Comizio vicino a Bergamo. Il Senatùr promette battaglia sulle riforme e sulle pensioni: "La Lega sarà là col suo fuciletto e la baionetta innestata".
BERGAMO - Umberto Bossi promette battaglia. Festa della Lega a Treviolo, in provincia di Bergamo. Il Senatùr evoca un mese, quello della vendemmia e della trasmigrazione, per mettere in guardia la maggioranza. "A settembre ci scateniamo", urla il leader leghista, alla faccia della tregua siglata con Berlusconi.
E al premier, al quale ha strappato l'impegno sulla cosidetta "road map" delle riforme, o forse di più agli alleati della Cdl, riottosi al mega progetto di riforma istituzionale-federalista che dovrebbe essere approvato entro il 2004 (secondo le promesse fatte da Berlusconi), il segretario padano spedisce un messaggio forte e chiaro: niente scherzi o si torna in trincea. Aprendo cupi scenari con "fuciletti" e "baionette".
L'appuntamento per il redde rationem è fissato alla ripresa dei lavori parlamentari, in un momento che sarebbe poco definire caldo, cioè nel bel mezzo del semestre di presidenza italiana, all'abbrivio della Finanziaria e nella fase finale di quella verifica che An e Udc vogliono chiudere con soddisfazione reciproca. Da qui l'intenzione di Bossi di giocare d'anticipo, promettendo fuoco e fiamme non appena sarà chiusa la fase estiva. "A settembre la Lega esce in attacco - dice il Senatùr arringando la folla - e partirà la grande battaglia per il confine, per i dazi doganali, per la difesa delle pensioni di anzianità per i lavoratori del Nord, per l' applicazione della Bossi-Fini".
Quanto alle pensioni, altro fronte aperto nella maggioranza, il leader leghista ribadisce quanto va sostenendo nei comizi che fa in giro per il Nord: "tagliamo le false pensioni di invalidità oppure le pensioni di anzianità? Tagliamo nel pubblico impiego, oppure quelle dell' agricoltura assistita? Ditemi voi. La Lega è là col suo fuciletto, con la baionetta innestata. E difenderà fino alla fine le pensioni dei lavoratori. Ma bastava avere il dieci per cento in più e le riforme erano già fatte".
(25 LUGLIO 2003, ORE 100)




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