"Figliuolo ".
"Papà " .
" Questo mi pare proprio l'albergo che fa per noi " .
" Te lo stavo per dire " .
" Pulito. Elegante. Almeno a giudicare dall'esterno. Ci staremo come papi. E di': sei contento di questo matrimonio? " .
" Se sei contento tu, sono contento anch'io " .
" Ma sei tu che devi sposare, figlio mio " .
" Sono io? Oh, credevo che fossi tu " .
" Figlio mio, sono sei mesi che se ne parla, abbiamo combinato tutto per lettera, hai avuto perfino la fotografia della fidanzata, che arriva stasera dall'America, e ancora non hai capito che lo sposo sei tu? Mi fai cadere le braccia " .
" Sono io! Che bellezza! Allora fammi vedere meglio la fotografia " .
" To', guarda " .
" Che bella! " .
" Ancora non vi conoscete, ma questo non vuol dire. Avrete anche troppo tempo, per conoscervi. No. Fermo. La fotografia la tengo io, che tu sei capace di perderla. Dove hai messo i fiori? " .
" Nella valigia " .
" Nella valigia? " .
" Avevo paura che si sciupassero " .
" Figlio mio, non ti far sentire, quando dici queste cose. Ti ho fatto studiare, ho speso per la tua istruzione migliaia di lire, ed ecco il risultato. Speriamo che la sposa non se ne accorga prima del matrimonio " .
" E se se ne accorge dopo? " .
" Dopo, troverà che sei l'ideale dei mariti. Ma, prima, ti rifiuterebbe " .
" Come mai? " .
" Così sono le donne. Prima di sposarlo, vogliono che il marito sia un genio. Quando l'hanno sposato, vogliono che sia un babbeo " .