Allora, sapete ormai tutti che i piccioli scarseggiano, il deficit strutturale viaggia tranquillamente sul 4%, ed i nostri sono a pecora per quanto riguarda la prossima finanziaria, e quindi per il 2004. Neanche nuovi condoni (edilizio) e cartolarizzazioni sono sufficienti...
Cosa ti pensano i nostri geni, ormai alla frutta? Qualche bella riforma seria? Nossignori....
Molto meglio...
Si vendono gli immobili dello stato, non solo le abitazioni, come gia' avvenuto con le cartolarizzazioni, ma anche le sedi istituzionali, incluso il ministero dove lavora il tributarista di provincia...
...e poi si paga l'affitto.
E' come se voi vendeste la vostra casa e poi ve ne andaste in affitto.... Bel modo di far salire il reddito familiare..... Davvero un genio dell'economia questo esperto in diritto tributario...
Ovviamente tali cessioni verranno contabilizzate sia a riduzione del debito (cosa che non e', visto che l'operazione sostituisce semplicemente i pagamenti di interessi sul debito con l'affitto sugli immobili) ma anche a riduzione del deficit (un assurdo, le cessioni di immobili non dovrebbero entrare in ogni caso nel conto economico, ma ormai ci siamo abituati con la Scip 1 e 2)
L'unica speranza e' che l'UE gli dia il 2 di picche...
Un piano dei tecnici di Palazzo Chigi al vaglio del Tesoro
Operazione di cassa da 50 miliardi sui beni statali
Maxi-manovra sugli immobili
Vendita e riaffitto del patrimonio
di ROBERTO PETRINI
ROMA - Tutti gli occhi sono rivolti alla previdenza. Ma in realtà la sostanza vera della Finanziaria 2004 si gioca su tutt'altro terreno. Negli ultimi giorni, a cavallo tra l'approvazione della risoluzione parlamentare sul Documento di programmazione economica, incontri e vertici di carattere tecnico si sono succeduti senza tregua con l'obiettivo di trovare una quadratura alla difficile condizione dei conti pubblici oggetto, appena 48 ore fa, di una nuova reprimenda di Bruxelles.
La cornice del Dpef, come è noto, prevede una manovra di 16 miliardi di cui 5,5 di tagli e di circa 10 miliardi di operazioni una tantum segnatamente, come recita il Documento, nel settore immobiliare. E' proprio su questo comparto che, in questi giorni, si sta esercitando la creatività dei tecnici del Tesoro e dei consulenti economici di Palazzo Chigi. Due i tavoli sui quali si lavora: uno è quello del condono edilizio, misura non esclusa dal viceministro dell'Economia Baldassarri e oggetto, sembra, anche dei colloqui del vicepremier Fini in Banca d'Italia. Ma il succo vero sarebbe sull'altro tavolo: l'altra operazione, attualmente al vaglio dei consulenti economici di Palazzo Chigi, rappresenterebbe la vera novità della stagione, qualora trovasse il consenso del Tesoro e della compagine di governo.
Il piano, giunto anche sul tavolo di Silvio Berlusconi, prevede la vendita diretta ed immediata ad un pool di banche, fondi d'investimento e intermediari finanziari italiani e internazionali, del patrimonio immobiliare dello Stato. Si tratterebbe di cedere, giovandosi del momento piuttosto buono del mercato, gli edifici più importanti dai ministeri, le sedi dell'Inps e di tutte le strutture periferiche dello Stato, di cui l'Agenzia del Demanio sta portando a termine un censimento completo. Secondo le ultime stime valgono almeno 200 miliardi di euro. Contestualmente alla vendita lo Stato, attraverso una operazione che in gergo si chiama lease back, prenderebbe in affitto gli immobili appena ceduti. I vantaggi starebbero nella razionalizzazione delle spese di manutenzione che spetterebbero ai nuovi proprietari e nella possibilità di ridurre gli spazi occupati dallo Stato in base a criteri di maggiore efficienza.
A differenza delle cartolarizzazioni, strumento utilizzato fino ad oggi, la vendita sarebbe immediata, non riguarderebbe le abitazioni ma le sedi istituzionali, e non passerebbe attraverso il percorso costituito da società veicolo, emissione obbligazionaria e approvazione da parte dell'Eurostat. A far propendere per il nuovo e radicale lease-back ci sarebbero anche i problemi che in questa fase starebbero attraversando le varie Scip 1, 2 e 3 che vanno dall'accordo con gli enti previdenziali, agli accatastamenti, alle stime di prezzo; la Scip 3, che riguarda le case dei militari, è stata addirittura bocciata da An in Parlamento. Al contrario la maxivendita avrebbe il vantaggio di far cassa immediatamente senza ulteriori problemi apparenti.
La questione è stata esaminata durante una riunione, che si è tenuta nei giorni scorsi, tra un gruppo di consiglieri di Palazzo Chigi - Renato Brunetta, il vicepresidente dei deputati di Forza Italia Fabrizio Cicchitto e l'ex ministro Paolo Cirino Pomicino, ora nelle file dell'Udc. Il piano, la cui paternità tecnica è da attribuire a Pomicino, è stato successivamente inserito nella risoluzione al Dpef votata nei giorni scorsi dalla maggioranza della Cdl. Al punto 4, comma "i", la risoluzione impegna infatti il governo "a proseguire nell'azione di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, valutando anche la possibilità del ricorso, da parte delle amministrazioni statali, a forme ampiamente utilizzate dalle imprese, quali lo spin-off o il lease-back, in modo da ridurre gli onere relativi alla manutenzione degli edifici e da acquisire risorse aggiuntive dalla cessione degli stessi".
I calcoli che si fanno parlano di cifre enormi, fino a 50 miliardi di euro. Una iniziativa che senz'altro farà discutere, sulla quale anche l'Europa dovrà esprimersi e sulla quale il Tesoro avrebbe manifestato già qualche dubbio.
(5 agosto 2003)




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