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  1. #1
    INSubrian SOCialism
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    Post Piervittorio Fumagalli, scrittore insubre e padano

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    Note Biografiche

    Fumagalli nasce 37 anni fa nella Brianza lecchese, terra di confine ad occidente del fiume Adda. Da sempre residente a Osnago, nel 1987 si avvicina al mondo dell'autonomismo lombardo e dal '91 diviene attivista politico fondando la prima sede della Lega Lombarda nella sua terra. Quattro anni dopo è fermato con l'accusa di vilipendio al tricolore. Nel 1997 è eletto membro del neo-costituito Parlamento della Padania. Da sempre convinto assertore dell'importanza delle culture locali e tradizionali, si spinge a interessarsi di sciamanesimo padano-alpino, fino a costituire nel 2002 un'associazione culturale, Briganthia. Nel 2003 pubblica la sua prima raccolta di testi dal titolo "Le mie battaglie" per i tipi della Lombard Kaos Edizioni. E' in preparazione il suo secondo volume, "Nazional-sciamanica".

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  2. #2
    INSubrian SOCialism
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    Questura, da "Diario Giovanile"

    “Perché andate a Lecco?”,chiese l’ispettore.
    “Per trovare un po’ di vita”, risposi.
    L’avvocato mi lanciò una brutta occhiata; avrebbe voluto dirmi: ”Ma stavi arrivando da Milano!? Pirla”, ma non può intervenire. Come spiegare secondo una logica poliziesca i movimenti di due leghisti ubriachi e incazzati?
    A Milano non abbiamo grandi compagnie, qualche amico e ragazze occasionali. I bar sono movimentati e moderni ma la folla anonima; al contrario dalle mie parti ci conosciamo tutti, ci basta entrare al Carillon pub di Merate per suscitare ovazioni e saluti. Ormai lo sproloquio velenoso è allo Zenit.
    Finimmo a Lecco. “L’Oasi” è aperto fino alle 5 e mi capitò in passato di fare conoscenze femminili proficue. Fabio non teme nulla e canta a squarciagola : “Berlusconi figlio di puttana!”. Lecco è ancora nelle mani della Lega. I tricolori sventolano sui lampioni. Non è ancora momento di secessione il ’95, ma io è da anni che guardo il tricolore di traverso, memore dei primi articoli di Lombardia autonoma anni ’80.
    B*** è il leader della frangia indipendentista e lo conosco da anni come amico e camerata.
    Castelli si batte per l’allargamento della Milano-Lecco.
    Dopo le 5 vaghiamo per le vie del centro solitari; ci troviamo a dormire all’imbarcadero dinnanzi allo spettacolo del ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno. Le luci della sponda opposta ci guardano silenziose. Dopo qualche ora la luce fa capolino e andiamo alla ricerca di un cappuccino. Incrociamo una pattuglia di carabinieri. Ci lasciamo andare. Un bar si affaccia sul lago in una cabina di metallo, c’è un piccolo cancelletto e lo scavalchiamo; Fabio è una sorta di Greypay, il gorilla lilla, io gli barcollo dietro come l’altro pirla del cartone animato.
    Il bar è luminoso,una signora esce e ci ricorda incazzata che il cancello è aperto; ritorniamo allora sui nostri passi, riscavalchiamo ed entriamo dal cancello come si fa alle scuole medie quando avendo sbattuto la porta la prof ti fa rientrare e ripetere l’operazione con umiltà.
    Sono le 8 di mattina, ore prima alla festa di Osnago avevamo rubato un tricolore e altri cinque li abbiamo distrutti sul posto. Uno l’ho tenuto per un rito shamanico. Non conoscevo ancora l’esoterismo ma quell’idea strana mi rimbalzava spesso in testa.
    Una volta giunto alla mia auto ne traggo la bandiera, cerchiamo di bruciarla; c’è in giro qualche persona. Fabio dice che un signore calabrese inveisce nei nostri confronti. Non lo ricordo. Il tessuto non grande, la strappiamo in due tirandola; partono urla contro il Berlusca e Formigoni.
    Nel palazzo di fronte, un colosso di 8 piani, abita il responsabile stampa della Lega, P***; sarà lui ad informarmi che anche la famiglia d’origine di Formigoni ci abita.
    La polizia ci blocca all’uscita del parcheggio mentre ce ne andiamo con l’auto, perquisisce il mezzo. Ne escono manifesti elettorali e strisce di carta da applicare sotto i manifesti avversari: sono dei manifestini dagli ambigui colori nero funebre con scritte bianche: -Mai più fascismo!-
    Accanto c’è un pugnale. Boh! Poi saltano fuori dei volantini abusivi: -Fini Berlusconi partito dei terroni- e –Chi lavora in sempre quei-. Sotto la frase di Schwarzenegger in Conan il Barbaro: ”Dio del metallo,ti chiedo la vittoria. Non perché noi abbiamo ragione e gli altri torto, ma perché pochi si batterono contro cento!”, firma “Longobardi”, sempre vivi nel ricordo.
    Trovano la bandiera, il corpo del reato. Ce ne era abbastanza per la DIGOS. La polizia mi sequestrò la patente due settimane per rifiuto dell’esame etilico. L’avvocato mi fece fare ricorso contro lo stato, così spesi un sacco di soldi. La P.S. voleva attribuirci il danneggiamento del parchimetro, Fabio fece un casino della madonna: ”Fra qualche mese c’è il golpe e io sono qui al vostro posto!”
    La macchina da scrivere batteva. L’agente mi chiese:
    “Data di nascita?”
    “23 aprile ‘66”
    “Ah,auguri! Lo sai quanti meridionali sono morti per difendere il Nord?”
    “E lei lo sa quanti Celti sono morti con Brenno per conquistare roma?”
    “Eh! Ma Fumagà… mi vai a Giulio Cesare… ma vaffan…”
    Uno della DIGOS vuole sapere il significato del nome “Longobardi”; rispondo ovviamente:
    “Una popolazione germanica scesa in italia nel 560 d.C.”


    a breve altri estratti

  3. #3
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    a parte i tempi verbali complimenti a Pivi

  4. #4
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    Pontida 1991, Proclamazione della Repubblica del Nord e Politiche 1992, da "Diario Giovanile"

    Il sole era pesante come un ubriaco in metropolitana, svegliarsi presto la domenica mattina fu un atto di sano eroismo. Rividi in seguito la mia faccia di profilo in TV: peggio di un tossico.
    Prestavo il mio servizio sotto il palco, non come servizio d’ordine, nulla di così banale. Eravamo la guardia d’onore in costume medioevale; il mio era da balestriere, un po’ sciatto a dir la verità: evidentemente i balestrieri non erano nobili. Accanto a me il mio socio, Robertone o Tonan il Barbaro, e hai detto tutto.
    Umberto Bossi leggeva il suo proclama con il suo timbro solenne che ormai è entrato nella leggenda, e non sto scherzando. Un trombettiere sanciva il momento mentre la folla lo marcava con ovazioni o urli selvaggi.
    Durante il discorso pensai bene di risaltare con gesti di esaltazione, tipo Tarzan, in modo che fotografi e cameramen ebbero modo di rendermi famoso. Ringrazio per l’occasione Enrico Grezzi di Blob: sono molto onorato di essere apparso nella sua trasmissione.
    Quel giorno conobbi Richard, presentatomi da un amico comune vecchio compagno di scorribande metallare, ancora in versione chioma fluente trashmilitia. Sarebbe poi divenuto l’attuale responsabile movimento giovanile, al mio posto tra l’altro; ma allora queste cose erano molto lontane nel futuro: non l’avrei rivisto che nel ’94.
    Ai tavolazzi di legno bevemmo birra come dei vichinghi. Poi, così per caso, come spesso capitava ai nostri raduni, vidi una faccia conosciuta appartenente fino ad allora alla vita “civile”. Fabio Varesi aveva un foulard leghista in testa stile pirata; mi riconobbe subito e prese a raccontare all’istante del suo arresto… uno spirito e una memoria di chi è abituato a beccare conoscenti e amici negli affollatissimi bar di Milano il sabato sera, dove ti trovi e ti perdi nel giro di secondi o di anni.
    Una radiosa giornata di sole, il secondo raduno dopo il giuramento dell’anno prima; il vento innalzava i nostri colori ed erano belli e multicromatici: su tutti primeggiavano il bianco rosso della croce di S. Giorgio e l’immancabile leone di S. Marco.
    Passeggiammo così in gruppo in quello strano luna-park fitto di belle donne, gente stravagante, pupazzi di Craxi e Andreotti presi a sassate. Come dissero i giornalisti: a metà tra la kermesse politica americana e la sagra di paese.
    Ci saremmo poi incontrati, io e Fabio, solo l’anno dopo ancora a Pontida a celebrare la gloriosa (e non è una cazzata) vittoria del ’92. Il 1992 : una campagna elettorale di fuoco. (...)

    (1/continua)

  5. #5
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    rilievo!

  6. #6
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    rilievo!
    Grande Nanths!
    Comunque questo è solo un'assaggio ragazzi...
    Cmq direbbe Elio "ne ho in serbo altre fortissime!"

    Stasera la seconda parte: "Le politiche del '92"


  7. #7
    INSubrian SOCialism
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    Pontida 1991, Proclamazione della Repubblica del Nord e Politiche 1992, da "Diario Giovanile"

    (seconda parte)

    L’importante in un movimento politico è innanzitutto fare molto movimento (U. Bossi)

    Camminavo nel buio, bruciante di una febbre atipica, febbre elettorale. Nonostante il nostro successo fosse scontato, da due anni ormai aspettavamo le politiche, la mia sicurezza in una campagna comoda e disimpegnata era stata frantumata da un articolo di giornale.
    L’articolo de “Il Giorno” riportava un facsimile di scheda elettorale; ben quattro liste imitavano il nostro nome. Oltre alla mitica e amata Lega Nord c’era una “Lega Lombarda” (bestemmia infame), una “Lega” (in grande) pensionati e casalinghe e altri millantatori indegni e traditori.
    Giravo da settimane con quell’articolo in tasca blaterando come un mentecatto con chi trovavo, scongiurando di non sbagliare.
    Come poteva un movimento povero, inviso ai mass media, rappresentante di un popolo disinformato come il nostro eludere questa truffa ordita dai traditori dissidenti e dalla magistratura (un articolo della legge elettorale vieta espressamente di imitare nei simboli gli altri partiti)?
    Da giorni vagavo di notte e di mattina finito il turno di lavoro, a volte con casco e mazza da baseball a scrivere sui muri il nome vero della Lega, a piazzare fino all’ultimo adesivo dando fondo alla scorta di anni. Rischiando la galera magari.
    Camminavo nel buio all’una di notte volantinando nelle cassette postali quell’ultimo giorno di campagna elettorale, una frazione di Brivio dal nome equivoco Vaccarozza, c’erano solo vecchie cascine e piccole case. Il suono degli stivali vibrava tra i muri. Qualche cane rompeva il silenzio irreale. Al mio passaggio mi resi conto che di fronte alla porta di un’azienda staziona un mastino nero. Uno sguardo più preciso mi fa sentire come una puttana di 60 anni che cammina su uno specchio senza mutande (se la vede brutta).
    Il cane non aveva guinzaglio. Da molto non guardavo i film di Rintintin, quindi non avevo argomento di conversazione. Purtroppo avevo perso l’uscita di quella puntata della rivista “Commando” dell’87 consigliatami dal buon Carletto, mio collega macellaio, dove si spiegava la tecnica di difesa dai cani.
    Quindi non mi rimase altro che retrocedere fischiettando oltre l’angolo. Fuori dalla sua vista mi misi a correre come alla staffetta dei giochi della gioventù con ancora in mano i preziosi volantini. Certo che il cane è un animale intelligente sapete, non solo vi rincorre se vi vede fuggire ma anche, mi avvidi, se sente i passi in corsa. Lo sentii latrare e ringhiare all’inseguimento, lo immaginavo sbavare ed emanare vapore nella fredda aria notturna, come il mastino di Bakersville contro Sherlok Holmes.
    Fortunatamente non uscì oltre il suo perimetro di guardia, da buona sentinella.
    Quella sera del 6 maggio, finito il mio compito alle urne come rappresentante, per celebrare la vittoria uscii sul balcone e bruciai quel foglio di giornale.
    - Così moriranno tutti i nemici della Lega –

  8. #8
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    IL PIVI è UN PERSONAGGIO DI NOTEVOLE GENTILEZZA E GARBO. L'HO CONOSCIUTO A PONTIDA.
    PUR CON VISIONI DEL MONDO MOLTO DIVERSE, PER NON DIRE RADICALMENTE OPPOSTE, ABBIAMO CONVERSATO CON MOLTA AMABILITà.

    GUELFO NERO

    P.S.: UN SALUTO AL NOBILE INSUBRE, CONTE JEAN.

  9. #9
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    P.S.: UN SALUTO AL NOBILE INSUBRE, CONTE JEAN.
    Un saluto anche a Te, Guelfo Nero, a presto.

  10. #10
    INSubrian SOCialism
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    Lettera al Gruppo Consigliare di Milano.


    Fumagalli Piervittorio
    Via *****
    22058 Osnago (Co)




    Osnago , 1 febbraio 1994


    Alla gentile attenzione del Gruppo Consigliare di Milano della Lega Nord.

    Egregio Consigliere,
    mi scuso di rubarle del tempo ma l’argomento in questione mi è molto caro.Chi vi scrive è un militante di ventisette anni della Lega Nord,tesserato nel 1987,fondatore della prima sede brianzola. La prego di ascoltarmi sul seguente argomento: Sabato 29 gennaio, all’esterno della discoteca Rolling Stone di corso 22 marzo, gli attivisti del PDS hanno distribuito volantini alla clientela in cui si accusava la Lega di volere impedire le attività ricreative dei giovani con slogan del tipo: “Chi li vota non balla”. Sul retro era riportato l’intervento del gruppo consigliare milanese Lega Nord riguardo i problemi causati dalla discoteca sopra citata. Le accuse rivolte ai frequentatori erano: spaccio di droga, prostituzione, violenza, teppismo, schiamazzi.Si richiedeva quindi l’intervento di U.S.L. , forza pubblica, S.I.A.E.
    Sono molto addolorato da questa scelta da voi operata essendo io un frequentatore abituale di questa discoteca , come lo sono molti altri leghisti brianzoli. Non metto assolutamente in dubbio il disagio della popolazione ma ritengo esagerate le accuse.In breve :

    1) La prostituzione senza dubbio non riguarda l’ambito interno o esterno la discoteca, al massimo riguarda zone ad almeno 100 metri dalla stessa.
    2) Lo spaccio di droga è per lo meno invisibile da quanto ho constatato ; il servizio d’ordine impedisce ogni spaccio o consumo di tale sostanza, anche se non discuto che ci sia gente sotto l’effetto dell’alcool o altro come in tutte le discoteche; le posso assicurare di non aver mai visto siringhe o evidenti segni di tossicodipendenza.
    3) Riguardo alla violenza o vandalismo confermo che , in alcuni periodi, avvengono delle risse, ma sono piuttosto limitate come numero di persone ed il servizio d’ordine è esemplare nel reprimerle con la severità necessaria a secondo della circostanza.

    Fermo restando il dovere del Gruppo Consigliare di tutelare i cittadini del quartiere ,naturalmente, la pesantezza dell’attacco della Lega nei confronti della discoteca appare discriminatoria riguardo ai giovani frequentatori.Con tutto il dovuto rispetto, Sig. Consigliere, cosi’ si apre il fianco ad un attacco delle sinistre disponesti mezzi di propaganda e di ghiotti pretesti per una contro-crociata (vedi Leoncavallo) che , a parer mio, farebbe a pezzi l’immagine della Lega.Le ricordo che la discoteca è una delle più famose d’Italia ed è frequentata da persone provenienti da tutta la Lombardia.
    A mio modesto parere il nostro movimento è interclassista e intergenerazionale,cioè ascoltare le esigenze e le aspirazioni di tutti i cittadini per poi convogliarle verso un unico obiettivo, perché questo fa movimento di massa,questo lo scopo di un partito (ammesso e non concesso) etnico e perché questo è il significato della parola Lega.
    La scongiuro Sig.Consigliere e amico leghista, mi aiuti a mantenere la pluricromaticità del nostro movimento, non diventiamo un piccolo blocco di uomini grigi contro una prepotente massa rossa.

    La Lega è la mia croce
    la mia spada
    la mia chiesa

    E io lotterò sempre perché questi simboli non muoiano.

    Sempre fermo nella fede, sempre vivo nella lotta, la ringrazio,

    Distinti saluti

    Militante Fumagalli Piervittorio
    Presidente dimissionario Movimento Giovanile di circoscrizione

    Tessera numero: 000699
    Anno:1993

    Tessera numero: 7056
    Anno:1988

 

 
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