Il Consiglio Federale ha deliberato l'esclusione della storica società emiliana per non avere saldato il lodo con Sani Becirovic. Madrigali: "Una rapina".
ROMA, 4 agosto 2003 - Alle 17.27 di oggi la Virtus Bologna ha cessato di esistere. Una storia gloriosa, iniziata nel 1871 e a fine anni '20 per ciò che concerne la pallacanestro, che si chiude di fronte al rifiuto del proprietario Marco Madrigali di saldare il lodo di Sani Becirovic. Il Consiglio Federale, riunitosi alle 15.30 nonostante l'assenza del presidente Fausto Maifredi, che aveva perso l'aereo da Milano, ha deliberato all'unanimità l'esclusione della Virtus.
Tecnicamente non si è entrati neanche nel merito della discussione, non è stata considerata l'ipotesi di concedere a Madrigali la possibilità di presentare una nuova fidejussione e di prendere ulteriore tempo. Il limite per pagare Becirovic era il 29 luglio e non avervi ottemperato è stato decisivo per l'esclusione delle gloriose "V nere". A questo punto la società emiliana, 15 scudetti e 2 Euroleghe, perde l'affiliazione della Fip e quindi è destinata a sparire dal movimento cestistico italiano.
Molto amareggiato Maifredi: "Il Consiglio ha agito secondo le regole, io ora farò le mia valutazioni". La spaccatura tra il presidente e i vertici della Fip appare insanabile e le dimissioni sono una possibilità concreta: "Le decisioni affrettate sono le peggiori, fatemi riflettere". Subito dopo la fine del Consiglio Federale, Maifredi è andato a colloquio col presidente del Coni Gianni Petrucci che di certo non ha gradito come il massimo dirigento della Fip ha gestito la questione Virtus. Nessuno commento dei protagonisti dopo l'incontro, per ora il numero uno della pallacanestro italiana resta al suo posto.
"Basta, lascio tutto, ne ho le scatole piene" il commento a caldo dopo l'esclusione di Madrigali, che però potrebbe anche decidere di rivolgersi alla magistratura ordinaria nella speranza di trovare qualche varco nelle pieghe del regolamento per non subire l'onta del fallimento della società. "Un ricorso? Non lo confermo, ma se non dovessimo farlo vuol dire che ci conformeremmo a una rapina..." le parole del ppresidente virtussino.
La sentenza della Fip crea anche automaticamente un posto in serie A e per stessa ammissione del presidente della Legabasket Enrico Prandi potrebbe non essere la prima delle escluse (Fabriano) ad avere i requisiti più adatti per subentrare. Pare infatti che la favorita a sostituire la Virtus Bologna sia Messina, sconfitta in finale nello scorso campionato di Legadue.
La palla scotta anche nelle mani dell'Eurolega, che perde per strada una delle 24 squadre: il posto della Virtus spetterebbe a Cantù che però non pare intenzionata, a differenza del Montepaschi Siena; ma non è detto che l'Uleb scelga necessariamente una squadra italiana. La mancata affiliazione libera automaticamente dal vincolo tutti i giocatori sotto contratto, nella fattispecie il nazionale juniores Marco Belinelli, il lungo Paolo Barlera e l'ala-centro spagnola Albert Miralles.




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