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Originally posted by jesi1194
E' la prima volta che lo sento. Forse è una di quelle tante storie e/o frottole che si moltiplicarono sul finire del 1944 quando l'incombente sconfitta generò nella RSI una ridda di sospetti, calunnie, tradimenti, che portarono addirittura all'inimicizia quelli della Decima e alcune formazioni fasciste. Ma al riguardo non ne so poi tanto.
La fonte è :"La guerra dei neri", di A.Bolzoni, Ciarrapico editore.
Comunque la Decima Mas ed il suo comandante Borghese non si sono mai definiti fascisti, e se poi andiamo ad analizzare le vicende in cui è stato coinvolto il principe nel dopoguerra, non mi sorprende che ci sia stato dell'astio ,dovuto a profonde differenze ideologiche, tra le Brigate Nere ed i reparti più strettamente militari dell'RSI.
Un saluto
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Originally posted by cornelio
La fonte è :"La guerra dei neri", di A.Bolzoni, Ciarrapico editore.
Comunque la Decima Mas ed il suo comandante Borghese non si sono mai definiti fascisti, e se poi andiamo ad analizzare le vicende in cui è stato coinvolto il principe nel dopoguerra, non mi sorprende che ci sia stato dell'astio ,dovuto a profonde differenze ideologiche, tra le Brigate Nere ed i reparti più strettamente militari dell'RSI.
Un saluto
E' storia nota che la Decima e il Comandante non restarono dalla parte dell'Asse per motivi ideologici. Ma non si comportarono da vigliacchi come tanti fascisti invece fecero. I problemi maggiori si generarono, penso, verso la fine del 1944 e i primi mesi del 1945, quando la Decima aveva come principale obiettivo, se non arrestare, limitare l'avanzata da est delle truppe titine. Pare che a tal proposito ci siano stati anche strani contatti tra il Comandante e gli angloamericani, e c'è chi afferma che la resa a questi ultimi della Decima fu affrettata per permettere agli alleati di occupare zone che rischiavano di finire in mano a Tito se la resistenza sul fronte meridionale si fosse protratta ancora. Ma, ripeto, ne so poco in merito. Forse, Felix e/o Ferruccio potrebbero dirci qualcosa di più...
Saluti.
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tradimento?
Sbaglio o Mussolini fu sfiduciato a maggioranza dal Gran Consiglio del fascismo?
Al che la sua rimozione era, quindi, inevitabile...
Inoltre perché chiamate "tradimento" la rimozione di un leader politico che aveva trascinato la sua collettività ad una guerra ridicola e persa in partenza, con un esercito che cadeva a pezzi?
Per come la penso io, i leader si giudicano dai risultati che ottengono visto che hanno qualche responsabilità nei confronti di chi governano.
Insomma, la rimozione di Mussolini non mi sembra tanto diversa dalla caduta del governo berlusconi o di quello Prodi
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Re: tradimento?
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Originally posted by enrique lister
Sbaglio o Mussolini fu sfiduciato a maggioranza dal Gran Consiglio del fascismo?
Al che la sua rimozione era, quindi, inevitabile...
Inoltre perché chiamate "tradimento" la rimozione di un leader politico che aveva trascinato la sua collettività ad una guerra ridicola e persa in partenza, con un esercito che cadeva a pezzi?
Per come la penso io, i leader si giudicano dai risultati che ottengono visto che hanno qualche responsabilità nei confronti di chi governano.
Insomma, la rimozione di Mussolini non mi sembra tanto diversa dalla caduta del governo berlusconi o di quello Prodi
Comprese le "misure di sicurezza personale" adottate dai Savoia per la persona di Mussolini? Degno preambolo a quello che sarebbe successo da lì a poco (8 Settembre).
PS: la guerra ridicola era vinta in partenza... poi ci pensò l'imbecillità strategica del Pelatone e del Baffetto a capovolgerne le sorti. Purtroppo!
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la caduta di Mussolini è la diretta conseguenza della disfatta del paese, oramai evidente dopo lo sbarco nemico in Sicilia. La fine del fascismo è dunque da imputare alla sconfitta militare del paese, di cui Mussolini è stato il primo responsabile.
Che poi il 25 luglio sia, tecnicamente, un colpo di stato, è un altro discorso. Peraltro il re aveva la facoltà di destituire Mussolini dalla carica di Primo Ministro, cosa che fece nel colloquio con il Duce che Mussolini stesso aveva richiesto per farsi riconfermare l'incarico.
La questione storiografica del 25 luglio si posta quindi verso le responsabilità di Mussolini nella guerra da lui voluta e sostenuta sin dal 1940...