su questo argomento si discuterà domani 2 agosto presso il
centro culturale "punto d'incontro gioventu attiva" a Mapello/bg ore 21.
La discussione del seguente articolo sarà il filo conduttore che ci
porterà a comprendere la Destra Sociale oggi, per portarci alla visione del testo di Semprini sui fatti del 2 agosto 1980.
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articolo di Ugo Maria Tassinari
In questo sforzo di caratterizzazione la "Destra sociale" di Alemanno e Storace ha finito per drenare consensi e uomini nell'area della vecchia destra extraparlamentare, tra militanti storici decisi a scendere sul terreno della politica ma restando ancorati a tradizioni e identità ben definite. Esemplare la vicenda del congresso romano, che ha visto contrapposti Teodoro Buontempo, un quadro storico assai popolare nella base neofascista, rude nelle pratiche quanto moderata nei contenuti politici, e Vincenzo Piso, quattro anni di carcerazione preventiva (e assoluzione con formula piena) come dirigente di Terza Posizione, all'inizio degli anni '80. Ha vinto, con ampio margine Piso, che fa appunto capo alla componente di Alemanno e Storace: il suo mensile, "Area" è diretto da Marcello De Angelis, che di Terza posizione era portavoce e fu perciò condannato a cinque anni e mezzo di carcere per associazione sovversiva. È quest'ultimo la punta di diamante del tentativo di sfondamento nell'area dei duri e puri. Il suo album di famiglia (nel senso strettamente anagrafico), ancor prima della sua personalità carismatica e poliedrica, giustifica l'investimento che il duo Storace-Alemanno ha compiuto accettando qualche rischio di immagine con la maggioranza del partito per sfondare nell'ambiente dei "duri e puri".
Il fratello di Marcello, Nanni De Angelis, è stato trovato morto in cella a Rebibbia il giorno dopo l'arresto, il 5 ottobre 1980. Il medico legale ha certificato l'impiccagione ma la famiglia ha combattuto una lunga battaglia legale per dimostrare che si trattava di un "suicidio di Stato". Nanni, responsabile del nucleo operativo di Terza Posizione e in precedenza "dei brutti", la Sturmtruppen di TP per gli scontri di piazza, era in latitanza dopo il blitz del 23 settembre 1980, ed era stato vittima di un feroce pestaggio poliziesco al momento dell'arresto.
Un fratello minore, Giorgio, è l'autore del progetto grafico e dell'impaginazione di "Area". Una famiglia di artisti, i De Angelis. Con un padre scenografo Rai. Con Nanni autore dei primi murales di destra. Con Marcello leader carismatico di una delle più note "bande" nere (nel senso di musica rock), i 270 bis (dall'articolo del codice penale, associazione sovversiva con finalità di terrorismo per cui è stato condannato), quelli di "Spara sulle posse" e di "Claretta e Ben", ma anche di "Settembre nero", a sostegno della lotta palestinese. Ma Giorgio è stato anche un militante: arrestato perché coinvolto nelle indagini sulla fallita evasione mala-neri da Rebibbia nel 1989, coimputato di quel D'Inzillo, arrestato da bambino (aveva meno di 17 anni) nel 1979 con Sergio Calore per l'omicidio Leandri e poi finito - come tanti ex terroristineri - nei ranghi della banda della Magliana.
La sorella di Marcello, Germana, ha sposato Luigi Ciavardini. Arrestato a 17 anni insieme a Nanni nell'ottobre 1980, condannato per gli omicidi del poliziotto "Serpico" al Giulio Cesare e del giudice Amato con la banda Fioravanti, Ciavardini, fratello di un ufficiale di polizia, è stato recentemente condannato in appello a 30 anni (dopo l'assoluzione in primo grado) per la strage di Bologna [voglio precisare che l'autore di quest'articolo condivide l'opinione diffusa che si tratta di un clamoroso errore giudiziario: Fioravanti è stato un feroce e a tratti stupido assassino, ma non c'entra niente con quella strage, e così la sua banda].
Anche Vincenzo Piso, oggi leader della più grande federazione di AN, viene dai ranghi di Terza Posizione. Era il braccio destro di Peppe Dimitri, il leader dell'apparato clandestino di TP nonché l'unica personalità carismatica del gruppo sul terreno militare, capace di farsi accettare e riconoscere dalle varie bande armate dei NAR: Dimitri sarà infatti l'unico quadro di TP che partecipa alle azioni unitarie dei NAR (la rapina all'armeria Omnia per commemorare la morte di Franco Anselmi, il primo militante caduto armi in pugno in un assalto a un'armeria).
Dopo l'arresto di Dimitri, a Piso è affidato la responsabilità della Legione, la struttura di TP fondata dallo stesso Dimitri per rac_cogliere i quadri più impegnati nella ricerca esote_rica, nell’ascesi mistico–guerriera, predi_cata da Evola nella Dottrina aria di lotta e vittoria e messa in pratica – sulla falsariga degli Ordini mona_stico–re_ligiosi del Medioevo – dalle SS. Il nome richiama immediatamente la Legione dell’Arcangelo Michele, il nome ori_ginario della ru_mena Gu_ardia di Ferro, l’organizzazione del fascismo mistico–ru_rale guidata da Codreanu, da cui la cellula di base di Tp prende il nome di cuib (nido in romeno). I giudici hanno cercato di ridurre, semplificando , la Legione a una scuola di ad_destramento alla guerriglia mentre l’atti_vità paramili_tare aveva funzioni iniziatiche e pedagogiche, all'interno di un percorso politico complesso in cui la consapevolezza di non poter raggiungere obiet_tivi pra_tici è sublimata nel mito della “via eroica” come più alta forma di realizza_zione.
Il tentativo della "Destra sociale" di sfondare nell'area radicale non è circoscritta a Roma. Valga ad esempio il caso della Basilicata, dove un quadro storico, addirittura proveniente da Lotta di Popolo, è rientrato in AN alla vigilia del congresso. Si tratta di Leonardo Giordano, candidato ( sconfitto) della corrente alla presidenza del partito a Matera, già sindaco di Montalbano Jonico per la Fiamma Tricolore (nella penultima consiliatura) e proveniente da quella straordinaria esperienza di movimentismo che è stato il gruppo della destra radicale cresciuto negli anni Settanta nel centro jonico, intorno alla carismatica figura di Leucio Miele, rampollo di una famiglia di possidenti agrari, prematuramente scomparso nel 1978. Fu tra i fondatori di Lotta di popolo, l'organizzazione ispirata alla sinistra nazionalsocialista passata alla storia sotto l'approssimativa categoria di "nazimaoismo", e poi tra i responsabili del comitato pro-Freda, l'avvocato-editore patavino arrestato per la strage di piazza Fontana. Alla sua morte i camerati di Montalbano confluirono in Terza posizione, e nelle terre della sua famiglia, nel 1979, fu ospitato il campeggio dell'organizzazione di cui dettagliatamente si parla nel processo per banda armata. Con Ciavardini che si becca un solenne cazziatone perché ingenuamente chiede quando si smette di perdere tempo con le chiacchiere e si comincia a sparare. A condurre i faticosi esercizi ginnici - pomposamente promossi dai carabinieri come "addestramento paramilitare" - c'è tra gli altri dirigenti Vincenzo Piso.




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