Nei giorni scorsi lonorevole Berlusconi si è costituito come "parte offesa" nel procedimento che la Procura di Brescia ha aperto nei confronti dei pm milanesi Colombo e Boccassini.
A mio avviso con questa iniziativa si è tradito il senso della recente legge (il cosiddetto "lodo Maccanico-Schifani") che sospende i processi nei quali compaiono come imputati le cinque più alte cariche dello Stato, fra cui la presidenza del Consiglio. Lo scopo di quella legge era infatti di liberare, almeno momentaneamente, il premier italiano, e attuale presidente dell'Unione europea, dai processi in cui è coinvolto per permettergli di attendere ai suoi alti incarichi con serenità, senza perdere tempo prezioso e senza essere coinvolto nelle polemiche. Ma se Berlusconi, uscito dai processi come imputato vi rientra come "parte lesa", siamo punto e a capo.
Più in generale credo che queste leggi immunitarie, soprattutto se dovessero essere estese, com'è stato proposto anche ai parlamentari, dovrebbero contemplare la reciproca. Voglio dire che la sospensione dei processi dovrebbe riguardare non solo i procedimenti in cui i soggetti protetti dall'immunità sono imputati, ma anche quelli in cui sono parte attiva. Altrimenti il fondamentale principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, già incrinata per motivi di realpolitik viene completamente travolto, la sperequazione diventa davvero intollerabile e si crea una categoria di cittadini privilegiati, una "nuova classe" per usare il titolo di un famoso libro di Milovan Gilas che si riferiva però alla nomenklatura comunista. Ci sarebbero cioé cittadini che non possono essere perseguiti penalmente, almeno finché ricoprono certe cariche, ma che potrebbero però perseguitare altri che nei loro confronti si troverebbero in condizioni di totale inferiorità.
Non si tratta di ipotesi di scuola, soprattutto se l'immunità dovesse essere estesa ai parlamentari. Alcuni di questi (per esempio Previti) hanno proposto azioni di diffamazione contro giornalisti, con ingenti richieste di risarcimento danni in relazione a procedimenti in corso in cui sono imputati. Ma se questi processi dovessero essere sospesi, e quelli contro i giornalisti no, ecco che questi ultimi si troverebbero a pagar danni anche nel caso che una successiva condanna dell'ex parlamentare dimostrasse che avevano ragione. O a pagar danni a un incensurato invece che a un pregiudicato, il che, a fini della quantificazione di questo danno, fa una bella differenza.Torna in cima
Massimo Fini




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