martedì 29 luglio 2003
http://www.inalessandria.it/articolo.asp?ida=8440



Scusi, sa dirmi dov'è il bivio per J'Oiji e Tsè?
La doppia denominazione geografica, italiano - piemontese sta (forse) per dventare realtà, come ci segnala Sergio Garuzzo con l'immaginabile soddisfazione del cultore della lingua piemontese che vede finalmente realizzarsi un sogno: quello di poter parlare e leggere in patria la propria lingua, anche quando va in macchina.
Ma lasciamo a lui la parola, visto che pochi possono vantare i suoi meriti nel recupero della parlata (e dello scritto) piemontese:

E così la Lega Nord ce l'ha fatta. Quando il nuovo Codice della Strada sarà legge dello Stato, qualsiasi Comune potrà installare cartelli stradali bilingui italiano-lingua/dialetto locale, anche quelli non tutelati dalla legge 482/99 sulle minoranze linguistiche.
Per la verità già oggi, qua e là, vi sono cartelli con i toponimi in lingua locale, ma si tratta di pannellistica turistica, di rango per così dire inferiore. Grazie al nuovo Codice della Strada, invece, italiano e lingua locale avranno medesima dignità, almeno sulla segnaletica stradale. Più formalmente che sostanzialmente. Basta leggere il tenore della stragrande maggioranza degli articoli al proposito apparsi sui giornali per rendersi conto di come questa conquista epocale rischi in vaste aree dell'Italia di rimanere lettera morta o al più alla stregua di una barzelletta.
Dipende molto dalla sensibilità e dalla coscienza dei cittadini e delle istituzioni locali sulle tematiche delle minoranze linguistiche, che viene ancor prima dell'amletico dubbio lingua o dialetto, ma che affonda le proprie radici in quell'horror dialecti instaurato da decenni di politiche distruttive portate avanti dallo Stato. Così, se lo Stato non è riuscito ad estirpare quella che qualcuno ha definito la malerba del "dialetto", perlomeno oggi la stragrande maggioranza di coloro che ancora lo parla lo fa con vergogna. Allora difficilmente vedremo cartellonistica bilingue a Napoli (è paradossale, ma là il "dialetto" è sinonimo di bassezza), mentre più facilmente la si riscontrerà nella vallate bergamasche, più verosimilmente perché c'è un Sindaco leghista che ci pensa.
Se, come s'è visto, per le comunità linguistiche tutelate dalla legge 482/99 nulla cambia, vi sono aree dove la questione linguistica è comunque assai sentita. Mi riferisco ad esempio al Veneto, alla Lombardia ed al nostro Piemonte. Qui, caso unico tra le Regioni a statuto ordinario, vige la legge regionale 26/90 che riconosce e tutela le minoranze linguistiche presenti sul territorio, compreso il piemontese rimasto invece escluso dalla legge dello Stato. Questa già prevede all'art. 6, tra l'altro, che i Comuni possano ripristinare ufficialmente la propria toponomastica nella lingua locale: così Venalzio è tornata Venàus, Ulzio Oulx, Salbertrano Salbertrand, ecc..
Certamente il nuovo Codice della Strada rappresenterà una gradita scorciatoia per le amministrazioni locali, le quali, anziché avviare un lungo e periglioso iter burocratico, semplicemente affiancheranno un secondo cartello col toponimo in piemontese e/o occitano, franco-provenzale, walser. Peccato, poiché volgari italianizzazioni come Druento, Castel Boglione o Solelio Bue quasi certamente permarranno, al più mitigate dall'affiancamento dei toponimi originali Druent, Castervé e Beausoleil.
Ma la questione più importante a mio avviso che questo provvedimento apre è: come scrivere il toponimo in lingua locale? Vi sono lingue, anche riconosciute, prive di una codificazione grafica univoca, allora in questo caso il problema va risolto localmente; ve ne sono altre, anche non riconosciute, che invece una codificazione grafica ce l'hanno eccome ed è il caso del piemontese.
A questo punto, per evitare l'anarchia che ci porterebbe ad immondi strafalcioni quali Türin, Côni o Lisondria al posto delle scritture corrette Turin, Coni e Lissandria, è necessario che intervenga nuovamente la Regione Piemonte imponendo agli enti proprietari delle strade di utilizzare la grafia storica del piemontese, codificata da Maurizio Pipino fin dal 1783, e non invenzioni della sera prima come dolorosamente notiamo troppo spesso. Né più né meno di quanto raccomandato anche dal 21° Congresso dell'AIDLCM (Associazione Internazionale per la Difesa delle Lingue e Culture Minacciate) tenutosi a Torre Pellice (Torino) dal 25 al 27 luglio scorsi.
Attendiamo con fiducia che tutti sappiano cogliere ed apprezzare la portata storica di questa norma del nuovo Codice della Strada e dopodiché la applichino, a cominciare, per coerenza se non altro, da tutte le amministrazioni locali a guida leghista.
Sergio Garuzzo

Ecco come potrebbe essere la Toponomastica dei comuni più strettamente "piemontofoni" della provincia di Alessandria (è indicato il solo capoluogo)

Moncestino - Monsëstin
Gabiano - Gabian
Villamiroglio - Vilamireu
Cerrina Monferrato - Srin-a
Odalengo Grande - Audalengh Grand
Murisengo - Ambrusengh
Villadeati - La Vila dj'Ati
Alfiano Natta - Alfian
Odalengo Piccolo - Audalengh Cit
Castelletto Merli - Castlet dij Merlo
Ponzano Monferrato - Ponsan Monfrà
Serralunga di Crea - Seralonga 'd Crea
Mombello Monferrato - Mombè
Camino - Camin
Solonghello - Slonghè
Cereseto Monferrato - Ciarzin
Pontestura - Pont da Stura
Morano sul Po - Moran sël Pò
Coniolo - Conieu
Balzola - Bàuss-la
Villanova Monferrato - Vilaneuva Monfrà
Casale Monferrato - Casà
Frassineto Po - Frassiné da Pò
San Giorgio Monferrato - San Giòrs Monfrà
Ozzano Monferrato - Ausan
Treville - Trevili
Sala Monferrato - Sala
Ottiglio - Autij
Cella Monte - Sela
Rosignano Monferrato - Arsgnan
Terruggia - Truggia
Borgo San Martino - Borgh San Martin
Ticineto - Tisnèis
Valmacca - Oarmaca
Bozzole - Bòss-li
Pomaro Monferrato - Pomà
Giarole - Giaròli
Occimiano - Sumian
Olivola - Aulìola
Frassinello Monferrato - Frassiné d'Aulìola
Altavilla Monferrato - Autavila Monfrà
Vignale Monferrato - Vgnà
Camagna Monferrato - Camagna
Conzano - Conzan
Mirabello Monferrato - Mirabè
Lu - Lu
Cuccaro Monferrato - Cucri
San Salvatore Monferrato - San Salvador Monfrà
Castelletto Monferrato (già Castelletto Scazzoso) - Castlet Monfrà
Valenza - Valensa
Pecetto di Valenza - Apsèj
Pietra Marazzi - Ra Preja
Montecastello - Moncasté
Quargnento - Quargnent
Fubine - Fibin-ni
Quattordio - Quatòrdi
Felizzano - Flissan
Solero - Soleri
Alessandria - Lissändria
Masio - Mas
Oviglio - J'Oiji
Bergamasco - Bergamäss
Carentino - Carenten
Frascaro - Frasché
Borgoratto Alessandrino - Borgorät
Castellazzo Bormida - (Ir) Castlass
Casal Cermelli - Ir Casà
Frugarolo - Friarò
Bosco Marengo - Ër Bòsch
Castelspina - Casterspéina
Gamalero - Gamaleri
Sezzadio - Tsé
Predosa - Piriosa
Castelnuovo Bormida - Castineuv Bormia
Cassine - Casséini
Ricaldone - Ricaldòn
Àlice Bel Colle - Äls
Rivalta Bormida - Arvàuta
Strevi - Strev
Orsara Bormida - Orsèra
Montaldo Bormida - Montàud
Carpeneto - Carpnej
Rocca Grimalda - Ra Ròca
Trisobbio - Tërseubi
Morsasco - Mërzäsch
Visone - Visòn
Acqui Terme - Äich
Terzo - Ters
Bistagno - Bistägn
Ponti - Póit
Castelletto d'Erro - Castlet ëd l'Er
Melazzo - Mräss
Grognardo - Gognerd
Prasco - Präsch
Cremolino - Chirmorin
Molare - Morère
Cassinelle - Cascinèli
Morbello - Merbè
Ponzone - Pontsòn
Cartosio - Cartòg
Denice - Densc
Montechiaro d'Acqui - Monciär
Malvicino - Mavgen
Spigno Monferrato - Spign
Merana - Meran-na
Pareto - Parèj
Cavatore - Cavàu
Fresonara - Fërsnèra
Basaluzzo - Basaruss