autorità politiche italiane basandosi su beceri stereotipi. È evidente quindi che non avrei potuto fare riferimento al popolo tedesco nel suo insieme. Ma qualcuno non se ne è reso conto. E mi spiace che al cancelliere, probabilmente, siano state lette o tradotte in modo inesatto rispetto al mio pensiero certe frasi. Purtroppo, come spesso accade, c’è sempre chi è disposto a confondere proditoriamente il senso di un pensiero, cercando a tutti i costi di generalizzare, di confondere, per i propri fini, la parte con il tutto».
- On. Stefani, ma lei conosce bene il popolo tedesco?
«Guardi, ho moltissimi amici e si può chiedere anche a loro come la penso. E sono stato anche sposato per lungo tempo con una signora tedesca di Francoforte. Più di così...».
- Che cosa vorrebbe dire al cancelliere tedesco?
«Lo vorrei invitare a passare le sue vacanze mio ospite, sul Lago di Garda o dove preferisce. Mio ospite, ripeto. In Italia. Così capirà di che pasta sono fatto e come mi trovo bene con i tedeschi diversi da Schulz. E io sono certo, e so che lui è ben diverso da Schulz».
http://www.lapadania.com/news/ARCHIVIO/09_07_03.htm
http://www.lapadania.com/news/09%20l...uglio_2003.htm
Dopo Moretti, Pardi, Ricca il caravanserraglio ingaggia lo straniero
Schulz alla festa dell’Unità
L’on. Stefani: ma di cosa mi devo scusare?
Chi si somiglia, si piglia. Martin Schulz, l’europarlamentare della Spd tedesca che ha lanciato nei giorni scorsi infelici accuse al premier Berlusconi e al leader del Carroccio Umberto Bossi, entrerà da trionfatore al Festival de l’Unità del capoluogo toscano. Con lui, “sputa-sentenze”, altri esponenti di spicco della nuova sinistra, in prima fila Piero Ricca, figlio di un magistrato milanese, noto per aver sputato davvero verso il Cavaliere, coprendolo di insulti all’uscita da un’udienza in Tribunale. A chiudere i girotondini Moretti e Pardi. Un caso? «Temo ci sia dietro una manovra politica». Ieri profetizzava così il sottosegretario Stefani, nel mirino dei media per aver criticato le esternazioni politiche tedesche. Persino per il cancelliere Schroeder, il «caso è chiuso». Ma non per la sinistra che vuol trasformare l’acquazzone estivo in tempesta.
Un tedesco ci scrive
Riceviamo e pubblichiamo:
Un verbo tedesco dice: come si grida nel bosco ritorna l’eco! Chi offende non può aspettarsi una lode. Sono un cittadino dell’ex città libera di Danzica, purtroppo con Cittadinanza tedesca.
Io credo che una nazione dove sono nate due dottrine (il comunismo di Carl Marx e il nazionalsocialismo di Adolf Hitler le quali hanno portato morte e distruzioni in Europa e nel Mondo), non deve dare man forte a un gruppetto di politici che è ancora infettato dal virus stalinista. Ciò vale tanto per l’Italia quanto per la Germania. Questi gruppetti si nascondono dietro altri partiti di sinistra e sono vili perché non si fanno riconoscere per quello che sono, a differenza dei Comunisti Italiani il cui simbolo è ancora la Falce e Martello.
Da quando Berlusconi è a capo del Governo, questo gruppetto di comunisti non dichiarati tenta in tutti modi di rovesciare il Governo; poiché non ci sono riusciti con i loro compagni italiani così hanno tentato con i loro Genossen (compagni) in Germania.
Io vivo da 58 anni in Italia, dove ho trovato gentilezza aiuto e amicizia, con il mio comportamento ho imparato molte belle cose. Consiglio ai miei Cugini in Germania di fare altrettanto. Non dobbiamo solo vantarci del bene che abbiamo perseguito, ma dobbiamo anche riconoscere il male che abbiamo fatto, pensare anche ai nostri difetti e non evidenziare solamente quelli degli altri.
Arthur Krueger
Via Tortesen, 18
32032 Feltre (Belluno)
Su "La Padania" lettera del viceministro Stefano Stefani
"Primi della classe, invadono rumorosamente le nostre spiagge"
"Tedeschi, biondi stereotipati
ubriachi di tronfie certezze"
Emilia e Toscana furibonde: "Non può
rappresentare il turismo italiano"
http://www.repubblica.it/online/este...a/padania.html
La Repubblica 04/07/2003
ROMA - Li conosciamo bene, i tedeschi. E a chi non dovesse conoscerli è consigliata la lettura della lettera aperta, pubblicata oggi sul quotidiano La Padania, organo ufficiale della Lega Nord, a firma di Stefano Stefani, sottosegretario leghista alle Attività produttive con delega al turismo. Con il titolo, per l'appunto, "Li conosciamo bene i tedeschi". E dove, con dettagliata esegesi di un popolo di "biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista", se ne enunciano le più pregnanti quanto meno tollerabili caratteristiche. Ad esempio, scrive Stefani, "invadono rumorosamente le nostre spiagge ma sul loro quotidiano più letto, la Bild (...) non dimenticano di menzionare (...) il numero dei furti d'auto a Rimini o addirittura le ultime statistiche dei morti di mafia in Sicilia". Passaggio, questo, che ha suscitato la reazione irritata degli assessori al Turismo di Toscana ed Emilia Romagna, che in una dichiarazione congiunta si sono detti "indignati" dalle "gravissime dichiarazioni" del sottosegretario, ed hanno espresso "solidarietà a un intero popolo ingiustamente offeso".
Ma al di là del risentimento, sia pur legittimo, degli assessori, vale la pena segnalare alcuni dei passaggi della lettera aperta di Stefani. Che, naturalmente, ha come bersaglio principale Martin Schulz, personificazione di vizi e malcostumi di un popolo intero, "ubriaco di tronfie certezze", abituato a sentirsi "primo della classe" e ad assumere "atteggiamenti protervi". Come quelli manifestati, appunto, da Schulz, reo di aver attaccato "con grevità" Berlusconi e di aver "dubitato dell'intelligenza dei nostri ministri e delle loro dichiarazioni". Proprio lui, quel'"ex libraio di Hehlrath". Che con grossolano sillogismo, ha "volontariamente offeso tutti quegli italiani che con il loro voto hanno democraticamente deciso di essere rappresentati da questi partiti e da questi esponenti".
Ma "li conosciamo bene, i tedeschi". Che "mangiano i nostri spaghetti ma non perdono occasione di rappresentarli in un piatto con una P38 al posto del condimento". Quegli stessi che "invadono rumorosamente le nostre spiagge" e poi parlano male di Rimini e della Sicilia. Come Der Spiegel, che "in occasione dell'appuntamento italiano alla presidenza europea non aveva trovato copertina migliore che quella della foto di Berlusconi seduto su un trono con la scritta 'Der Pate', ovvero il Padrino". Messaggio "lapalissiano" secondo Stefani, ovvero "Berlusconi è un boss della mafia, e quindi l'Italia mafiosa fatta di elettori mafiosi accetta di convivere con la mafia".
Stefani sente l'urgenza di precisare: "La mafia è sinonimo di morte e sofferenza, accostamenti simili sono quanto mai inopportuni ed offensivi". "Ma questo - insiste il sottosegretario - Martin Schulz lo ignora". E lo ignora perché "l'ex libraio di Hehlrath", ci informa Stefani, è "cresciuto a roboanti gare di rutti dopo pantagrueliche bevute di birra e scorpacciate di kartoffel fritte". A un tale personaggio, che per giunta ha anche "gli occhi da topo", non resta che "mostrare sdegno e perplessità, chiedendo a gran voce la pubblica gogna per chi ha osato fare una semplice battuta priva di cattiveria e in risposta alla sua, questa sì, cattiveria".
Kapò, una battuta in una parola. Che però "i tedeschi cercano di cancellare dalle loro memorie, quella stessa parola che opportunisticamente i teutonici non perdono però occasione di riesumare quando si tratta di affibbiarla velatamente ad un ministro italiano, magari della Lega". E qui l'analisi di Stefani si fa, diciamo così, sottile: "Sono i tipici atteggiamenti degli insicuri, che attaccano sapendo di essere vulnerabili".
Troppo comodo, "siamo stanchi di queste strategie da quattro soldi". "E se in passato è bastato un test autmobilistico 'dell'alce' per far capire la fallibilità e la ribaltabilità di quest Paese, ubriaco di tronfie certezze - conclude l'autore della lettera -, chissà quante coscienze potrebbe far crollare un doveroso ma, a questo punto necesario e indispensabile... test d'intelligenza".
(4 luglio 2003)




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