Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
» d.diderot « 19/01/04 22:23
>>dedicato alla mia professoressa di italiano dalla quale imparai poco l'italiano, ma che da patriottica friulana...volle insegnare la conoscenza,
...
Gianfri
>>
>
>Ciao Gianfri...
>La tua professoressa sapeva l'italiano ma non sapeva che la famosa frase attribuita a Dante (appropriazione indebita) è di Boezio di Dacia...
>Un caro abbraccio da amico...Lorenzo
*****
Ueeee Gianfri,
Ma non è che le tue "conoscenze" acquisite dalla professoressa di italiano siano state di tutt'altra natura?
Scherzi a parte, Lorenzo hai citato ( a ragione) un aspetto molto specialistico.
Infatti è vero: Ulisse nell’inferno di Dante, usa un’espressione di Boezio di Dacia: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza".
É quello che infatti Ulisse disse ai suoi compagni di viaggio,(Inferno canto XXVI) che è una frase per l'appunto scritta nel "De Summo Bono" di Boezio di Dacia. Quindi i riferimenti sono tutti chiari: Ulisse diventa personaggio simbolico del naufragio dell’aristotelismo radicale.
Il Duecento è un secolo particolarissimo nella cultura italiana, perché è un secolo in cui i rapporti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano si fanno molto più stretti, per tutta l’area mediterranea.
In Dante ci sono molti arabismi che gli vengono per il fenomeno dell’intertestualità.
Non sono degli arabismi che Dante abbia appreso da un particolare libro.
E’ un fenomeno che si può esemplificare subito quello che ci dà l’episodio di Ulisse.
In questa occasione Dante ci dice come Ulisse giunge alle colonne D’Ercole: "Là dove Ercole segnò i suoi riguardi a ciò che l’uom più oltre non si metta", cioè dove Ercole stesso ha messo il confine non si oltrepassa.
Dove sono le colonne D’Ercole? Sono nello stretto di Gibilterra, quindi lo stretto di Gibilterra, secondo questo concetto, era chiuso. Non si poteva uscire dallo stretto di Gibilterra. Ora, questa è una tradizione che è nata con gli arabi.
Nel mondo greco e nel mondo latino, tutti passavano dentro e fuori dallo stretto di Gibilterra senza che succedesse niente.
Gli arabi mettono questo divieto. E perché lo mettono? Lo mettono per poter meglio dominare il commercio marittimo nel Mediterraneo.
Dante quindi nel copiare la frase di Boezio riprende un arabismo.
Un bel saluto a te Gianfri, Lorenzo il Poeta e tutte e tutti voi .
Diderot
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marylory




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