Pensioni statali, veto di sindacati e An


La proposta di Maroni, di equiparare i trattamenti per dipendenti pubblici e privati, spacca il governo e la maggioranza. No dal ministro Mazzella e Allenaza nazionale. Cgil, Cisl e Uil: sciopero


MILANO – Giù le mani dalle pensioni degli statali. I sindacati, compatti, alzano le barricate e anche all’interno della maggioranza emergono forti malumori, dalle parti di An, sull’ipotesi di “riequilibrio dei requisiti” fra dipendenti pubblici e privati, avanzata due settimane fa dal ministro del Lavoro, Maroni, e ribadita giovedì, dopo un incontro di due ore con il titolare dell’Economia, Giulio Tremonti.

Cgil, Cisl e Uil sono pronti allo sciopero generale contro ogni intervento sulle pensioni dei dipendenti pubblici: il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ha diffidato il governo dal mettere in pratica queste “invenzioni di Ferragosto” e su questo punto anche Cgil e Uil sono irremovibili.

Nella polemica è entrato anche il ministro “tecnico” della Funzione pubblica, Luigi Mazzella: fra i trattamenti previdenziali di pubblici e privati – ha precisato in una nota – vi è già una “sostanziale equipollenza” e in ogni caso il tema non è stato discusso in Consiglio dei ministri e va affrontato “in sede collegiale”. La replica di Maroni non si è fatta attendere: “non è giusto che con la stessa età e con la stessa anzianità contributiva si abbiano pensioni diverse”, ha detto il ministro, ma nessun caso saranno toccati i “diritti acquisiti”.

L’assalto ai trattamenti degli statali non è piaciuto neanche agli alleati di Alleanza nazionale. Due sottosegretari di An, Learco Saporito (Funzione Pubblica) e Pasquale Viespoli (Welfare), in una nota congiunta, danno piena ragione al ministro Mazzella e invitano alla prudenza su possibili interventi sulle pensioni del pubblico impiego: già la riforma Dini le ha equiparate alle pensioni dei privati.

Sopreso anche il coordinatore di AN, Ignazio La Russa: “Mi rifiuto di credere che esista davvero un accordo fra Tremonti e Maroni, del quale An è all'oscuro”. Senza una “sollecita precisazione”, il metodo sarebbe “davvero inaccettabile”.

In serata ha cercato di ridurre la polemica un il comunicato del Tesoro, secondo cui l'incontro tra il ministro Giulio Tremonti e Roberto Maroni “si è esclusivamente concentrato su analisi tecniche. Ogni ipotesi ed ogni allarmismo sono dunque ingiustificati”.

(2 AGOSTO 2003, ORE 105)

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