Sassari, 31 Luglio 2003
Delegazione di iRS ricevuta al parlamento italiano dai deputati Bulgarelli e Pinto per discutere del problema scorie
L’oggetto e i risultati:
1) Incontro ufficiale fra la delegazione del movimento indipendentista iRS e i parlamentari Gabriella Pinto e Mauro Bulgarelli
2) Gli indipendentisti fanno “annusare” campioni di materiali tossici ai parlamentari e rilanciano la loro lotta proponendo un progetto generale di risanamento del territorio nazionale sardo.
3) Concordati, in forma riservata, modi e forme delle azioni e delle “mosse” future da compiere in vista dell’ottenimento di uno stanziamento di fondi per il risanamento ambientale.
4) I parlamentari si faranno portavoce di due iniziative presso le Commissioni deputate. Chiederanno che, sulla scorta delle rivelazioni e delle questioni poste da iRS, venga aperta una indagine sui materiali tossici in Sardegna e che vengano resi noti i risultati delle analisi condotte sui materiali scaricati dagli indipendentisti durante il “blitz” di Porto Rotondo di alcune settimane fa.

COMUNICATO
Si è svolto ieri (30 luglio 2003) a Roma, presso la sede della Camera dei Deputati dello Stato italiano, un incontro ufficiale fra una delegazione del movimento indipendentista iRS, Indipendentzia-Repùbrica de Sardigna - composta da Gavino Sale, Giovanni Masia, Giampiero Deidda e Franciscu Sedda - e i parlamentari Gabriella Pinto e Mauro Bulgarelli.
L’incontro segue l’intervento che la stessa Pinto aveva fatto durante un precedente “question time” alla Camera riferendosi direttamente alle dichiarazioni del coordinatore di Indipendentzia Gavino Sale circa la presenza di materiali tossici, provenienti dall’esterno, sul territorio nazionale sardo.
La delegazione del movimento indipendentista iRS, che da anni si batte contro l’attacco quotidianamente portato all’ambiente e alla salute dei cittadini della nazione sarda, ha risposto alla chiamata in causa fatta dalla parlamentare portando prove concrete dell’esistenza e della reperibilità sul territorio sardo di residui altamente cancerogeni. La stessa Pinto è stata così invitata ad “annusare” alcuni campioni di scorie restando “asfissiata”, come lei stesso ha avuto modo di dire, dalle esalazioni emesse dal materiale.
A ciò è seguito una lunga e approfondita discussione non solo sulla situazione dell’ipotesi di sbarco delle scorie “nucleari” in Sardegna ma, più in generale, sullo stato del territorio dell’isola, oramai sempre più utilizzato, generalmente in modo segreto, altre volte in modo ufficiale e istituzionalizzato, come vera e propria discarica a cielo aperto.
La delegazione indipendentista, forte dell’impressione suscitata dalle “prove” portate, ha avuto così modo di esporre ai due parlamentari non solo l’intenzione di proseguire la lotta ma soprattutto di rilanciarla inserendola in un più generale “progetto di risanamento ambientale” dell’isola che può e dovrà essere un momento per generare coscienza di appartenenza così come benessere e occupazione. I parlamentari si sono trovati d’accordo con i delegati di IRS sulla necessità di reimpostare globalmente il “problema rifiuti” e si sono dichiarati disponibili a collaborare in vista di una azione concreta che porti allo stanziamento di una cospicua somma di denaro da destinare al risanamento del territorio. In tal senso i presenti hanno discusso e concordato i termini e le forme delle azioni, per ora assolutamente riservate, che dovranno rilanciare la lotta e portare all’ottenimento dei risultati prefissati.
Nell’immediato i due parlamentari hanno concordato di farsi portavoce della questione presso la “Commissione bicamerale di indagine sul ciclo dei rifiuti e attività illecite ad esso connesse”. Gabriella Pinto chiederà oggi (31 Luglio 2003) infatti che venga aperta, in conseguenza delle rivelazioni rilasciate da iRS, una indagine sulla presenza e il trattamento di materiali tossici in Sardegna.
Mauro Bulgarelli si farà inoltre portatore di un’altra istanza di iRS: richiederà presso la Commissione ambiente che vengano resi noti quanto prima i risultati delle analisi sui materiali scaricati dagli indipendentisti a Porto Rotondo durante il “blitz” effettuato alcune settimane fa presso Villa Certosa, residenza del premier italiano Silvio Berlusconi. Dei materiali, presi in consegna dai nuclei scientifici dello Stato italiano, non si è infatti avuta più alcuna notizia.