Esemplare l'articolo sull'Espresso di questa settimana di Marco Damilano.
Oggi è stata una giornata di vero ed autentico disgusto (non ne avevo bisogno come molti sanno avendo già una opinione miserevole di certe persone), ma ogni tanto ci si vorrebbe distrarre invece di trovare sempre quotidiane orride conferme.
Il botta e risposta tra Franceschini e D'Alema: Franceschini. Chissà perché quando una proposta viene da te, uno pensa subito a quale sia la fregatura (è vero! anch'io è sempre la prima cosa che penso!). D'Alema. Come i contadini diffidi delle cose che dicono i più intelligenti (e chi sarebbe, di grazia, lui?).
Oppure questo sublime articolo del segretario della sezione Mazzini (nota sezione proletaria di periferia) di Roma, quella dove "casualmente" è iscritto Massimo D'Alema, un certo Matteo Orfini: "la proposta Prodi - liste uniche dell'Ulivo alle europee - è l'ennesimo tentativo di forzare su una linea su cui non c'è consenso e di mettere in difficoltà la sinistra. Prodi è lo stesso uomo politico che non seppe gestire una maggioranza facile facile (con la "desistenza" di Rifondazione, facile facile mica lo era poi molto...), che riuscì ad essere sfiduciato per un voto (già, mi pare che qualcuno all'epoca era all'estero, non "supportò" granché il Governo, benché fosse il segretario del più grande partito della coalizione), che ad ogni passaggio internazionale non ha trovato di meglio che imboscarsi (?!). E' un'uomo che ha già fallito la prova del governo (ha fatto entrare l'Italia in Europa!) e che ha dimostrato di essere inadeguato a guidare la coalizione. Oggi è il salvatore della patria? E perché di grazia?".
Vorrei pietosamente sorvolare sui fallimenti a raffica di Massimo D'Alema che, ormai sono convinta, porta iella ed al quale si deve la attuale disperante situazione in cui versa questo Paese (s) governato da un signore al quale si sono costruiti i ponti d'oro. Ma c'è un piccolo e non insignificante particolare, Romano Prodi Mortadella fu votato dalla maggioranza dei cittadini italiani, Massimo D'Alema riuscì ad andare al governo senza essere votato per quel ruolo da nessuno. E sapeva PERFETTAMENTE che ci sarebbe riuscito solo "grazie" a certi osceni trabochetti di Palazzo (in cui è esperto).
Continua incessantemente (nonostante la situazione di oggi soprattutto a lui sia dovuta) ad ammorbare la nostra politica che già da sola se la cava già abbastanza bene.
Di Berlusconi ci libereremo assai presto ma di questo mefitico personaggio quando? Sono sempre più convinta che il cancro che impedirà una vera alternativa in Italia si chiama DS (ciò che è diventato oggi). Benissimo ha fatto Walter Veltroni a "distanziarsi" il più possibile da questa impresentabile ormai forza politica che ancora oggi pretenderebbe di essere "il perno" sul quale ruota l'intera coalizione. Ne riparleremo tra qualche mese sperando che il "vaso di Pandora" (come l'ha chiamato il Financial Times) delle tangenti ENEL non s'apra...




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