ANTONIO TROISE Alla fine i capigruppo del Pdl sono riusciti a convincere anche la Lega a votare a favore della mozione che, di fatto, sblocca le risorse destinate al Mezzogiorno, vale a dire la ricca dote dei Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate. Un capitolo che nelle ultime settimane era finito sotto il fuoco incrociato delle polemiche. Da una parte l’opposizione, che aveva criticato la decisione dell’esecutivo di utilizzare le risorse per coprire capitoli di spesa molto diversi, dall’Ici alle case per i terremotati dell’Abruzzo. Dall’altra gli esponenti del centrodestra, che avevano puntato l’indice sulla incapacità delle Regioni a utilizzare le risorse assegnate. A complicare ancora di più la situazione c’erano state poi gli scontri all’interno della maggioranza. E una coda di polemiche si è vista ieri anche in aula, con un durissimo botta e risposta fra la senatrice del Pdl, Simona Vicari e Giovanni Pistorio, dell’Mpa. «Vorrei invitare il movimento di Lombardo a essere meno ipocrita, a evitare il doppiogiochismo e l'ambiguità», ha tuonato l’esponente del partito guidato da Berlusconi. Mentre Pistorio ha criticato contro l’uso «distorto» dei Fas da parte del governo. Poi, però, quando è arrivato il momento del voto, non ci sono state sorprese. La mozione Pdl è passata per alzata di mano, con l’appoggio della Lega. A sbloccare la situazione l’inserimento nel documento finale di un passaggio sulla contrattazione decentrata. Nulla a che vedere con le gabbie salariali invocate da Bossi. Ma, sicuramente, un passo verso «quel maggior adeguamento dei salari al costo della vita sul territorio», che è ormai diventato un cavallo di battaglia del carroccio. Niente da fare, invece, per le altre quattro mozioni in discussione a Palazzo Madama, tre presentate dai partiti dell’opposizione (Pd, Udc e Idv) e una dall’Mpa. Tutte bocciate con almeno una ventina di voti di scarto. Con un solo particolare: che i partiti di opposizione hanno votato compatti in tutte le occasioni. La battaglia, in aula, è stata molto dura. Con bordate reciproche partite dai due schieramenti. Dal fronte dell’opposizione, due le principali critiche mosse all’esecutivo. In primo luogo il dirottamento di una cifra compresa fra i 12 e i 14 miliardi dai fondi per le aree sottoutilizzate ad altri capitoli di spesa, terremoto compreso. Non a caso nelle mozioni presentate da Pd e Idv, si chiedeva esplicitamente il reintegro della dote, anche per ripristinare strumenti come il credito di imposta. Ai democratici non è neanche piaciuto l’attivismo del Pdl sul fronte del Mezzogiorno, a cominciare dalla convention organizzata ieri a Napoli. «Una sceneggiata - ha accusato la senatrice Teresa Armato - finora il governo non ha fatto nulla». Sulla stessa lunghezza d’onda il numero uno a Palazzo Madama del Pd, Anna Finocchiaro: «Dall’esecutivo, fino ad ora, sono arrivati solamente annunci. La mozione approvata in Senato è un documento ridicolo e risibile che rimanda tutto all’età dell’oro federalista e scarica oneri e responsabilità sugli enti e le autonomie locali». Secca la replica del capogruppo del Pdl, Gaetano Quagliariello: «Non accettiamo lezioni da parte della sinistra bisognosa di occultare i disastri delle amministrazioni rosse dall’Abruzzo alla Campania. Vogliamo dare alla questione meridionale un respiro nazionale»
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