Fantomas può essere considerato l'alter ego di Magritte. Fantomas è eroe trasversale in romanzi, pellicole cinematografiche e fumetti che incarna la trasgressione ad ogni regola borghese. E' l'eroe della città, della notte, lesto, ubiquo. E' crudele e accorto, delinquente sfrenato e insieme meticoloso. In lui convive ogni possibile contraddizione senza schizofrenie di alcuna sorta. Sfida il mistero della realtà con i suoi agguati e sembra vivere in una dimensione esistenziale in cui non c'è alcuna regola, se non quella di portare a termine nel miglior modo possibile il proprio gioco.
In Fantomas Magritte vede la possibilità di sfuttare una mitologia fatta di fatti di cronaca quotidiana e di rocambolesche imprese. E attraverso lo scardinamento del velo della tranquilla e borghese quotidianità, la possibilità di raggiungere una dimensione del mistero che non è più quella desolata delle piazze di De Chirico, ma che vive in ogni cosa intorno a noi. Fantomas è il mistero e i suoi agguati non possono che ripetersi all'infinito; il mistero è infatti proteiforme e capace di riprodursi e riproporsi. Fantomas, inoltre, torna sempre sul luogo del delitto. Parimenti Magritte ritorna sui suoi quadri, sui temi a lui più cari, senza per questo risultare mai ripetitivo, a differenza di molti altri artisti accusati di essere troppo spesso autoreferenziali e rifacitori di se stessi.
E' un lusso che si possono permettere solo coloro i quali hanno osato addentrarsi in territori la cui esplorazione è pressocchè infinita.

Magritte incontra per la prima volta Fantomas in un manifesto cinematografico nel 1913, se ne ricorderà e ne dipingerà il volto nel 1927. Sarà lui l'assassino sdoppiato ne L'assasin menacè: in questo quadro è ricostruita e reinventata "la dimensione nascosta" di un fotogramma del film Fantomas di Loius Feuillade.



LE RETOUR DE LA FLAME, 1943








L'ASSASSIN MENACE', 1927


"Fantomas non è più il pretesto di una storia; la storia e al suo servizio. Le opere di Fantomas non possono essere distrutte nè subire modifiche (...) Fantomas esige più dagli altri che da se stesso. Egli non è mai visibile per intero: si può vedere il suo ritratto attraverso il suo volto. Quando è perseguitato dai ricordi, segue il suo braccio che lo trascina. Si muove come un automa, sposta i mobili o i muri che si frappongono sul suo cammino (...) La scienza di Fantomas è più preziosa
della parola. Non la si indovina e non si può dubitare della sua potenza"

RENE' MAGRITTE in Distances, n.2, Marzo 1928

Tratto da:

http://www-utenti.dsc.unibo.it/~giov...g/FANTOMAS.HTM