...nei confronti di una istituzione inserita dai nostri "Padri della Patria fondata sul Lavoro e l'antifascismo", chiamata immunità parlamentare?
C'è qualcuno che mi elenchi paesi dove non ci sia qualcosa di analogo?
saluti


...nei confronti di una istituzione inserita dai nostri "Padri della Patria fondata sul Lavoro e l'antifascismo", chiamata immunità parlamentare?
C'è qualcuno che mi elenchi paesi dove non ci sia qualcosa di analogo?
saluti


IMMUNITA' PARLAMENTARE IN EUROPA
a grandi linee...
Spagna
Vige l’autorizzazione a procedere da
parte della Camera di appartenenza
del parlamentare. Se questa viene
negata, si interrompe qualsiasi procedimento,
ma si interrompe anche
la prescrizione (in Italia, ante rivoluzione giacobina del
1993 c’era soltanto
il primo effetto) . Per cui il pro-cedimento
può riprendere soltanto
alla fine del mandato parlamentare.
Alla fine del mandato parlamentare, il possibile
imputato può essere infatti giudicato.
Francia
Occorre l’autorizzazione dell’assemblea
di appartenenza, sia per
l’esercizio dell’azione penale sia
per l’arresto, ma soltanto durante
le sessioni parlamentari.
Fuori sessione, un deputato è perseguibile
ed è contemplata un’autorizzazione
dell’ufficio di presidenza
della Camera soltanto per l’arresto.
La Camera, peraltro, può chiedere e
ottenere che la detenzione o il procedimento
a carico di un suo componente
siano sospesi.
Germania
La Costituzione prevede il meccanismo
dell’autorizzazione a procedere.
Tuttavia, dal 1969, il Bundestag
vota ad ogni inizio di legislatura
una autorizzazione generale per
tutti i reati, ad eccezione delle “ingiurie
di carattere politico”. Con
questo atto, l’autorità giudiziaria
può svolgere sui parlamentari le indagini
che considera necessarie.
Si ritiene, però, che l’autorizzazione
generale valga soltanto per le indagini
istruttorie. Al momento del
rinvio a giudizio, o per l’arresto, è
quindi richiesta l’autorizzazione
specifica dell’Assemblea. Se negata si... congela tutto.
Questo sistema garantisce un minor danno di
immagine per il politico che, invece,
con il meccanismo italiano antecedente
al 1993 e con quello tuttora
in uso in Spagna viene posto
sulla graticola fin dalla primissima
fase delle indagini preliminari,
quando non c’è ancora nessun segno
convincente del suo coinvolgimento.
E ne deriva maggiore libertà
per il giudice che non è obbligato a
fermarsi nel momento in cui in
un’inchiesta compaia, a qualsiasi titolo,
il nome di un parlamentare.
Irlanda e Inghilterra
Non c’è alcuna immunità
penale. Un parlamentare può essere a giudizio
senza alcuna restrizione (in Gran Bretagna dal
1770), anche se il sistema giudiziario è molto
diverso da quello dell'Europa continantale e
funziona in modo difficilmente comparabile.
Persiste in Inghilterra il divieto di arresto dei
parlamentari per cause civili (la galera per debiti
non esiste però più di fatto per nessun suddito di Sua Maestà),
mentre in Irlanda un parlamentare non può essere arrestato
nel tragitto fra la sua abitazione e la sede della Camera, ne'
durante una sessione parlamentare.
L’insindacabilità
Le Costituzioni di tutto il mondo –
in pratica senza eccezione – tutelano
la piena libertà del parlamentare
per le opinioni espresse e i voti dati
nell’esercizio delle sue funzioni.
Opinioni e voti sottratti a qualsiasi
controllo, compreso quello della
magistratura.
Saluti liberali
Il primo effetto obbligatorio dovrebbe essere in ogni caso la sospensione del termine di prescrizione, non la interruzione sic et simpliciter, perchè temo che sarebbe incostituzionale. Come giustamente hai sottolineato più sopra, in Italia all'epoca dell'art. 68 pre-riforma, non c'era nessuna previsione sul punto, cosa alquanto ingiusta perchè dall'immunità si passava direttamente alla impunità. Quanto alla guarentigia sulla insindacabilità, la Corte Costituzionale ha sottolineato più volte come questa debba essere interpretata in relazione alla insindacabilità delle opinioni espresse nell'esercizio effettivo del mandato parlamentare, e non per ogni parola pronunciata dal parlamentare in quanto tale. Tuttavia le autorizzazioni a procedere anche per la sola insindacabilità sono state pochissime, hanno sempre fatto scudo tra di loro e per loro, persino quando lo scudo era davvero ingiustificabile.


Le interpretazioni della Corte sull'insindacabilità saranno anche giuridicamente .....perfette.... ma non sono molto....liberali. Un parlamentare che insulta (esprime opinioni ...offensive) gratuitamente un tizio al di fuori delle sue funzioni politiche è, del resto, anche giusto che non sia protetto. Del resto i MERI reati d'opinione per i liberali non dovrebbero esistere per nessuno (anche se ultimamente leggendo certi nazisti e certi marxisti-leninisti mi sta venendo qualche dubbio...). Insomma ho molti dubbi su questa materia
Shalom!!!
Io le condivido in pieno, perchè quando si parla di opinioni espresse nell'esercizio del mandato non ci si riferisce a qualunque cosa esca dalla bocca del parlamentare ma soltanto a quelle cose dette che hanno a che fare proprio con l'esercizio della sua funzione. E' vero che l'insindacabilità è un qualcosa di diverso dalla immunità, ma in Italia abbiamo sempre il grosso vizio da parte di chi fa le leggi di scambiare le guarentige garantite dalla Costituzione con la totale anarchia, naturalmente solo per alcuni. Per questo io credo che l'art. 68 della Costituzione, non sia da modificare. Se però così deve essere, la mia speranza è che non venga ad essere modificato in maniera tale da arrivare alla totale impunità (ad esempio non prevedendo sospensione della prescrizione). L'istituto della prescrizione è fondamentale in qualunque Stato di diritto, sia nella materia civilistica che penale, e, diversamente da coloro che la ritengono una scappatoia del reo per non subire la pena, credo che sia una delle cose fondamentali che un codice debba prevedere perchè è il fondamento della certezza dei diritto e dei rapporti giuridici. Ma in questi temi non ci sono leggi d'emergenza, prima di tutto bisogna inculcare nel cittadino un pò di coscienza giuridica e far capire il perchè queste riforme, ad oggi, sono ritenute necessarie. Ed a mio modesto parere, non possono essere ritenute tali dopo una sentenza negativa.


Le riforme vanno affrontate, infatti, con un piano organico di trasformazione della materia sulla quale si ritiene di dover mettere le mani. Non a rate, a sprazzi, a corrente alternata, a seconda delle vicende quotidiane.....e via dicendo. Su questo non ci piove.
Tuttavia, lasciando stare la vicenda Previti, proprio i processi al senatore a vita Giulio Andreotti dimostrano quanto, in questo paese, dopo la "rivoluzione giudiziaria" del 1993, la sorte della Repubblica (e il suo stesso ONORE internazionale) sia stata condizionata in modo pesante da settori di una magistratura che ha palesemente debordato rispetto alle sue funzioni.
Sulla base di teoremi sociologici e storico-politici , prima e molto più che su una qualsiasi parvenza di prova concreta ( ma anche sulla base della lettura dei fatti all'interno di quegli schemi ideologizzati e ideologizzanti), si sono accettate acriticamente e si sono utilizzate affermazioni, spesso addirittura ridicole (il famoso bacio di Riina) dei cosiddetti "collaboratori di giustizia", assumendo che il loro semplice generico coincidere (nell'indicare la responsabilità dell'imputato) potesse integrare prova capace di produrre una condanna penale per reati gravissimi ( si parla di mafia e mafiosità!!!) .
Di fronte a tutto ciò il sistema politico è stato messo nella impossibilità di potersi difendere.
Certo, questa debolezza non è stata solo determinata dalla caduta di talune...prerogative.... ma anche, in qualche modo, dalla palese coincidenza di interessi concreti ( di risultato, se non proprio politico-ideologici), fra certe fazioni e frazioni consistenti della Sinistra e la "magistratura" militante.
Infatti, non è contro tutta la politica e tutte le forze politiche che si è egualmente esercitata l'azione di taluni "tribunali rivoluzionari", sostenuti dalla sanculotteria piazzarola ( e di taluni organi di stampa con funzione di agitazione, propaganda, disinformazione).
Persino quando gli imputati appartenevano formalmente a certi partiti..... taluni procuratori, come è già stato altrove documentato, si sono insolitamente peritati a circoscrivere le responsabilità degli imputati comparativamente a quelle degli esponenti di altre forze (notevoli in questo senso le dichiarazioni di D'Ambrosio a favore dell'imputato Stefanini), ovvero hanno bersagliato uomini legati a correnti moderate e in rapporti stretti con i partiti invece più spietatamente colpiti.
E non vale il discorso che la corruzione esisteva sul serio ed era diffusa, giacchè il problema investiva certamente TUTTE le forze politiche dell'Arco Costituzionale e pressochè TUTTI gli uomini funzionalmente preposti all'interno delle stesse ad amministrare i denari. La corruzione esisteva sicuramente, ma non certo dal giorno prima, e non era ed è egualmente moralmente riprovevole quando serviva o serve a foraggiare i partiti, rispetto a quando procurava e procura a personalità legate alla politca mezzi per aumentare le..proprie sostanze o per finanziare la bella vita, preclusa invece alla grandissima maggioranza degli italiani.
Dunque... se vi era molto di marcio, e anche questo andrebbe comunque spiegato storicamente e politicamente, l'effetto dell'azione combinata di forze autodefinitesi "oneste" o "coinvolte solo marginalmente" ( sostenute senz'altro da un intreccio oggettivo di interessi fra parte del mondo economico, di quello editoriale, eccetera) .....e l'azione di talune procure "d'assalto", è stato a propria volta generatore prolifico di fenomeni devastanti per la nostra democrazia e il sistema politico.
Non dimentichiamo l'invenzione di istituti para-giuridici nuovi, da parte della magistratura inquirente milanese, come quello del preavviso di garanzia, della comunicazione giudiziaria a mezzo stampa, del placet preventivo del procuratore Borrelli sui nuovi candidati decisi a scendere in politica (discorso sugli "scheletri negli armadi"), o del "tintinnare della manette" come mezzo per ottenere "la collaborazione" degli imputati, trascinarli "nell'infamia" (parole dei magistrati), e via discorrendo.
Non dimentichiamo neppure la "destituzione di fatto" operata da altre procure, per vicende giudiziare concluse dopo anni con la completa e piena assoluzione degli imputati, di intere Giunte Regionali (Abruzzo) e altre......manifestazioni rivoluzionarie giustizialiste troppo presto dimenticate dalla pubblica opinione democratica.
In questo quadro si inserì la "discesa in Campo" dell'attuale Premier, che già fu Capo del Governo nel 1994 (e ricordiamo quali avvenimenti politico-giudiziari contribuirono a minare la vita di quell'esecutivo legittimo). Ci fu anche parallelamente l'impedimento posto dalle procure d'assalto ad ogni tentativo concreto di "soluzione politica" delle vicende aperte con lo scoperchiamento (parziale, in tutti i sensi) di "Tangentopoli".
Ed è in questo quadro che si mise mano alla Costituzione Repubblicana, riguardo all'istituto dell'immunità parlamentare. Lo si fece quanto basta per, non solo eliminare ogni intollerabile impunità, ma anche per travolgere ogni difesa legittima delle prerogative del Libero Parlamento, più che mai necessarie in un contesto, come quello del nostro paese, ove l'intreccio fra talune forze politiche e magistratura militante raggiunge livelli che sono oltre il patologico. A tutto questo occorre comunque porre rimendio al più presto. Mi auguro che lo si faccia non con la mera restaurazione di situazioni normative ormai inaccettabili sul piano morale (nella prassi), ma con effettiva innovazione, equilibrio e lungimiranza, nello spirito dei Padri Costituenti.
Saluti liberali


perMustang,Originally posted by mustang
...nei confronti di una istituzione inserita dai nostri "Padri della Patria fondata sul Lavoro e l'antifascismo", chiamata immunità parlamentare?
C'è qualcuno che mi elenchi paesi dove non ci sia qualcosa di analogo?
saluti
perchè tanta avversione? v'è da credere o pensare che avendo conquistato il potere vero dello Stato)La cittadella della Giustizia e il suo strumento esecutivo(La magistratura),la sinistra non ha bisogno del consenso popolare per gestire il potere;solo la maggioranza politica,nella sua ala destra e di centro non se ne è ancora resa conto.
Berlusconi e i suoi fedeli dovranno,come devono,prendere coscienza che la battaglia è perduta perchè si combatte una guerra con regole apparenti.I pacifisti della sinistra hanno distrutto la Stato di diritto ma ne hanno lasciato in vita l'involucro per consentire alle anime belle di credere alla sovranità popolare che è stata depennata dai poteri forti delle sinistre;un po' come Augusto tenne in vita l'istituzione senatoriale per piegarla senza sconvolgere il sentimento servile di quei senatori che si apprestavano a divenire cortigiani.


Ma non sarebbe molto (MOLTO) più urgente una riforma che assicuri tempi brevi per i procedimenti, riduca i gradi di giudizio e assicuri i termini della pena?
Ah, questa non piace ai malfattori... scusate!


Una cosa non esclude l'altra. E per accorciare i tempi della giustizia (che altrove con MENO magistrati sono della metà almeno) bisognerebbe che gli impiegati dello Stato con la Toga aumentassero un tantino la loro produttività, magari evidando di perdere tempo con interviste, dichiarazioni pubbliche, ore di mailing-list per insultare il governo.... e rimboccandosi le maniche. Ed evitando di sprecare tempo, energie e pubblici denari per inquisire nemici politici cercando di provare baci fra capi mafia e politici democratici stimati in tutto il mondo.
Ma altri malfattori, forse quelli VERI, sembra che non vogliano....
Saluti liberali


Originally posted by mustang
...nei confronti di una istituzione inserita dai nostri "Padri della Patria fondata sul Lavoro e l'antifascismo", chiamata immunità parlamentare?
C'è qualcuno che mi elenchi paesi dove non ci sia qualcosa di analogo?
saluti
Nessuna avversione. E' giusto proteggere gli eletti del popolo da eventuali eccessi, ci mancherebbe! Peccato però che questo dibattito ora sia solo strumentale agli interessi del signor B.
Peccato poi che molte delle forze che sono in questo governo siano da sempre contrari a questo tipo di strumento (ma, certo, se lo chiede il Capo!), peccato infine che la Costituzione sia sovietica quando si parla di proprietà privata e invece liberale quando si tratta di salvarsi dai processi. Strano no?
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