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    Angry Biagi morì a causa di Scajola.......forse

    Biagi morì a causa della circolare fatta da Scajola"


    L'atto d'accusa nella memoria difensiva dell'ex questore di Bologna: "Fui richiamato perché non avevo tolto la protezione al consulente del lavoro".


    BOLOGNA - Un atto d'accusa pesante quello dell'ex questore di Bologna. Decisiva nel percorso dell'inchiesta sulla mancata scorta al professore assassinato dalle Br il 19 marzo 2002. "La vera causa della revoca della tutela al professor Marco Biagi da parte di Bologna, Milano e Modena è da individuarsi nella circolare Scajola...Senza quella circolare probabilmente il professore sarebbe ancora vivo". E' un passo della memoria - nella quale ci sono altre severe osservazioni ai vertici del ministero dell'Interno - dell'avvocato Umberto Guerini, il legale dell'ex questore di Bologna Romano Argenio, depositata al Gip del capoluogo emiliano che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione nell' ambito dell'inchiesta. Il legale ha chiesto "l'archiviazione per non aver commesso il fatto": la Procura aveva invece chiesto l'archiviazione "per essere l'errore da lui commesso nella fase di revoca delle misure di protezione privo di colpa penalmente rilevante...". Argenio, insieme all' ex Prefetto di Bologna Sergio Jovino, al capo dell' Antiterrorismo Carlo De Stefano e al vice Stefano Berrettoni è accusato di cooperazione in omicidio colposo. Secondo la memoria Argenio operò per proteggere il giuslavorista anche oltre le disposizioni delle circolari: "Il capo della Polizia - si legge - richiamò al rispetto delle regole la Questura di Bologna che continuava ad esprimere il proprio parere favorevole al mantenimento della scorta al professor Biagi nonostante, secondo le sue valutazioni, non corresse alcun rischio, invitandola a indicare quali erano gli elementi circostanziali attuali e concreti che avevano portato a quella decisione".

    La memoria del legale ha sottolineato anche le conclusioni evidenziate nella relazione Sorge, l'indagine interna subito ordinata da Scajola: "In realtà le cose non stanno come le ha rappresentate Sorge e come le ha ricostruite la Procura di Bologna. A noi pare - ha scritto il legale - che la tesi dell' analisi ambientale sia un tentativo compiuto a posteriori per allontanare dal centro, in particolare dal ministro dell' Interno, ogni possibile collegamento con la morte del professor Biagi".

    "Non si dimentichi - ha scritto ancora Guerini - che al dott. Argenio si contesta una colpa specifica rappresentata dalla inosservanza delle norme che regolano la sua funzione. Ebbene tra le norme...ci sono anche le circolari Bianco e Scajola che hanno fissato criteri vincolanti per la attribuzione e la revoca delle tutele". E, secondo la memoria, Argenio ha violato le disposizioni, ma "ad esclusivo vantaggio delle protezione del professor Biagi se è vero che per questo è stato drasticamente richiamato all' ordine dal capo della Polizia". Per questo, "se una critica la Procura deve fare la rivolga a chi ha voluto quei criteri, a chi li ha mantenuti e a chi li ha ulteriormente irrigiditi". Di qui i rilievi verso altre Questure d' Italia, che erano peraltro già stati mossi anche nella richiesta di archiviazione delle Procura: "Se si vuole cercare la negligenza - ha scritto ancora il legale di Argenio - la si cerchi nella condotta di chi era consapevole che Biagi stava a Maroni come D'Antona stava a Bassolino". Un particolare, quella similitudine, che il ministro Maroni confidò all' allora prefetto di Roma Giuseppe Romano, e questi al questore dell' epoca, Giovanni Finazzo: "Tale segnale di rischio restò fermo negli archivi della Prefettura e della Questura di Roma".

    Per questo, "é certo che in questo contesto le considerazioni negative rivolte alla condotta del dott. Argenio non hanno fondamento alcuno e sul piano morale debbono essere rivolte, se mai, ad altri". E se la responsabilità fosse degli organi periferici - é contenuto ancora nella memoria - e "se di fatto la Questura di Roma ha operato come 'motore primo' della serie causale che ha prodotto l' evento, ne segue che in base all' articolo 40, capoverso, codice penale, esso deve esserle addebitato. Ugualmente deve essere addebitato a Milano e Modena (dove Biagi fu parimenti posto sotto protezione, ndr)".

    "Se esiste una colpa di organizzazione essa deve essere attribuita al livello politico, ai ministri dell' Interno che hanno emanato le circolari per l' attribuzione delle scorte". Numerose osservazioni dedicate alla relazione Sorge: "La Procura non dubita minimamente che il contenuto della relazione sia vero. Non si chiede ad esempio perché il ministro dell' Interno anziché incaricare il capo dell' Ufficio ispettivo - organo istituzionale deputato a trattare le questioni legate alla valutazione delle condotte del personale del ministero - abbia affidato l'indagine al proprio capo di Gabinetto".

    "Perché il dott. Sorge nella sua relazione è così severo con la Prefettura e con la Questura di Bologna - che certamente non sapevano della 'qualita'' del lavoro svolto a Roma dal professor Biagi - ed è così accondiscendente verso la Prefettura e la Questura di Roma che avevano ricevuto la notizia dell' esistenza di un rischio attuale e concreto in capo al professor Biagi?". Il difensore respinge anche l' accusa dell' approccio "superficiale, insofferente e burocratico con cui la Questura di Bologna seguì dopo la revoca della scorta la vicenda del professor Biagi": un' accusa che non deve "essere addebitata personalmente al dott. Argenio, ma se mai ad altri".

    "La Procura - dice Guerini - rimprovera invece ad Argenio di non avere voluto ricevere il professor Biagi per 10-15 volte, anzi di avere rifiutato di riceverlo. La circostanza non è vera. Il dott. Argenio ha incontrato il professor Biagi alcune volte e mai ha rifiutato di riceverlo. Se altri non lo hanno fatto, le loro eventuali omissioni non possono essere addebitate che a loro". Una circostanza "che ha oggi un significato morale che pesa molto di più del significato giuridico".


    Questo articolo è tratto a "Il Nuovo"

  2. #2
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    Predefinito Biagi morì a causa di Scajola.......forse

    Non lo so e comunque è estremamente difficile poterlo stabilire.
    Di certo la scorta negata fu un brutto affare.
    Basta solo che quelli individuarono come mandante "politico" Sergio Cofferati la finiscano di dire le loro colossali fesserie.

 

 

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